Displasia dell'anca nel cane

La displasia dell’anca nel cane è patologia riconosciuta dal 1935.

Nonostante quasi subito si capì che era a causa ereditaria, siamo ancora qui a combatterla!

Cerchiamo di capire come fare (nel limite del possibile) a difenderci dalla sua insorgenza.

Displasia dell’anca nel cane

Oggi ti parlo di una patologia piuttosto odiosa, perché ha una forte componente ereditaria nella sua insorgenza, ma che può essere riconosciuta e corretta se vista in tempo.

In questo articolo vorrei cercare di fare chiarezza su un argomento, piuttosto complicato cercando di renderlo più semplice possibile.

Displasia dell’anca nel cane: cos’è?

Partiamo dall’inizio.

La displasia dell’anca è una patologia dello sviluppo che colpisce l’articolazione dell’anca appunto (la coxofemorale) composta dall’osso del bacino e il femore.

Il cucciolo quindi non nasce malato, ma sviluppa la malattia durante l’accrescimento.

In una articolazione sana la testa del femore, che ha forma rotonda si incastra nell’osso del bacino, in una sua insenatura chiamata acetabolo, che ha anch’essa forma rotonda ma incavata e si muove ruotando al suo interno, come una boccia all’interno di una coppa.

In un cucciolo affetto da displasia, queste due parti, crescendo non sono più perfettamente congruenti, soprattutto a causa di una eccessiva mobilità dell’articolazione stessa.

Questo fa sì che le due parti ossee si tocchino durante il movimento, provocando dei piccoli traumi che, a loro volta, saranno causa di artrosi.

Cause di displasia dell’anca nel cane.

Questa patologia è definita multifattoriale, cioè provocata da diversi fattori, tra i quali però quello genetico ha il ruolo più importante.

Sono diversi i geni implicati nella trasmissione e peggiora la situazione il fatto che anche cani sani, generati però da soggetti malati, sono portatori sani e quindi andrebbero anch’essi eliminati dalla riproduzione.

Il patrimonio genetico dei genitori può essere considerato libero da displasia non solo quando essi stessi non ne sono colpiti, ma quand’anche tutti i loro fratelli, sorelle, nonni e zii non sono risultati displasici.

 

Pertanto, per conoscere se un soggetto non affetto da displasia è anche un riproduttore che non trasmette questa malattia nella sua discendenza, bisogna conoscere il suo pool genetico, valutando quindi tutta la sua parentela. (Citazione FSA – Fondazione Salute Animale)

L’ereditarietà è nota da davvero tanti anni. Malgrado questo esistono ancora moltissimi cani displasici e nonostante la malattia sia considerata vizio redibitorio!

Cosa significa vizio redibitorio?

 

Vuole dire che la displasia dell’anca, quando diagnosticata, può essere soggetta a risoluzione del contratto o risarcimento qualora il proprietario ne faccia richiesta; è quindi qualcosa che vizia l’acquisto iniziale potendo rescindere il contratto.

Oltre a questa causa esistono fattori predisponenti che ne influenzano la gravità.

Una errata costruzione del treno posteriore ad esempio:

  • uno scorretto appiombo fa lavorare male l’articolazione;
  • una non corretta inclinazione della groppa, può spostare l’acetabolo, provocando la lussazione della testa del femore. Alcuni Bulldog Inglesi, sono particolarmente soggetti a questo. [1]

Fattori alimentari:

 

  • obesità nel cucciolo,
  • accrescimento troppo veloce,
  • carenze ma ancor di più eccessi di micro-nutrienti,
  • errato rapporto calcio/fosforo nella razione,
  • assunzione di relaxina durante l’allattamento (la relaxina è un ormone presente durante la gravidanza della femmina che consente una maggior lassità dei tessuti e pare che possa passare dal latte materno).[2]

Fattori ambientali:

 

  • traumi,
  • esagerata attività e gioco troppo forte del cucciolo,
  • crescita su pavimentazioni scivolose ed altro.

Displasia dell’anca nel cane: i sintomi

A meno che non ci sia una manifestazione patologica particolarmente grave, il cucciolo difficilmente manifesterà alcun segno evidente di displasia.

Quando presenti, questi sono:

  • andatura a coniglio, con le zampe posteriori che si muovono insieme,
  • riluttanza al movimento,
  • riluttanza a saltare,
  • non si solleva sulle zampe posteriori,
  • durante il gioco si siede frequentemente,
  • atteggiamento antalgico, con postura larga o stretta delle zampe posteriori.
displasia dell'anca nel cane

Immagine: Salvaggio A. DVM, libero professionista, ANUBI Ospedale Animali da compagnia, Moncalieri (To).

E se la displasia si manifesta nel cane anziano, come riconoscerla?

In realtà è proprio nel cane adulto e anziano che la patologia può manifestarsi con maggiore gravità.

