Piodermite nel cane? Ecco quali rimedi naturali potresti usare.

Piodermite nel cane? Ecco quali rimedi naturali potresti usare.

Piodermite nel cane

Piodermite nel cane

 

La piodermite nel cane è una delle malattie cutanee più frequenti, seconda solo alla dermatite da puntura di pulci.

La sua risoluzione è affidata all’utilizzo di antibiotici che però, se da una parte curano, dall’altra fanno danni.

Oggi qui vorrei parlarti di terapie alternative integrate, che possano essere di vero ausilio nella guarigione, senza danni al resto dell’organismo.

La pelle: la barriera più importante dal mondo esterno.

La pelle è l’organo più esteso di tutto l’organismo ed è fondamentale per proteggere l’interno del corpo dall’esterno.

La struttura della cute è a strati, come è ben evidenziato nell’immagine sottostante, e la sua integrità è fondamentale.

Il compito di protezione della pelle, è svolto attraverso tre tipi di barriere :
  • una barriera fisica: costituita dalle giunzioni tra cellule;
  • una barriera chimica/biochimica: rappresentata da cellule spazzino presenti in sede (macrofagi) e molecole enzimatiche;
  • una barriera immunitaria: che viene attivata ed attirata dagli agenti esterni, dal sistema immunitario.

Va da sé quindi che, quando c’è una alterazione della cute, di qualunque natura essa sia, fisica o infettiva, si ha una alterazione di una o più di queste strutture.

Ad esempio quando ci troviamo davanti ad una ustione, o a dermatiti da contatto, o irritative, è la barriera fisica ad essere inficiata; nei casi invece di reazioni allergiche o autoimmuni, ad esempio dermatiti atopiche o da allergie alimentari, saranno le barriere immunologiche ad essere maggiormente compromesse.

In altre situazioni ancora è un insieme di fattori.

In tutti i casi è la incapacità di trattenere acqua nell’epidermide che crea i problemi più gravi, qualunque sia l’origine.

A volte può essere una mutazione di una proteina che non fa più aderire nel modo adeguato le cellule tra di loro.

Altre volte l’infiammazione è talmente grave da aver aperto delle vere e proprie brecce, quindi, aver costretto la pelle a reagire, dando luogo a formazioni come croste secche, esfoliazioni e deformazioni che portano allo stesso risultato: la non impermeabilità della cute.

Ma una volta danneggiata la pelle, come si rigenera?

Sostanzialmente la pelle (ed i tessuti tutti) si rigenerano grazie a due metodi :
  • un processo di rigenerazione, che replica in breve tempo il tessuto danneggiato, senza lasciare segni;
  • un processo di riparazione, in cui si ha la formazione di un tessuto diverso, cicatriziale e con cellule di origine connettivale, quindi differenti dal tessuto di origine.

Abbiamo già parlato dei processi cicatriziali e di come essi si differenzino in guarigioni di prima o seconda intenzione, in base alla presenza o meno di formazione di tessuto di granulazione (ti rimando all’articolo per approfondire).

Nei processi di guarigione cutanei quando lo strato basale, quello più profondo dell’epidermide, non viene intaccato, le cellule neoformate riescono ad avere una struttura ordinata, è come se sapessero come impilarsi l’una sull’altra, rimanendo così ben organizzate.

Se invece questa struttura è compromessa, le cellule si formeranno senza una struttura, in modo casuale.

Quando però la guarigione non avviene si ha la cronicizzazione della lesione che diviene quindi ulcera.

Questo è ciò che avviene il più delle volte quando ci sono contaminazioni batteriche ed è il motivo per cui quando ci si ferisce, si corre a disinfettarsi!

A seconda della quantità di batteri presenti si avranno semplici contaminazioni, o colonizzazioni, fino ad arrivare all’infezione vera e propria, con i chiari segni dell’infiammazione: dolore, gonfiore, rossore, calore.

In sintesi è questo che avviene nelle piodermiti: una quantità di batteri più o meno grande, colonizza e si moltiplica sulla cute, riuscendo a penetrare strati più o meno profondi.

Purtroppo non è così semplice ovviamente, in quanto moltissime sono le cause che provocano questo aumento della proliferazione, tanto più che i batteri causa di piodermiti, spesso e volentieri sono già presenti sulla cute del cane.

Piodermite nel cane: quali sono?

La piodermite è una infezione della pelle da parte di batteri piogeni, cioè in grado di creare pus, che proliferano e che si insediano nei diversi strati cutanei, determinando la comparsa di diverse forme di malattia.

