Prurito nel cane

Negli ultimi anni, una delle cause più frequenti di visita in ambulatorio veterinario è il prurito nel cane.

La causa non è sempre evidente e se non ci si approccia in modo corretto, si rischia di non risolvere il problema nel modo più giusto ed efficace.

In questo articolo cercherò di spiegarti tutto quello che il tuo veterinario dovrebbe fare per arrivare a capire esattamente cosa provoca prurito nel tuo cane.

Infine affronterò anche il problema della sua terapia. Pronto allora? Dai che si parte!

Prurito nel cane

Il prurito è un sintomo, una reazione ad una condizione che può essere fisiologica o patologica, a seconda di cosa lo provoca.

Quello fisiologico è una lieve sensazione, normale che passa subito, mentre quello patologico persiste tanto da provocare conseguenze dovute al grattamento.

Il prurito non è altro che una reazione a catena: uno stimolo, provoca la liberazione di mediatori chimici, che vanno a legarsi a dei recettori.

Si instaura così una risposta neuronale che stimola il cervello al grattamento, qualora la soglia del prurito sia stata superata.

La soglia del prurito non è altro che la quantità di stimoli oltre la quale un determinato soggetto comincia a grattarsi.

 

Se è bassa, il soggetto si gratterà per stimoli di poca importanza, mentre se è alta, il soggetto avrà bisogno di molti stimoli per arrivare a grattarsi.

Questo concetto di soglia, è molto importante perché sarà lui che determinerà la necessità o meno di intraprendere una terapia.

Ti faccio un esempio banale.

Tutti i cani potrebbero essere infastiditi e quindi grattarsi se sono infestati da pulci.

Ma se alcuni di loro sono allergici al morso del parassita, il prurito sarà molto più intenso e provocherà lesioni cutanee ben più importanti, a causa della bassa soglia del prurito che la reazione allergica ha instaurato.

La soglia del prurito è un fattore influenzato da molteplici aspetti :

  • soggettivi, perché ogni cane ha la sua;
  • dipendenti dallo stimolo esterno (alcuni sono più forti di altri);
  • dipendenti dallo stato di salute della cute (secchezza, impermeabilità, stato infiammatorio, ecc.);
  • condizioni atmosferiche (temperature estreme, calde o fredde);
  • condizioni fisiche generali del paziente.

Partendo da questo presupposto, puoi quindi capire quante diverse condizioni possono far scaturire tale sintomo e con quante diverse possibilità di intensità.

Ma andiamo più a fondo nel problema e vediamo di capire quali possono essere le cause di prurito nel cane.

Prurito nel cane: possibili cause

Le cause di prurito nel cane sono davvero tante :

  • parassiti esterni: acari (rogna), pulci;
  • infezioni batteriche;
  • dermatiti allergiche (alimentari, da morso di pulce, ambientali, muffe, erbe selvatiche ecc);
  • malattie metaboliche (insufficienza renale, diabete, ipotiroidismo, iperparatiroidismo);
  • malattie autoimmuni (Lupus Eritematoso Discoide)
  • malattie tumorali;
  • cause psicogene (legate ad obesità, problemi comportamentali, o stress ambientali e ansiogeni).

Non mi addentrerò nell’analisi di ciascuna, perché diventerebbe troppo lungo il discorso, rimandandoti a letture specifiche su ciascun argomento.

In generale però possiamo fare alcune considerazioni, in particolare sulle parassitosi.

E’ vero che la maggior parte dei proprietari effettua una profilassi contro le malattie parassitarie.

E’ vero anche però, che spesso queste risultano non efficaci al 100%, soprattutto per quanto concerne le pulci.

I motivi di questa occorrenza possono essere molteplici.

Ad esempio se gli spot on non sono messi esattamente sulla cute, ma sono applicati in parte sul pelo, questo riduce il dosaggio del farmaco, rendendolo inefficace.

prevenzione parassiti cane

La non corretta applicazione di uno spot on, può rendere inefficace la terapia antiparassitaria

Una non corretta assunzione dei trattamenti, se presi per bocca (il cane l’ha sputata o vomitata) o ancora una sopraggiunta resistenza al principio attivo da parte del parassita stesso, evenienza purtroppo frequente, soprattutto negli ultimi anni, da parte delle pulci.

