Piodermite nel cane

Piodermite nel cane

 

La piodermite nel cane è una delle malattie cutanee più frequenti, seconda solo alla dermatite da puntura di pulci.

La sua risoluzione è affidata all’utilizzo di antibiotici che però, se da una parte curano, dall’altra fanno danni.

Oggi qui vorrei parlarti di terapie alternative integrate, che possano essere di vero ausilio nella guarigione, senza danni al resto dell’organismo.

La pelle: la barriera più importante dal mondo esterno.

La pelle è l’organo più esteso di tutto l’organismo ed è fondamentale per proteggere l’interno del corpo dall’esterno.

La struttura della cute è a strati, come è ben evidenziato nell’immagine sottostante, e la sua integrità è fondamentale.

Il compito di protezione della pelle, è svolto attraverso tre tipi di barriere :

  • una barriera fisica: costituita dalle giunzioni tra cellule;
  • una barriera chimica/biochimica: rappresentata da cellule spazzino presenti in sede (macrofagi) e molecole enzimatiche;
  • una barriera immunitaria: che viene attivata ed attirata dagli agenti esterni, dal sistema immunitario.

Va da sé quindi che, quando c’è una alterazione della cute, di qualunque natura essa sia, fisica o infettiva, si ha una alterazione di una o più di queste strutture.

Ad esempio quando ci troviamo davanti ad una ustione, o a dermatiti da contatto, o irritative, è la barriera fisica ad essere inficiata; nei casi invece di reazioni allergiche o autoimmuni, ad esempio dermatiti atopiche o da allergie alimentari, saranno le barriere immunologiche ad essere maggiormente compromesse.

In altre situazioni ancora è un insieme di fattori.

In tutti i casi è la incapacità di trattenere acqua nell’epidermide che crea i problemi più gravi, qualunque sia l’origine.

A volte può essere una mutazione di una proteina che non fa più aderire nel modo adeguato le cellule tra di loro.

Altre volte l’infiammazione è talmente grave da aver aperto delle vere e proprie brecce, quindi, aver costretto la pelle a reagire, dando luogo a formazioni come croste secche, esfoliazioni e deformazioni che portano allo stesso risultato: la non impermeabilità della cute.

Ma una volta danneggiata la pelle, come si rigenera?

Sostanzialmente la pelle (ed i tessuti tutti) si rigenerano grazie a due metodi :

  • un processo di rigenerazione, che replica in breve tempo il tessuto danneggiato, senza lasciare segni;
  • un processo di riparazione, in cui si ha la formazione di un tessuto diverso, cicatriziale e con cellule di origine connettivale, quindi differenti dal tessuto di origine.

Abbiamo già parlato dei processi cicatriziali e di come essi si differenzino in guarigioni di prima o seconda intenzione, in base alla presenza o meno di formazione di tessuto di granulazione (ti rimando all’articolo per approfondire).

Nei processi di guarigione cutanei quando lo strato basale, quello più profondo dell’epidermide, non viene intaccato, le cellule neoformate riescono ad avere una struttura ordinata, è come se sapessero come impilarsi l’una sull’altra, rimanendo così ben organizzate.

Se invece questa struttura è compromessa, le cellule si formeranno senza una struttura, in modo casuale.

Quando però la guarigione non avviene si ha la cronicizzazione della lesione che diviene quindi ulcera.

Questo è ciò che avviene il più delle volte quando ci sono contaminazioni batteriche ed è il motivo per cui quando ci si ferisce, si corre a disinfettarsi!

A seconda della quantità di batteri presenti si avranno semplici contaminazioni, o colonizzazioni, fino ad arrivare all’infezione vera e propria, con i chiari segni dell’infiammazione: dolore, gonfiore, rossore, calore.

In sintesi è questo che avviene nelle piodermiti: una quantità di batteri più o meno grande, colonizza e si moltiplica sulla cute, riuscendo a penetrare strati più o meno profondi.

