come curare le ferite

Sai come curare le ferite del tuo 4 zampe in caso di emergenza o se il pronto soccorso, la clinica veterinaria non siano facilmente raggiungibili?

E cosa dire di quando capita in vacanza? Ecco perché oggi vorrei spiegarti come curare le ferite dei tuoi animali, senza farmaci da somministrare e senza quindi, possibili effetti collaterali e con rimedi semplici da trovare.

Come curare le ferite dei tuoi animali.

Il tuo cane si è ferito o è stato morsicato ? Il gatto ha ingaggiato una lotta con un rivale in amore?

A volte i nostri animali riescono a farsi male nei modi più strani. Può capitare a soggetti che vivono fuori e che sono poco trattabili da estranei.

Si fanno male quando meno te lo aspetti e non hai la possibilità di farli curare in modo tempestivo da un medico.

In queste situazioni è probabile che tocchi a te prestare i primi soccorsi

In questo articolo vorrei quindi spiegarti come gestire le ferite di cani e gatti con mezzi che hai in casa, o che dovresti avere, senza dover utilizzare antibiotici (salvo casi particolarmente gravi, in cui chiederai comunque consulenza ad un medico) e quando non puoi ricorrere alle cure del veterinario se non telefonicamente.

Queste informazioni, ti saranno utili, anche quando dovrai chiamare il tuo medico per un consulto e dovrai fargli capire la situazione nel modo più efficace e reale possibile.

Partirò quindi dall’ABC e ti farò scoprire tutto, ma proprio tutto su come curare le ferite del tuo animale. Pronto?

Partiamo allora!

Come curare le ferite dei tuoi animali:

quanti tipi di ferite esistono?

Per capire come curare, come al solito, bisogna partire dalla base e sapere quali e quanti tipi di ferite esistono: vediamo di classificarle per essere in grado poi di riconoscerle, valutarne gravità e possibile cura.

Una ferita, è una soluzione di continuo recente della cute e delle parti molli dell’organismo, provocata da cause esterne che svolgono un’azione lesiva meccanica.

 

La definizione di “recente” è utile, per distinguerla dalle altre, che colpiscono le parti molli, quali le ulcere e le piaghe.

Le piaghe, sono delle lesioni che sono in fase di guarigione (sono nella fase granuleggiante, te ne parlo dopo), mentre le ulcere, non tendono alla guarigione in quanto i processi riparativi sono ostacolati da patologie e/o cause esterne.

Chiarita quindi la definizione, vediamo quante ne esistono (ahimè sono molte, ma devi conoscerle, per sapere cosa dire esattamente al tuo Vet nel momento in cui te lo chiede, quindi prendi nota):

  • abrasione, (lesione delle parti più superficiali della pelle)
  • ferita lacero-contusa, (una ferita a margini slabbrati ed irregolari, con lesione più profonda)
  • ferita da taglio, (a margini netti e combacianti)
  • ferita da punta, (ferita profonda, ma circoscritta)
  • da arma da fuoco,
  • con presenza di corpo estraneo, (una scheggia, una punta o qualunque cosa che sia rimasta nella ferita e che ne ha causato l’insorgenza)
  • con eviscerazione, (quando c’è anche fuoriuscita di organi)

Si lo so… stai inorridendo solo al pensiero! Ma questo è ciò che (spero di no) ti può capitare. E adesso veniamo al dunque.

Sei davanti ad una ferita: cosa devi guardare? Altrove, mi stai rispondendo tu… noooo! Riprenditi, dai che puoi farcela, anzi devi farcela.

Segni e sintomi di una ferita: cosa guardare?

Quando sei davanti alla ferita del tuo animale devi fare mente locale e valutarne:
  • Estensione:

una abrasione molto estesa può essere tanto grave quanto una piccola ferita ma profonda.

Questo perché l’ampia perdita di tessuto cutaneo, può compromettere le difese del soggetto ed impiegherà molto tempo a guarire, lasciando quindi ampio spazio a possibili complicanze.