Anche la provenienza del cane è molto importante.

Canile, allevamento intensivo (negozi, commercianti di cuccioli e tutte quelle strutture dove ci sono un grande numero di soggetti, normalmente in cattive condizioni sanitarie) possono essere facilmente infestati da parassitosi difficilmente controllabili.

Come si presenta il prurito nel cane?

Il prurito può presentarsi in diversi modi, a seconda della causa. In base a queste varianti possiamo fare una predizione di diagnosi.

Dove si gratta?

  • Prurito generalizzato, (soprattutto in caso di demodicosi generalizzata)
  • Prurito localizzato ad alcune specifiche parti del corpo. (Vedi Fig. 1)

prurito nel cane

Fig. 1, possibili cause di prurito in base alla sua localizzazione Fonte: approccio clinico

Quando si presenta il prurito?

  • Può avere incidenza stagionale (allergia a fattori ambientali, erbe infestanti e altre);
  • oppure essere sempre presente, (allergia alimentare, acari della polvere, atopia);
  • subito dopo la somministrazione di un farmaco, (reazione allergica allo stesso);
  • dopo l’assunzione di un alimento, (reazione allergica all’alimento);
  • solo nelle stagioni calde (presenza di parassiti nell’ambiente);
  • peggiora con condizioni atmosferiche molto secche e ventilate (eccessiva disidratazione della pelle, carenze di acidi grassi essenziali).

A che età si presenta il prurito?

In soggetti adulti/anziani, la comparsa di prurito improvviso in assenza di parassiti potrebbe essere causa di patologie neoplastiche o autoimmuni, da distinguersi dalle forme allergiche che, più spesso, si manifestano in forma cronica in soggetti dai 6 mesi ai 3 anni.

Mentre, se i soggetti colpiti sono giovanissimi potrebbero essere suggestivi di parassitosi.

Che risposta ai farmaci hanno avuto?

Anche questa variante è molto importante e deve essere presa in considerazione :

  • la somministrazione di antibiotico ha dato esito positivo? potrebbe essere un’infezione batterica, ma se dopo la sospensione il prurito si ripresenta, si dovrebbe valutare la possibilità di allergia o ipotiroidismo;
  • una remissione dei sintomi scarsa o parziale con glucocorticoidi (cortisone) è significativa di dermatite allergica alimentare o di parassitosi.

Quindi, se hai un cane che si gratta, la prima cosa da fare è prendere nota mentalmente di tutte queste domande.

Il veterinario che deve diagnosticare una malattia che provoca prurito si trova quindi a dover pensare ad una serie molto ampia di cause e dovrà cercare di andare per esclusione, valutandole una per una.

Sappi quindi che la diagnosi e la conseguente terapia, potranno non arrivare molto velocemente a meno che non si tratti di patologia conclamata e particolarmente semplice da verificare, come nel caso di una semplice parassitosi.

Vediamo quindi l’iter diagnostico e quali i fattori più frequenti da valutare.

Prurito nel cane: l’iter diagnostico.

Per prima cosa bisognerà pensare alla anamnesi (cioè alla storia del cane). Attraverso il segnalamento, molte cause di malattia possono essere prese in considerazione o escluse come abbiamo già visto sopra.

Inoltre devo precisarti che, in questo scritto stiamo valutando solo ed esclusivamente il sintomo “prurito”, che in realtà è accompagnato molto spesso, da una serie molto ampia di altri segni che sono anch’essi patognomonici (cioè indicativi di patologia) ma che in questa sede non trovano spazio, per essere citati.

Alopecie, ispessimenti cutanei, cambio di colore del pelo, papule, pustole, lesioni piodermitiche. Questi e molti altri, sono segni da valutare per una corretta diagnosi. Proseguiamo quindi.

Che esami sono da fare, nella diagnosi di prurito nel cane?