I batteri maggiormente interessati sono gli Staphylococcus intermedius, più raramente S. schleiferi.

In lesioni profonde sono stati isolati anche bastoncelli di origine fecale appartenenti a Pseudomonas spp, Proteus spp ed E. coli.

Le piodermiti si classificano in base alla penetrazione e localizzazione del batterio all’interno della pelle.

Piodermiti di superficie

Le piodermiti di superficie sono quelle che coinvolgono un grande numero di batteri, ma che colonizzano solo lo strato superficiale della pelle, senza penetrarvi.

Fanno parte delle piodermiti di superficie:

  • Pseudo-piodermiti: quelle più superficiali, dove si ha una colonizzazione batterica, più che infezione, degli strati cornei, in seguito a traumatismi da grattamento o sfregamento e sono molto diffuse ed ampie.
    Sono quelle che traggono maggior vantaggio da trattamenti non tradizionali (come vedremo più avanti).
  • Piodermite piotraumatica o dermatite essudativa acuta: secondarie a leccamento eccessivo e/o mordicchiamento, dovuti a dolore o prurito notevole, provocato da vari agenti quali allergie, parassiti, corpi estranei o altro.
    Il cane si lecca o morde la zona dolente o pruriginosa, tanto da renderla glabra e la pelle reagisce formando essudati ed eritemi.
  • Intertrigine o dermatite delle pliche: la proliferazione batterica in questa caso è dovuta a sfregamento delle pliche cutanee (Sharpei, Carlino, Bulldog) del naso e muso ad esempio, oppure ad eccessiva umidità sulla pelle per assenza di ricircolo d’aria e concomitante infestazione da lieviti come la Malassezia.
  • Anche le pliche delle labbra in cani con pelle abbondante ne sono soggetti (Basset-Hound, Cocker, San Bernardo), oltre ai cani obesi.
    L’ambiente caldo umido che si crea in queste zone di cute, è ideale per la proliferazione dei batteri.
  • Dermatite acuta umida: una forma di eczema umido che compare tipicamente da un giorno all’altro, spesso causata da allergie alimentari in cui l’animale si gratta per l’accumulo ed il transito di tossine, in una zona localizzata che diventa alopecica, molto arrossata e ben definita rispetto alle zone circostanti.
  • Sindromi da sovracrescita batterica: con zone alopeciche eritematose che tendono poi ad ispessirsi e iperpigmentarsi.
    Forte prurito e odore pungente, sono altre caratteristiche. La zona che colpisce all’inizio è quella delle pieghe del collo, per poi arrivare anche a tronco e torace.

Piodermiti superficiali nel cane

Nelle piodermiti superficiali, nonostante non siano profonde, i batteri riescono comunque a superare il primo strato superficiale dell’epidermide, senza però raggiungere il suo strato più profondo, quello basale.
Fanno parte delle piodermiti superficiali :
  • L’impetigine del cane giovane: con caratteristici foruncoli (papule o pustole) sotto l’addome del cucciolo, nella zona ascellare ed inguinale.
  • L’impetigine bollosa: ha le stesse caratteristiche di quella precedente ma causata normalmente da malattie metaboliche preesistenti.
  • Follicolite del cane a pelo corto: tipica di Bracco tedesco, Pointer, Alano e Sharpei, inizia con papule che evolvono in pustole, fino a diventare tante zone alopeciche (mantello tarmato) soprattutto nella zona inferiore del corpo.
  • La follicolite batterica superficiale: in assoluto la più frequente, e quasi sempre conseguenza di altra malattia cutanea, è caratterizzata dalla presenza di pustole che scoppiano per diventare erosioni, croste, zone di cute alopeciche con centro iperpigmentato (lesioni a bersaglio) e zone con lichenificazione della pelle (ispessimento a strati della cute), soprattutto nel Bulldog.
    Frequentemente si ritrovano nelle zone ascellari, addome, inguine e tronco, raramente testa e arti.
  • piodermite muco-cutanea: localizzata soprattutto a livello delle commessure labiali, oculari, è tipica del Pastore Tedesco e suoi incroci.
    Potrebbe localizzarsi anche a livello di prepuzio ed ano, inizia la manifestazione con erosioni e piccole ulcere, per poi cronicizzarsi e dare luogo a zone erosive e depigmentate.