La perdita di un’ampia zona di pelle apre la possibilità ai batteri di penetrare più facilmente nell’organismo, con conseguenti possibili infezioni.

Inoltre viene a mancare anche una barriera dagli agenti esterni con conseguente possibilità di disidratazione delle parti sottostanti, con gravi conseguenze.

  • Profondità:

se la ferita ha tolto gli strati superficiali, tanto da aver messo allo scoperto la muscolatura ed averla interessata, devi per forza rivolgerti ad un veterinario, è una ferita grave.

Inoltre se è molto profonda e stretta, al suo interno possono permanere batteri che consentirebbe la proliferazione di fenomeni gangrenosi (la gangrena, quella gassosa in particolare è un fenomeno per cui dei batteri anaerobi -che vivono cioè in assenza di ossigeno- proliferano e non consentono la guarigione dei tessuti, facendoli imputridire).

  • Zona:

se sono in prossimità delle mucose degli orifizi naturali (bocca, occhi, genitali) sono da considerarsi più gravi perché più facilmente potrebbero complicarsi.

  • Sanguinamento:

se c’è forte sanguinamento, è fondamentale portare l’animale in un pronto soccorso

Se il sanguinamento è poco e localizzato, puoi procedere alla prima pulizia e valutare la situazione.

  • Stato di salute del soggetto:

se l’animale ha uno stato di salute già in parte compromesso, se ha patologie che potrebbero rallentare i tempi di coagulazione o sta assumendo farmaci che interferiscono con questo processo, è necessario rivolgersi prima possibile ad un veterinario, soprattutto se ci si trova di fronte a lesioni molto estese e/o ad un sanguinamento importante.

Ora che hai valutato la situazione, devi cercare di metterti in sicurezza per cominciare ad agire: cani o gatti feriti, potrebbero diventare aggressivi quindi sempre meglio usare una museruola per fido e dei guanti pesanti per il gatto.

I soggetti dovrebbero essere tenuti da qualcuno mentre fai le medicazioni.

Se invece ti fidi dei tuoi animali, mettiti in una posizione comoda e che non consenta loro di muoversi e scappare.

Ricorda che posizionare il tuo cane su di un tavolo in alto, come se fosse dal veterinario, normalmente lo rende più timido e quindi meno atto alla fuga.

I gatti invece non si fanno problemi in questo senso.

Prepara l’occorrente alla prima disinfezione che consiste in :

  • acqua corrente, ovviamente potabile, in mancanza bottiglie di acqua naturale, tante ed abbondanti;
  • forbici affilate,
  • rasoio usa e getta,
  • pinzette con punta arrotondata, se non ne hai, prova a mettere della garza intorno alla forma a punta delle pinzette da sopracciglia che hai, in modo da poterle utilizzare senza ferire,
  • garze sterili,
  • tessuto non tessuto. NON USARE IL COTONE IDROFILO!! Lascia i pelucchi e non va bene! Piuttosto i fazzoletti di carta.

Cominciamo.

Primo: guarda se sono presenti corpi estranei e sciacqua abbondantemente. 

Per poterlo fare dovrai lavare la parte con tanta acqua corrente, senza sfregare la ferita.

Se è lacero contusa, con le pinzette dovrai tenere i lembi sollevati e mandare l’acqua anche al di sotto delle parti di pelle eccedenti.

L’ideale è avere un getto d’acqua a doccia, in mancanza di questa, puoi usare una siringa grossa, aspirare l’acqua senza ago e spruzzare la parte.

Cerca di eliminare eventuali residui estranei (ghiaia, sassolini, pelo, terra…).

Non utilizzare soluzione disinfettanti in questa fase, soprattutto se la ferita è molto estesa, ostacolano la guarigione.

Otterrai la rimozione dei batteri attraverso la medicazione che ti indicherò più avanti nell’articolo.