Se il medico si trova di fronte a prurito persistente e recidivante è buona norma applicare un iter diagnostico che sia il più completo e rigoroso possibile, per escludere qualunque causa che, a occhio nudo, non sia immediatamente evidente.

Lo scotch test

Esame che può facilmente mettere in evidenza gli acari, soprattutto del genere (Cheyletiella). Più raramente pulci e loro deiezioni.

Il raschiato cutaneo superficiale e profondo

E’ un esame semplice ed indolore, in cui il veterinario preleva una parte della pelle. Osserva il raschiato, opportunamente trattato e ripulito, su un vetrino attraverso il microscopio in modo da poter vedere i parassiti

E’ importante che i raschiati cutanei siano effettuati in più punti, dopo aver tagliato il pelo e a diverse profondità, per essere certi di rilevare il parassita anche a livello del follicolo pilifero (dove si localizza l’acaro della Rogna Demodettica ad esempio), mentre la rogna Sarcoptica si evidenzia più in superficie.

Si dovrà anche effettuare un trattamento antiparassitario anche in assenza di evidenza di parassiti che, in quel momento potrebbero non essere stati manifesti.

L’esame citologico

La presenza di lieviti (Malassezia) e batteri è evidenziabile grazie ad un esame microscopico che metta in evidenza parti cellulari, che necessitano di essere opportunamente colorate.

Anche questo esame è molto semplice da effettuare e veloce, ma necessita di esperienza soprattutto nella scelta delle lesioni, da prelevare.

E’ fondamentale che il medico analizzi le lesioni riconoscibili come causate dal lievito o dal batterio e non quelle causate da complicanze del grattamento.

 

In questo secondo caso, si rischia di evidenziare solo la complicanza, senza vedere l’agente causale vero e proprio.

Inoltre, attraverso questo esame è possibile vedere delle cellule modificate, tipiche di malattie autoimmuni e /o tumorali.

La lampada di Wood e colture fungine

La lampada di Wood è un esame empirico molto semplice da effettuare, che potrebbe mettere in evidenza i funghi sulla cute.

Tuttavia l’assenza di fluorescenza (ma anche la presenza) potrebbe essere presa per falso negativo o positivo e quindi non sempre probante di malattia fungina a causa di molte variabili, non ultimo la presenza di farmaci o batteri sulla cute.

L’esame maggiormente consigliato, soprattutto in casi dubbi e con lesioni particolarmente indicative di presenza di funghi, sono le colture fungine, in cui peli e squame prelevati, devono essere messe in appositi contenitori di crescita ed analizzati dopo un tempo adatto. Solo così si avrà certezza diagnostica.

E adesso che abbiamo escluso cause esterne come batteri, funghi, parassiti e lieviti, come procediamo?

Prurito nel cane: le cause allergiche

Le cause allergiche sono le forme più frequenti in assoluto tra le dermatiti pruriginose e spesso sono multifattoriali e quindi particolarmente difficili da individuare e diagnosticare.

Anche in questo caso, bisogna andare per esclusione perché il passaggio immediato al test allergico non è la soluzione più idonea.

Una delle più frequenti cause di prurito nel cane è l’allergia di tipo alimentare: da carne di pollo, rossa, verdure, lieviti, lattosio e molto altro ancora.

Al momento l’unico metodo realmente efficace per verificare a quale alimento potrebbe essere allergico il cane è effettuare una dieta privativa che deve durare dalle 6 alle 8 settimane.

 

E’ da precisare che la dieta non può essere basata solo su mangimi di tipo commerciale (con proteine idrolizzate) in quanto troppi sono i componenti contenuti al loro interno, che quindi inficerebbero il risultato.

 

La dieta dovrebbe essere una casalinga da effettuare (meglio se) sotto controllo di un nutrizionista, che potrà quindi modulare gli alimenti a seconda dei risultati ottenuti.

E’ da sottolineare che, sulla base dell’esperienza, già il fatto di eliminare i mangimi secchi e passare ad una dieta casalinga, riduce drasticamente l’incidenza di prurito.