Purtroppo non è così semplice ovviamente, in quanto moltissime sono le cause che provocano questo aumento della proliferazione, tanto più che i batteri causa di piodermiti, spesso e volentieri sono già presenti sulla cute del cane.

Piodermite nel cane: quali sono?

La piodermite è una infezione della pelle da parte di batteri piogeni, cioè in grado di creare pus, che proliferano e che si insediano nei diversi strati cutanei, determinando la comparsa di diverse forme di malattia.

I batteri maggiormente interessati sono gli Staphylococcus intermedius, più raramente S. schleiferi.

In lesioni profonde sono stati isolati anche bastoncelli di origine fecale appartenenti a Pseudomonas spp, Proteus spp ed E. coli.

Le piodermiti si classificano in base alla penetrazione e localizzazione del batterio all’interno della pelle.

Piodermiti di superficie

Le piodermiti di superficie sono quelle che coinvolgono un grande numero di batteri, ma che colonizzano solo lo strato superficiale della pelle, senza penetrarvi.

Fanno parte delle piodermiti di superficie:

  • Pseudo-piodermiti: quelle più superficiali, dove si ha una colonizzazione batterica, più che infezione, degli strati cornei, in seguito a traumatismi da grattamento o sfregamento e sono molto diffuse ed ampie.
    Sono quelle che traggono maggior vantaggio da trattamenti non tradizionali (come vedremo più avanti).
  • Piodermite piotraumatica o dermatite essudativa acuta: secondarie a leccamento eccessivo e/o mordicchiamento, dovuti a dolore o prurito notevole, provocato da vari agenti quali allergie, parassiti, corpi estranei o altro.
    Il cane si lecca o morde la zona dolente o pruriginosa, tanto da renderla glabra e la pelle reagisce formando essudati ed eritemi.
  • Intertrigine o dermatite delle pliche: la proliferazione batterica in questa caso è dovuta a sfregamento delle pliche cutanee (Sharpei, Carlino, Bulldog) del naso e muso ad esempio, oppure ad eccessiva umidità sulla pelle per assenza di ricircolo d’aria e concomitante infestazione da lieviti come la Malassezia.
  • Anche le pliche delle labbra in cani con pelle abbondante ne sono soggetti (Basset-Hound, Cocker, San Bernardo), oltre ai cani obesi.
    L’ambiente caldo umido che si crea in queste zone di cute, è ideale per la proliferazione dei batteri.
  • Dermatite acuta umida: una forma di eczema umido che compare tipicamente da un giorno all’altro, spesso causata da allergie alimentari in cui l’animale si gratta per l’accumulo ed il transito di tossine, in una zona localizzata che diventa alopecica, molto arrossata e ben definita rispetto alle zone circostanti.
  • Sindromi da sovracrescita batterica: con zone alopeciche eritematose che tendono poi ad ispessirsi e iperpigmentarsi.
    Forte prurito e odore pungente, sono altre caratteristiche. La zona che colpisce all’inizio è quella delle pieghe del collo, per poi arrivare anche a tronco e torace.

Piodermiti superficiali nel cane

Nelle piodermiti superficiali, nonostante non siano profonde, i batteri riescono comunque a superare il primo strato superficiale dell’epidermide, senza però raggiungere il suo strato più profondo, quello basale.

Fanno parte delle piodermiti superficiali :