Arrivato a questo punto dovrai vedere se sanguina ancora molto e come:

  • se il sanguinamento proviene da un solo punto, ed è abbondante, è possibile che ci sia l’interessamento di un vaso piuttosto importante e se non ha ancora smesso è necessario farlo chiudere chirurgicamente, cerca di tenere premuta la parte e trova il modo di portarlo da un Vet;
  • se invece sanguina poco e tenendo premuto leggermente nel punto, dopo qualche minuto riesci a fermarlo, si formerà un coagulo e si chiuderà da solo;
  • se invece il sanguinamento è puntiforme, cioè proveniente da tanti piccoli capillari, questo dovrebbe riuscire a fermarsi in tempi brevi grazie alla medicazione che farai.

Adesso che hai pulito la ferita dovrai cercare di tagliare il pelo che è a ridosso della lesione. Potrai farlo sia con le forbici che con il rasoio.

Cerca di toglierne il più possibile e poi risciacqua ancoraper non lasciare residui.

Infine asciuga, tamponando la parte senza sfregare, con carta assorbente pulita o garze.

Prima di andare avanti e spiegarti cosa fare dopo, devo darti una breve spiegazione di come si cicatrizzano le ferite, che tempi hanno e come avviene.

Ciò è fondamentale in quanto, i tempi di guarigione sono scanditi da processi che si possono in massima parte riconoscere anche attraverso l’aspetto che prende la lesione nel tempo.

Visto che, soprattutto per situazioni di grandi dimensioni o profonde, le medicazioni necessitano di essere rifatte per lunghi periodi, questa breve spiegazione ti consentirà di capire se la guarigione sta avvenendo in modo regolare e senza complicanze.

Le 3 fasi della guarigione delle ferite.

La chiusura e cicatrizzazione di una ferita è divisa fondamentalmente in tre fasi.

1° Fase: Emostasi.

All’insorgenza della rottura, la ferita perde sangue ed il tessuto quindi cerca di fermarlo, grazie ad un riflesso neurogeno vasocostrittore: è la primissima fase in cui il corpo cerca di limitare i danni.

Subito dopo si instaura una fase cellulare con l’attivazione delle piastrine, quindi la fase coagulativa che porta alla formazione del coagulo di fibrina grazie ad una cascata di reazioni che attivano i processi di aggregazione cellulare.

Ecco perché è così importante sapere se il tuo animale ha dei disturbi della coagulazione; se esistono infatti, questa fase è fortemente compromessa o rallentata e la guarigione quindi può diventare decisamente più lenta e difficile.

Il coagulo è fondamentale non solo per la sua funzione di blocco della fuoriuscita di sangue, ma anche perché sarà il substrato su cui si formeranno i futuri tessuti.

2° Fase: infiammatoria.

I tessuti reagiscono per convogliare tutte le cellule che servono a ridurre la carica batterica e portare sostanze nutritive ai nuovi strati che si dovranno formare.

Il coagulo occlude la lesione e blocca rapidamente l’emorragia.

La superficie esposta all’aria si disidrata e si indurisce, accrescendo così la resistenza ai traumi esterni. Si forma la crosta.

3° Fase: di rigenerazione.

Al di sotto della crosta moltissime cellule “spazzino” si attivano per pulire la ferita ed altre si attivano per cominciare a creare il nuovo tessuto, chiamato di granulazione, per la sua conformazione a grani.

Contemporaneamente nelle parti più laterali della ferita, comincia a riformarsi il tessuto attraverso fibre di collagene che cominciano a depositarsi.

Il tessuto di granulazione comincia a formarsi entro le prime 72 ore e procede ancora per i primi 5-6 giorni.

Verso l’inizio della seconda settimana, sarà il tessuto collagene a formarsi ed a chiudere entro le tre settimane in modo perfetto e permanente la ferita.

Il processo di maturazione del tessuto cicatriziale prosegue tuttavia per almeno 2-3 mesi, continuando a rimodellare la parte che riprende elasticità, ma in maniera molto inferiore rispetto al tessuto integro iniziale.