Inoltre alcuni cibi commerciali possono essere facilmente infestati da acari, già dopo pochi giorni dall’apertura della confezione e che questi siano, loro stessi causa di allergia.

L’intradermoreazione

Solo dopo aver escluso tutte le altre possibili cause, è possibile effettuare un test allergico per verificare a quale altra sostanza potrebbe essere allergico, attraverso l’esame di intradermoreazione.

La diagnosi di dermatite atopica  (quindi di dermatite allergica) è altrettanto complessa e ne ho parlato in questo articolo.

Il trattamento del prurito nel cane: cosa fare e cosa non fare!

Come avrai notato, arrivare a capire la causa del prurito, potrebbe impiegare molto tempo. La domanda quindi del cosa fare nel frattempo, è certamente lecita.

Ad oggi in realtà il problema non è tanto legato al come ridurre il prurito, perché esistono farmaci che sono addirittura capaci di bloccarlo completamente a prescindere dalla causa.

Il problema è che, se non si esclude il fattore scatenante, si rischia di dover somministrare tali terapie per tutta la vita del cane, con effetti collaterali anche gravi.

I principi attivi che oggi sono maggiormente utilizzati, oltre ai trattamenti antibiotici in caso di infezioni batteriche (causa primitiva o secondaria di prurito) sono i cortisonici e nuovi antistaminici (Oclacitinib).

La somministrazione di cortisonici a lungo termine può avere effetti collaterali anche gravi, riducendo le difese immunitarie ed esacerbando altre patologie.

Inoltre il prurito potrebbe ripresentarsi in modo ancora più grave.

L’utilizzo di Oclacitinib dovrebbe essere limitato a brevi periodi, con un dosaggio di mantenimento il più basso possibile (dopo la terapia iniziale) e solo in quei casi in cui nessun’altra terapia abbia avuto successo.

Questo perché gli effetti collaterali a lungo termine sembrano essere piuttosto gravi, considerando che potrebbe esacerbare patologie neoplastiche. (In questo link la fonte delle mie affermazioni).

A breve verrà commercializzata una nuova molecola, facente parte degli anticorpi monoclonali, che sembra essere ancora più efficace e con decisamente minori effetti negativi. Il Lokivetmab.

Questo farmaco avrebbe il vantaggio di essere somministrabile una sola volta al mese (iniettabile) ed avere scarsissimi effetti collaterali, potendo essere dato anche in animali immunodepressi, con patologie epatiche e/o renali.

Staremo a vedere.

 

Prurito nel cane : la questione lavaggio….

Ma se il prurito si presenta solo temporaneamente ed in particolare dopo il lavaggio?

Esistono cani che mal sopportano il lavaggio e che dopo di esso si grattano anche per parecchie ore.

In questi casi, certamente è consigliato utilizzare prodotti meno aggressivi, ma è anche vero che non sempre gli shampoo riescono ad esserlo.

Soprattutto se fanno schiuma, i componenti che sono persenti al loro interno, distruggono lo strato lipidico protettivo della pelle, rendendola più vulnerabile e quindi abbassando la soglia del prurito.

Cosa fare allora?

  • Prima di tutto, diminuire la frequenza del lavaggio che dovrebbe limitarsi ad essere effettuato solo quando il cane comincia ad avere un odore troppo sgradevole per essere tenuto in casa e comunque non più di un lavaggio ogni uno o due mesi.
  • Spazzolarlo frequentemente, anche tutti i giorni.
  • Passarlo con un panno umido di acqua e betadine, ad una concentrazione molto blanda, poche gocce in una bacinella. Il colore dell’acqua deve essere molto tenue.

Dopo che si è fatto il bagno inoltre, se il prurito persiste anche con una frequenza così bassa, si può passare l’estratto di foglie d’ulivo (la confezione da un litro, ad uso umano) anche puro, con un panno di cotone, in modo da lenire i sintomi, su tutto il corpo del cane, andando contro pelo, in modo da farlo penetrare bene.