Il segno più importante e indicativo di displasia è l’ondeggiamento nell’andatura del treno posteriore.

Se il tuo cane sculetta come una modella con tacco dodici… c’è grande possibilità che le sue anche ballino la samba!

Gli altri segni sono del tutto simili a quelli descritti per il cucciolo con grave displasia, con però la possibilità di avere sintomi di dolore molto più evidenti.

Esistono diversi gradi e livelli di gravità di displasia di cui non parlerò perché non è questo il luogo giusto per farlo.

Vorrei invece soffermarmi su come prevenire la displasia dell’anca, partendo dalla sua individuazione precoce.

La diagnosi precoce di displasia dell’anca nel cucciolo.

I segni radiografici possono essere visibili già a partire dal 3° mese di età, mentre la malattia è diagnosticabile in modo definitivo e preciso, solo alla fine dello sviluppo, per cui dopo l’anno nei cani piccoli, dopo l’anno e mezzo/due, nei cani di grossa taglia.

Ho spesso letto commenti e perplessità circa la necessità di effettuare un accertamento radiografico precoce per la displasia.

Certo, è da fare in anestesia, ma è anche vero che, nel momento in cui si dovesse manifestare una forma sub-clinica saresti in grado di mettere in atto tutti quegli accorgimenti che potrebbero ridurre drasticamente le complicanze della malattia.

Cosa fare quindi? Un controllo preventivo.

I cani per cui è consigliato un controllo ortopedico sono tutti i soggetti predisposti per parenti non esenti da displasia, o esenti ma di razze altamente probabili e cioè tutte le razze di cani di taglia media, grande e grandissima.

Soggetti con lassità articolare particolare (Border) e cani che crescono molto velocemente.

Cos’è la lassità articolare?

 

Tutti quei cani che hanno articolazioni particolarmente mobili, con grande ampiezza di apertura e legamenti molto elastici sono più soggetti a displasia.

 

Le ossa in questa condizione all’interno dell’articolazione, sono troppo libere di muoversi e di scontrarsi le une contro le altre.

A mio avviso è certamente consigliato effettuare un controllo ortopedico precoce dal 3°-4° mese di età in poi, tramite una visita di un medico veterinario specialista ortopedico.

Questo farà manovre particolari che, in base al risultato ottenuto potrebbero far ritenere necessaria anche una valutazione radiografica.

Io consiglio anche una visita di una fisiatra. Quella del fisiatra è una nuova figura professionale molto importante per le patologie articolari del cane!

Perché farlo così presto? Il motivo è nei tempi di accrescimento e di chiusura delle parti ossee.
A quell’età è ancora presente una fase di crescita che consente di effettuare terapie non invasive e ben correttive.
Se la diagnosi precoce viene effettuata dopo quel momento, l’efficacia sarà decisamente inferiore.

La Dott.ssa Erica Giustetto fisiatra, in questa situazione infatti ricorda che:

una visita fisiatrica correttamente effettuata, è in grado di mettere in evidenza punti muscolari dolorosi, che non verrebbero valutati dall’ortopedico che spesso si concentra solo sull’articolazione.

 

Il fisiatra poi sarà in grado di predisporre un programma terapeutico che potrà potenziare la muscolatura del treno posteriore, rafforzandola.

 

Inoltre darà indicazioni sull’attività da far fare al cucciolo durante la delicata fase di accrescimento.

 

Visite successive saranno necessarie per tenere sotto controllo l’andamento della situazione.

Sia chiaro: a questa età, non si affermare che il cane è displasico, da un punto di vista giuridico, ma solo che la situazione può aggravarsi senza un corretto protocollo terapeutico.
Il certificato di displasia può essere ottenuto solo con un controllo dopo i 12/18 mesi di età.

E arriviamo quindi al punto più importante.

Displasia dell’anca nel cane, come prevenirla nel cane giovane.

Abbiamo detto che fino all’anno di età o poco più non si può parlare di displasia ma solo di maggior lassità, in quanto la diagnosi definitiva non può arrivare prima dello sviluppo completo del cane.

In questa parte metterò in evidenza solo le terapie definite conservative, quelle cioè che non comprendono casi tanto gravi da vedere necessità di un intervento chirurgico.

La prevenzione della displasia dell’anca ha come focus 3 obiettivi principali: diminuire il doloremantenere l’ampiezza di movimento dell’articolazione (che diminuisce nei soggetti con forte dolore) soprattutto durante l’estensione, mantenere e rafforzare la muscolatura pelvica e del tronco posteriore.

Il dolore proveniente da un articolazione anche solo leggermente lussata, potrebbe non essere immediatamente manifesto nel cucciolo che per esuberanza si muove lo stesso.

Questo può portare a peggiorare lo stato infiammatorio dell’articolazione che quindi andrà certamente incontro ad osteoartrosi, malattia di cui abbiamo già ampiamente parlato.