  • L’impetigine del cane giovane: con caratteristici foruncoli (papule o pustole) sotto l’addome del cucciolo, nella zona ascellare ed inguinale.
  • L’impetigine bollosa: ha le stesse caratteristiche di quella precedente ma causata normalmente da malattie metaboliche preesistenti.
  • Follicolite del cane a pelo corto: tipica di Bracco tedesco, Pointer, Alano e Sharpei, inizia con papule che evolvono in pustole, fino a diventare tante zone alopeciche (mantello tarmato) soprattutto nella zona inferiore del corpo.
  • La follicolite batterica superficiale: in assoluto la più frequente, e quasi sempre conseguenza di altra malattia cutanea, è caratterizzata dalla presenza di pustole che scoppiano per diventare erosioni, croste, zone di cute alopeciche con centro iperpigmentato (lesioni a bersaglio) e zone con lichenificazione della pelle (ispessimento a strati della cute), soprattutto nel Bulldog.
    Frequentemente si ritrovano nelle zone ascellari, addome, inguine e tronco, raramente testa e arti.
  • piodermite muco-cutanea: localizzata soprattutto a livello delle commessure labiali, oculari, è tipica del Pastore Tedesco e suoi incroci.
    Potrebbe localizzarsi anche a livello di prepuzio ed ano, inizia la manifestazione con erosioni e piccole ulcere, per poi cronicizzarsi e dare luogo a zone erosive e depigmentate.

Piodermiti profonde

Sono quelle più gravi, conseguenti a ferite e/o diminuzione delle difese immunitarie del soggetto, spesso associate a malattie metaboliche e predisposizione sia famigliare che di razza.

Coinvolgendo e danneggiando anche lo strato basale, possono dare luogo anche a sintomi generali, con febbre, abbattimento, fino alla setticemia.

Possono essere localizzate o generalizzate, con formazione di pustole, croste, ulcere ed aree necrotiche, spesso recidivanti e con scarsa tendenza alla guarigione.

Le lesioni si diffondono anche al derma ed allo strato sottocutaneo, dando luogo ad infiammazione e degenerazione dei follicoli.

Le forme localizzate, sono dovute per lo più a traumatismi, come la follicolite del dorso del naso nei dolicocefali, ad esempio Pastore Tedesco, Border, Bull Terrier, quelli a muso lungo insomma.

La follicolite interdigitale è un’altra piodermite profonda, purtroppo molto grave spesso recidivante, la cui causa non è ancora stata del tutto chiarita.

Si presenta con edemi, ulcere, ponfi, fistole emorragiche localizzate soprattutto a livello pieghe interdigitali.

Diagnosi di piodermite nel cane

La diagnosi di piodermite nel cane presenta non poche difficoltà, principalmente per la quantità di possibili cause che la possono provocare.

Una volta analizzata la sintomatologia, saranno necessari approfondimenti con esami citologici per evidenziare le lesioni cellulari coinvolte e quali strati siano interessati, oltre a dover effettuare antibiogrammi, per la scelta della corretta e più efficace terapia da affrontare.

Sarà fondamentale anche effettuare esami di funzionalità ormonali per escludere cause metaboliche sottostanti.

Una volta escluse possibili patologie sottostanti, che possono andare dal corpo estraneo alle neoplasie, problemi di appiombo e quindi scorretta posizione del piede, o micosi, ectoparassiti, e altro si dovrà poi fare una diagnosi più approfondita tramite raschiati cutanei e biopsie per arrivare ad un trattamento mirato, che è tipicamente l’antibiotico.

Terapia delle piodermiti nel cane

Tradizionalmente le piodermiti, essendo provocate da batteri devono essere trattate con antibiotici.

A seconda del tipo, localizzazione, estensione e profondità delle lesioni la terapia potrà essere locale, con shampoo e lozioni o sistemica per bocca.

Sarà inoltre fondamentale ridurre o evitare l’utilizzo di glucocorticoidi (cortisone) per ridurre il prurito, in quanto può non solo creare recidive, ma anche aggravare lo stato di salute della pelle.

La sua azione di inibizione delle difese immunitarie infatti non è indicata in questo tipo di malattie.

Ciò che risulta fondamentale è la somministrazione dell’antibiotico corretto e per il giusto periodo.

Il consiglio è sempre quello di continuare la terapia per almeno due settimane dopo la scomparsa dei sintomi.

Se sospesa troppo presto, rischia di fallire due volte: una perché la sintomatologia si ripresenta e due perché è possibile che il batterio divenga resistente alla terapia appena terminata.