Queste tre fasi non sono ovviamente distinte in modo così netto ma anzi, spesso sono piuttosto interconnesse l’una all’altra.

La conseguente formazione di una cicatrice più o meno abbondante (visibile o invalidante perché spessa e/o troppo aderente ai tessuti sottostanti) è fortemente influenzata dalla durata del processo riparativo e dalla quantità e qualità delle cellule che sono coinvolte.

Le intenzioni di guarigione di una ferita.

La guarigione di una lesione può seguire, due vie intenzionali (che idealmente la ferita potrebbe scegliere di prendere) per risolversi:
  • la guarigione per prima intenzione: in cui i tessuti sono perfettamente combacianti (ad esempio una ferita accidentale da taglio, suturata chirurgicamente, oppure una ferita chirurgica).

La ferita è pulita, non infetta e si ha avuto una scarsissima perdita di sostanza (cioè pochi tessuti e cellule sono stati coinvolti nella lesione).

E’ la via più favorevole e quella che dovrebbe dare minori esiti cicatriziali.

  • La guarigione per seconda intenzione: in cui c’è stata una estesa perdita di sostanza e/o infezioni batteriche.

In questo caso i tessuti invocano un’intensa risposta infiammatoria con una massiccia produzione di tessuto di granulazione per riparare l’estesa perdita di sostanza.

Entrambi questi fenomeni alterano profondamente il normale processo riparativo e provocano importanti cicatrici.

Non tutte le ferite nette guariscono per prima intenzione.

Se, ad esempio, una ferita suturata si infetta e si forma del pus o del siero, questa non riuscirà a guarire e dovrà scegliere quindi la guarigione per seconda intenzione, riparando i tessuti e creando una cicatrice più grande.

Le ferite che trattiamo in questo articolo seguono per lo più la seconda intenzione.

Ora che sai come avviene il processo, cercherò di spiegarti come affrontare la cura della ferita e come fare per controllare che tutto fili liscio.

Come gestire la ferita in un cane o in un gatto:

la prima medicazione.

Terminata la prima pulizia, veniamo alla medicazione vera e propria.

La cura dello zucchero.

Da secoli lo zucchero semplice, quello di casa viene utilizzato come cicatrizzante soprattutto nella prima fase: quella in cui c’è necessità di effettuare l’emostasi e pulire (da un punto di vista cellulare) i tessuti.

Lo zucchero crea un ambiente particolarmente sfavorevole alla formazione di batteri inoltre riesce a nutrire i tessuti che vengono a contatto con esso, accelerandone la guarigione.

Il motivo è da ricercare nella osmolalità dello zucchero, se vuoi approfondire, leggi questo articolo molto dettagliato a riguardo, in cui sono indicati anche i casi di utilizzo nell’Ospedale Veterinario dell’Ontario. (attenzione, ci sono immagini forti)

In medicina umana è utilizzato regolarmente soprattutto in ferite particolarmente estese, profonde e con abbondante perdita di tessuto.

In questo frangente si utilizza una miscela di zucchero, glicerina ed acqua ossigenata, ma per cani e gatti, lo zucchero semolato semplice è adattissimo allo scopo. Cosa fare dunque?

1. Ciò che dovrai fare sarà mettere uno strato di zucchero che ricopra la parte per almeno un cm di spessore.

Se si tratta di ferite lacero contuse avrai cura di farlo aderire e raggiungere ogni parte, così come per le ferite da punta.

Questo trattamento è particolarmente indicato per soggetti che sono allergici agli antibiotici o che non si vuole trattare con questi medicinali, in quanto l’effetto dello zucchero sulla ferita è di per se, sufficiente a rendere sterile dai batteri la parte.