Prevenzione della displasia dell’anca nel cane: il ruolo dell’alimentazione

  • Non somministrare una quantità di cibo superiore a quella necessaria significa non farlo crescere troppo in fretta, oltre a non farlo aumentare di peso.
  • Somministrare cibo di alta qualità, non soltanto valutando la quantità di proteine e grassi (fra le altre cose) ma anche la qualità degli ingredienti.
  • Proteine di alta qualità significa provenienti da carne e non derivati, possibilmente da una dieta commerciale umida o da una dieta casalinga (ma fatta solo ed esclusivamente sotto stretto controllo di un nutrizionista).
  • Somministrazione di integratori a base di omega 3 che sono degli antiossidanti naturali con azione antinfiammatoria.
  • A questo scopo ottimo è l’ausilio che può provenire dalla somministrazione dell’estratto di foglie d’ulivo che ha un forte potere antiossidante con quindi anche un conseguente effetto antinfiammatorio.
  • E’ noto infatti che è lo stress ossidativo a provocare il dolore nell’articolazione infiammata. (Puoi approfondire da qui).
  • Anche la somministrazione di nutraceutici (condroprotettori) è certamente consigliata, a patto che abbiano componenti ad altrettanto effetto antinfiammatorio.

Come prevenire la displasia dell’anca nel cucciolo: la fisioterapia

Oltre alla riduzione del peso, fondamentale nella prevenzione della displasia, anche il corretto movimento gioca un ruolo primario.

Non basta però limitare il gioco al cucciolo, bisogna invece indirizzarlo nel modo più corretto e soprattutto farglielo sfogare in tempi e modi precisi.

Vediamo prima cosa non fare !

  • Le superfici lisce devono essere limitate il più possibile ed il gioco non dovrebbe mai essere svolto su questi materiali che sono davvero pericolosi per le articolazioni dei nostri cuccioli.
  • Quindi quando sei in casa, non giocare a correre con il tuo piccolo, fallo su un tappeto, o fuori sull’erba o sabbia o terra.
  • Sono da evitare le scale ed i salti, oltre al gioco di tirare la corda che stressa le articolazioni.
  • Fondamentale tenere sempre sotto controllo il peso: un cucciolo ha il peso corretto se, accarezzandogli il costato, le costole sono ben percepibili sotto le dita.

Il gioco fisioterapico.

Il ruolo del movimento preventivo allo sviluppo di displasia dell’anca è quello di rafforzare la muscolatura di tronco e arti posteriori, al fine di migliorare non soltanto la stabilità dell’articolazione, ma anche dell’equilibrio del cane.

Questo obiettivo potrà essere raggiunto grazie ad esercizi mirati e ad una serie di controlli periodici che valutano lo stadio dell’accrescimento, dello sviluppo osseo in rapporto alla muscolatura ed alla chiusura delle cartilagini di accrescimento.

La dottoressa Erica Giustetto ad esempio ha studiato un percorso formativo per il proprietario insieme al cucciolo, volto a raggiungere proprio questo scopo. E’ un progetto molto interessante, chiamato “Anche felici!” (Se vuoi puoi contrattarla da qui).

Consiste in un programma di esercizi a step successivi che vedono il cucciolo muoversi in tempi e modi diversi:

  • dai 3 ai 6 mesi: con brevi sessioni di gioco a basso impatto e attraverso l’esplorazione di superfici diverse che aiutano il cucciolo a capire meglio come raggiungere l’equilibrio sulle 4 zampe;
  • dai 6 mesi ai 12: in cui si aggiungono anche giochi di coordinazione ed equilibrio camminando su superfici rialzate da terra (pochi centimetri);
  • dai 12 mesi fino ai 2 anni: in cui si aggiunge attività di rinforzo muscolare.
Il programma comprende anche controlli fisiatrici regolari.

Infine un’ultima considerazione sulla displasia dell’anca nel cane adulto.

Anche il cane adulto affetto da displasia può avere benefici dalla terapia conservativa.

Questa sarà mirata prima di tutto alla diminuzione del dolore, che consentirà di ripristinare il corretto movimento per poter rinforzare la muscolatura del treno posteriore.

Una corretta riabilitazione fisica, con sessioni di movimento in piscina, esercizi specifici, e movimenti passivi e attivi potranno certamente dare beneficio al cane.

Anche in questo caso però l’ausilio di integratori con attività sia antinfiammatoria che antiossidante potrà certamente aiutare.

Se vuoi avere maggiori informazioni su l’Estratto di Foglie di Ulivo, puoi contattare Giulia.

Al prossimo articolo…

Bibliografia:

1. Volta A., Gnudi G., Morgan J.P., Bonazzi M., Manfredi S., Bottarelli E., Zanichelli S., Bertoni G.: Radiographic features of pealvis and hip joint development of English Bulldogs. Veterinary and Comparative Orthopaedics and Traumatology. 2010, 23, 19-27

2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18167088

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