Se ci sono delle recidive è possibile che ci sia stato un errore nella scelta del farmaco, nel dosaggio, nella durata del trattamento o anche nella diagnosi iniziale, dove magari non si è riusciti ad individuare la causa sottostante la batteriosi.

Ma sarà sufficiente il solo antibiotico a curare gli strati cutanei così duramente colpiti dai batteri?

Le terapie adiuvanti la piodermite nel cane

Non è un mistero che le piodermiti, sia superficiali che profonde, siano malattie particolarmente frustranti :

  • per il medico, che si trova a dover diagnosticare una patologia a causa multifattoriale e che spesso ricompare;
  • per il proprietario che, dal canto suo dovrà capire l’importanza della corretta esecuzione delle prescrizioni mediche, oltre che delle difficoltà oggettive nell’affrontare tale malattia.

Questa evenienza spesso inficia anche il rapporto di fiducia instauratosi tra paziente e specialista.

Lungi da me quindi, in questa sede dare indicazioni su miracolose cure alternative.

 

Ciò che vorrei invece, è sottolineare l’importanza di una visione più generale del problema non focalizzando tutta l’attenzione solo ed esclusivamente sull’eliminazione del batterio, ma sulla possibilità di ripristinare quella barriera fisica ed immunologica che è la cute.

Se è infatti vero che, le piodermiti, una volta individuato l’antibiotico corretto da somministrare possono risolversi, ma anche tornare più aggressive di prima a causa di ben note reazioni di antibiotico resistenza, è anche vero che non è solo l’antibiotico ad essere la giusta ed unica soluzione.

E’ inoltre assodato che l’utilizzo di questi farmaci non è scevro da effetti collaterali sia a livello gastroenterico, che a livello epatico e che anche l’utilizzo locale (quindi sulla cute, non per via sistemica) può creare problemi di resistenza.

La riduzione del loro utilizzo potrebbe essere una valida alternativa da prendere in considerazione, associando altri principi che possano dare più forza alla pelle.

Ciò che è importante capire prima di tutto è che una patologia cutanea, il più delle volte, è una manifestazione esterna di un male interno all’organismo.

La pelle infatti ha funzione di protezione dagli agenti esterni, che se non è nutrita nel modo corretto, riesce ad essere permeabile ad essi.

La prima terapia preventiva per la buona salute della pelle è quella di somministrare una dieta corretta.

Questo aspetto è particolarmente sottostimato, sia dal proprietario che dal medico curante, il quale troppo spesso si affida per comodità alla somministrazione di diete commerciali.

Queste non sono da demonizzare in generale, ma certamente necessitano di essere conosciuti i rischi che derivano dal loro utilizzo continuato per tutta la vita del cane. (In questo articolo Giulia ha parlato in modo molto esaustivo dell’argomento e ti consiglio di leggerlo).

Una dieta ricca di nutrienti ben digeribili e con poche sostanze tossiche è il primo passo.

Quando ci si trova di fronte ad una patologia cutanea, saranno soprattutto gli Acidi grassi essenziali a dover essere integrati nella dieta;
nella giusta proporzione (1:5), con somministrazione di oli di salmone e di krill, ad esempio per gli omega 3 e d’oliva per gli omega 6.

Queste integrazioni sono sempre da effettuare sotto consiglio del proprio nutrizionista per le dosi e i tempi di somministrazione.

I loro effetti positivi normalmente si evidenziano dopo almeno 4/8 settimane e si manifestano con diminuzione netta del prurito grazie al ripristino della barriera cutanea cellulare.

Anche e soprattutto a livello locale però, l’utilizzo di sostanze ad azione batteriostatica e battericida, di origine vegetale e naturale, sono sicuramente utili per riuscire a potenziare l’effetto antibiotico che (lo sottolineo), non potrà soprattutto in certe situazioni di particolare gravità, essere evitato.

Quali terapie topiche naturali potrebbero essere efficaci per la piodermite nel cane?

Molte sono le sostanze naturali che hanno un effetto limitante sulla replicazione batterica.