2. Ovviamente dovrai poi coprirlo con tessuto non tessuto.

Per fissarlo, dato che soprattutto all’inizio ci sarà una grande formazione di liquido, potrai utilizzare del cellophane (tipo Domopack) e poi dei bendaggi in modo che l’animale non se lo strappi.

3. A seconda della zona della lesione dovrai valutare la contenzione con collare Elisabetta.

Questa medicazione va rinnovata almeno un paio di volte al giorno, soprattutto se le ferite sono di grande estensione e particolarmente infette.

Ci sarà una grande formazione di siero (per osmosi) che scioglierà quindi lo zucchero.

Ogni volta che cambi la medicazione, lava con soluzione fisiologica sterile a temperatura ambiente la parte, aiutandoti con una siringa che riesca quindi a raggiungere il fondo della ferita.

Un grande vantaggio nell’uso dello zucchero risiede proprio nella fase di cambio della medicazione: infatti, se si utilizzano garze imbevute di sostanze cicatrizzanti, ogni volta che si distaccano dalla ferita, si ha forte dolore (riferito alla medicina umana e quindi anche per gli animali che non parlano ma soffrono ugualmente).

 

Inoltre al distacco della garza si toglie anche lo strato superficiale di tessuto riformato, ritardando quindi la rigenerazione.

La cura dello zucchero risulta particolarmente adatto anche per quelle ulcere croniche, da decubito, o che non guariscono per processi alterati della riparazione.

Anche in caso di forte contaminazione batterica. L’effetto battericida dello zucchero è davvero efficace e risulta particolarmente attivo nel rimuovere le cellule morte che si formano inevitabilmente in queste situazioni.

Ogni quanto rifare la medicazione e quando smettere con lo zucchero?

La valutazione della necessità di diminuire la frequenza del cambio della medicazione sta nella presenza o meno dello zucchero al momento del cambio.

Se lo zucchero si è sciolto tutto, continua con il cambio ogni 12 ore o più.

Se lo zucchero comincia a rimanere integro, puoi allungare gli intervalli.

Quando non si forma più il siero e quindi lo zucchero rimane totalmente cristallizzato potrai passare a mettere pomate cicatrizzanti, in quanto la ferita sarà entrata nella fase di granulazione.

In questa fase, la colorazione della lesione sarà di un bel rosa carico, fino al rosso.

Da qui in poi, la sua colorazione perderà di intensità (nel giro di qualche settimana a seconda della estensione e gravità della lesione) finendo con il diventare rosa pallido.

Il mutamento della colorazione della ferita è dovuto alla modificazione morfologica del tessuto di granulazione ed è il segno del corretto andamento della situazione; questo è ciò che si dovrà tenere in considerazione maggiormente.

Le pomate cicatrizzanti.

Passato il primo e più complicato periodo, è arrivato il momento di cambiare modo di curare la nostra ferita, grazie al fatto che l’organismo dovrà essere maggiormente stimolato alla ricostruzione dei tessuti.

Questo avverrà dalla periferia al centro, per le ferite lacero contuse e le abrasioni.

Anche le ferite profonde guariscono così, ma per queste bisognerà fare attenzione che non si chiudano prima della completa guarigione interna per evitare possibili rimanenze d’aria e batteri sottostanti la ferita.

Quali pomate cicatrizzanti utilizzare e come?

Per quanto riguarda il tipo di pomate, ovviamente ognuno ha le sue preferenze in base alla propria esperienza.

Venendo anche dal mondo equino, io ho trovato molto efficace una pomata in gel a base di Iperico e Neem (Hipermix in barattolo da 200ml) a cui ho aggiunto un cucchiaino da caffè di miele, per aumentare la funzione antibatterica.

L’utilizzo su di un cane che aveva perso completamente la pelle del terzo e quarto dito della zampa anteriore che aveva infilato in un cancello e poi tirato indietro (povero tesoro), ha consentito una ottima guarigione, soprattutto con una minor quantità di dolore.