In alternativa lo si può spruzzare sulle parti che il cane ha più sensibili, quindi dove si gratta, diluito in parti uguali acqua/estratto utilizzando un normale spruzzino.

Trattamenti naturali per il prurito nel cane

La diminuzione del prurito nel cane dovrebbe essere raggiunta non soltanto attraverso la somministrazione di farmaci di sintesi, comunque spesso necessari, ma anche attraverso il rinforzo delle difese dell’organismo ed il ripristino delle barriere naturali della pelle che, a causa del traumatismo che il grattamento provoca, si indeboliscono.

Inoltre, anche una diminuita salute cutanea è spesso causa primaria di prurito ed in queste situazioni, diventa più semplice la gestione del sintomo anche grazie a rimedi diversi dal farmaco.

Vediamo quindi quali possiamo utilizzare.

Integrazione alimentare contro il prurito nel cane

  • Corretta alimentazione : l’alimentazione sana, fatta di sostanza fresche e poco lavorate è un primo passo per diminuire la quantità di allergeni e scorie che non vengono digerite dall’organismo, appesantendo il sistema epatico.
    La riduzione o (meglio ancora) l’eliminazione dei cereali nella dieta dei cani, è un ulteriore passo verso la sua salute.
  • Somministrazione di Acidi Grassi Essenziali : una integrazione corretta di acidi grassi essenziali con il giusto rapporto tra Omega 3 e 6 è un passo obbligatorio per la salute della pelle.
    Sono infatti fondamentali per il ripristino della barriera impermeabile della cute.
  • Colostro bovino : il colostro bovino, è un utile rimedio contro le allergie. Contiene infatti il PRP (Proline-Rich-Polypeptide) che ha efficacia sul sistema immunitario, riducendo la produzione di cellule responsabili del prurito (linfociti). Inoltre pare abbia un eccellente effetto antinfiammatorio.
  • Vitamina C : la vitamina C ha effetto antistaminico naturale.

Trattamenti topici contro il prurito

Il trattamento topico, è assolutamente necessario, soprattutto quando i rimedi sono finalizzati alla eliminazione di parassiti o lieviti contaminanti la pelle.

Anche l’utilizzo di shampoo contro il prurito può essere efficace, grazie alle proprietà idratanti degli stessi.

In aggiunta a questi rimedi, l’utilizzo dell’Estratto di Foglie d’Ulivo può essere certamente indicato e consigliato, se vuoi saperne di più parlane con Giulia.

Esso infatti agisce in modo efficace grazie a svariate proprietà :

  • 🌿 lenitiva: grazie a questo effetto, riduce il fastidio della pelle che spesso si presenta molto più secca, a causa della desquamazione e traumatismo;
  • 🌿 antibatterica: l’estratto è un antibatterico naturale, accelera la riduzione della carica batterica ed amplifica gli effetti benefici della terapia antibiotica;
  • 🌿 antinfiammatoria: l’altissima concentrazione di antiossidanti, lo rende molto efficace in questa funzione.
  • 🌿 cicatrizzante: la sua capacità di aumentare la velocità di rigenerazione cellulare lo rende efficace rimedio per la diminuzione dei tempi di guarigione.

Inoltre essendo un prodotto totalmente di origine vegetale e naturale è scevro da effetti collaterali, potendo essere applicato anche sulle zone di maggior traumatismo. 

Bene per oggi è tutto, ci ritroviamo nel prossimo articolo che parlerà della sindrome della lingua pendula nel cane brachicefalo.

Bibliografia:

  • Ettinger SJ, Feldman EC “Trattato di Clinica Medica Veterinaria: malattie del cane e del gatto” vol. 1-2 Antonio Delfino Editore, 2001.
  • Michael Schaer “Medicina clinica del cane e del gatto” Edizione Masson Elsevier. Milano. 2006
  • Willemse T.: Diagnostic approach to pruritus in dog and cat. Waltham International Focus, 2 (2)(1992) 2026.
  • Noli C., Scarampella F.: Prurito nel cane. In Dermatologia del cane e del gatto. Poletto Editore, Gaggiano (MI), 2002

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