Abbiamo visto in un precedente articolo come il semplice zucchero, posto in grande quantità su ulcere e ferite, sia in grado di far rigenerare i tessuti, grazie alla sua azione battericida e cicatrizzante.

La terapia locale tradizionale nelle piodermiti può essere affrontata, attraverso sostanze antisettiche (preparati a base di Clorexidina, Iodio, Lattato di Etile, ecc) e/o antibiotiche a diverse concentrazioni.

Più è alta, maggiore sarà il livello di azione batteriostatica o battericida del prodotto, come anche la distruzione della flora batterica naturalmente presente e benefica della cute, oltre al suo film idro-lipidico che inevitabilmente viene distrutto.

Ricordo a tal proposito che molti autori sconsigliano l’utilizzo di Clorexidina a qualunque concentrazione, proprio per la inibizione alla cicatrizzazione delle ferite.
E’ vero però anche il contrario in questi casi, in quanto è un ottimo batteriostatico.

In caso di piodermiti di superficie o pseudo piodermiti, la possibilità di trattare la parte anche con estratti di sostanze di origine vegetale, consentirebbe da un lato di diminuire la concentrazione di agenti antimicrobici di sintesi e quindi anche di un loro possibile effetto dannoso e dall’altro, promuovere la guarigione migliorando lo stato di salute intrinseco della cute.

L’olio estratto di Iperico, ad esempio è stato fatto oggetto di studio, riscontrando in un preparato, coniugato con olio di Neem, capacità antibatterica e cicatrizzante.

Nelle piodermiti, i danni che si instaurano sono dovuti all’infiammazione provocata dai batteri che si traduce in :

  • formazione di radicali liberi dovuti allo stress ossidativo, derivato dalle cellule infiammatorie;
  • scarsa capacità di trattenere acqua da parte dei tessuti che perdono la loro impermeabilità;
  • conseguente disidratazione della cute, che necessita di essere reidratata.

Tutti questi processi potrebbero essere contrastati da sostanze contenute in vari estratti vegetali.

Uno in particolare ha tutte queste caratteristiche insieme ed è

L’Estratto di Foglie di Ulivo

che ha varie proprietà:

  • 🌿 antiossidante, forse la più importante e potente di questo estratto.
    Il suo contrasto alla formazione di radicali liberi, agisce migliorando notevolmente la capacità cicatrizzante del tessuto, in quanto stimola la rigenerazione tissutale;
  • 🌿 astringente, riduce l’essudazione che si crea a seguito di grattamento e leccamento eccessivo.
    Il risultato è quello di avere una superficie più asciutta e quindi con un ambiente meno favorevole alla riproduzione batterica e di lieviti (che spesso possono complicare il quadro);
  • 🌿 antimicrobica, grazie all’Oleuropeina contenuta in grandi concentrazioni in questo estratto;
  • 🌿 lenitiva e nutriente, caratteristica tipica degli estratti dalle foglie di ulivo.

L’utilizzo di questo estratto per uso topico quindi potrebbe essere un valido ausilio nel trattamento della piodermite nel cane, soprattutto se applicato dopo i medicamenti tradizionali.

Il suo effetto decongestionante, riduce la sensazione di prurito e quindi la possibilità di ulteriori traumatismi indotti da tale comportamento.

Inoltre lenisce e mantiene morbida ed idratata la cute creando un film protettivo rigenerante, che accelera la guarigione, consentendo quindi una minor necessità di farmaci.

Bene, per oggi è tutto.

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Grazie per avermi letto fin qui e arrivederci al prossimo articolo.

Bibliografia

1) Miscele fitoterapiche per la terapia delle piodermiti nel cane (Corso di Laurea Specialistica in Medicina Veterinaria – Università degli Studi di Perugia)

2) Piodermite nel cane: la terapia in pratica (Vetjournal)

3) Piodermiti: classificazione, iter diagnostico e protocolli terapeutici. (Fabrizio Fabbrini Med Vet, Dipl CES Derm, Milano 50° Congresso Nazionale Multisala SCIVAC)

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