Questo stato di maggior benessere si manifestava in quanto dall’utilizzo del gel, il cane aveva smesso di cercare di leccarsi e strapparsi la medicazione (comportamento che aveva durante l’utilizzo di normale Fitostimoline), tanto da non essere stato più necessario il collare di contenimento rigido, e sufficiente quello morbido.

Le medicazioni in questa fase saranno giornaliere, all’inizio anche ogni 12 ore e poi allungando gli intervalli, esattamente come per lo zucchero, in base alla quantità di medicamento rimasto ancora “inutilizzato”.

Se è ancora presente, si può passare ad intervalli maggiori.

Ad ogni cambio di medicazione, dovrai pulire la parte.

Per velocizzare ulteriormente la guarigione e ridurre i tempi di spurgo puoi utilizzare, dopo la soluzione fisiologica, l’infuso di Foglie di Ulivo a temperatura ambiente.

Il suo forte contenuto in tannini ha un effetto vasocostrittore e cicatrizzante.

Asciugare tamponando (mai sfregando) con salviette sterili e ricoprire.

Ogni medicazione va sostituita in caso il soggetto l’abbia strappata o sia stata in qualche modo contaminata.

A guarigione avvenuta, ho mantenuto una corretta elasticità della cicatrice (che ricordo continua a rimodellare la parte per ancora qualche settimana) usando ancora un Estratto di Foglie di Ulivo, questa volta una crema ad altissimo potere nutritivo, rigenerante ed emolliente.

Il cane era il mio per cui ho potuto provare senza problemi.

Non è un farmaco, anzi a dire la verità è una crema cosmetica per uso umano.

Gli estratti dalle Foglie di Ulivo hanno, fra i principi attivi, diversi polifenoli utili alla rigenerazione delle cellule, oltre che proprietà fortemente antiossidanti.

Migliorano il trofismo cutaneo, riuscendo ad aumentare l’elasticità della cute che, proprio in quel momento, si sta ristabilendo.

Altre cose da tenere sotto controllo durante la medicazione.

Durante il lungo periodo in cui gestisci la ferita, dovrai tenere sotto controllo oltre al colore, che non deve virare al marrone scuro o al grigio, anche:
  • il calore della parte, che deve gradualmente diminuire, perché all’inizio sarà certamente forte;
  • l’odore. Non devono esserci odori strani, cadaverici;
  • la consistenza. Al tatto non dovrai sentire subito all’intorno nessuna bolla d’aria nessun crepitio.

Infine un ulteriore consiglio.

Soprattutto in caso di ferite di importante entità ed estensione, in cui ovviamente sarai ricorso alle cure mediche del tuo veterinario ed in generale nelle situazioni in cui ci può essere uno stato di debilitazione fisica del tuo cane o gatto, buona abitudine sarebbe quella di aiutarlo con un integratore che possa dare forza al suo sistema immunitario, grazie ad un buon potere antiossidante, che aumenti quindi l’apporto di ossigeno ai tessuti.

Anche per questo possiamo ricorrere agli Estratti di Foglie di Ulivo che sono certamente una ottima soluzione a questo scopo

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Ciao e grazie per avermi letto fino in fondo, a presto.

Fonti Bibliografiche

1. Gabbiani G (2003) The myofibroblast in wound healing and fibrocontractive diseases. J Pathol 200:500-503.

2. Semenza GL (2001) Regulation of hypoxia-induced angiogenesis: a chaperone escorts VEGF to the dance. J Clin Invest 108:39-40.

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4. Werner S, Grose R (2003) Regulation of wound healing by growth factors and cytokines. Physiol Rev 83:835-870.

5. Singer A.J., Clark R.A.F. (1999) Coutaneus wound healing. N E J Med 41 (10): 738-746.

6. Gallin JI, Snyderman R (1999) Inflammation. Basic principles and clinical correlates. Lippincott Williams & Wilkins editore.

7. Cotran RS, Kumar V, Collins T (2000) Robbins. Le basi patologiche delle malattie. Piccin editore.

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