Piodermiti profonde

Sono quelle più gravi, conseguenti a ferite e/o diminuzione delle difese immunitarie del soggetto, spesso associate a malattie metaboliche e predisposizione sia famigliare che di razza.

Coinvolgendo e danneggiando anche lo strato basale, possono dare luogo anche a sintomi generali, con febbre, abbattimento, fino alla setticemia.

Possono essere localizzate o generalizzate, con formazione di pustole, croste, ulcere ed aree necrotiche, spesso recidivanti e con scarsa tendenza alla guarigione.

Le lesioni si diffondono anche al derma ed allo strato sottocutaneo, dando luogo ad infiammazione e degenerazione dei follicoli.

Le forme localizzate, sono dovute per lo più a traumatismi, come la follicolite del dorso del naso nei dolicocefali, ad esempio Pastore Tedesco, Border, Bull Terrier, quelli a muso lungo insomma.

La follicolite interdigitale è un’altra piodermite profonda, purtroppo molto grave spesso recidivante, la cui causa non è ancora stata del tutto chiarita.

Si presenta con edemi, ulcere, ponfi, fistole emorragiche localizzate soprattutto a livello pieghe interdigitali.

Diagnosi di piodermite nel cane

La diagnosi di piodermite nel cane presenta non poche difficoltà, principalmente per la quantità di possibili cause che la possono provocare.

Una volta analizzata la sintomatologia, saranno necessari approfondimenti con esami citologici per evidenziare le lesioni cellulari coinvolte e quali strati siano interessati, oltre a dover effettuare antibiogrammi, per la scelta della corretta e più efficace terapia da affrontare.

Sarà fondamentale anche effettuare esami di funzionalità ormonali per escludere cause metaboliche sottostanti.

Una volta escluse possibili patologie sottostanti, che possono andare dal corpo estraneo alle neoplasie, problemi di appiombo e quindi scorretta posizione del piede, o micosi, ectoparassiti, e altro si dovrà poi fare una diagnosi più approfondita tramite raschiati cutanei e biopsie per arrivare ad un trattamento mirato, che è tipicamente l’antibiotico.

Terapia delle piodermiti nel cane

Tradizionalmente le piodermiti, essendo provocate da batteri devono essere trattate con antibiotici.

A seconda del tipo, localizzazione, estensione e profondità delle lesioni la terapia potrà essere locale, con shampoo e lozioni o sistemica per bocca.

Sarà inoltre fondamentale ridurre o evitare l’utilizzo di glucocorticoidi (cortisone) per ridurre il prurito, in quanto può non solo creare recidive, ma anche aggravare lo stato di salute della pelle.

La sua azione di inibizione delle difese immunitarie infatti non è indicata in questo tipo di malattie.

Ciò che risulta fondamentale è la somministrazione dell’antibiotico corretto e per il giusto periodo.

Il consiglio è sempre quello di continuare la terapia per almeno due settimane dopo la scomparsa dei sintomi.

Se sospesa troppo presto, rischia di fallire due volte: una perché la sintomatologia si ripresenta e due perché è possibile che il batterio divenga resistente alla terapia appena terminata.

Se ci sono delle recidive è possibile che ci sia stato un errore nella scelta del farmaco, nel dosaggio, nella durata del trattamento o anche nella diagnosi iniziale, dove magari non si è riusciti ad individuare la causa sottostante la batteriosi.

Ma sarà sufficiente il solo antibiotico a curare gli strati cutanei così duramente colpiti dai batteri?

Le terapie adiuvanti la piodermite nel cane

Non è un mistero che le piodermiti, sia superficiali che profonde, siano malattie particolarmente frustranti :

  • per il medico, che si trova a dover diagnosticare una patologia a causa multifattoriale e che spesso ricompare;
  • per il proprietario che, dal canto suo dovrà capire l’importanza della corretta esecuzione delle prescrizioni mediche, oltre che delle difficoltà oggettive nell’affrontare tale malattia.

Questa evenienza spesso inficia anche il rapporto di fiducia instauratosi tra paziente e specialista.

Lungi da me quindi, in questa sede dare indicazioni su miracolose cure alternative.

 

Ciò che vorrei invece, è sottolineare l’importanza di una visione più generale del problema non focalizzando tutta l’attenzione solo ed esclusivamente sull’eliminazione del batterio, ma sulla possibilità di ripristinare quella barriera fisica ed immunologica che è la cute.

Se è infatti vero che, le piodermiti, una volta individuato l’antibiotico corretto da somministrare possono risolversi, ma anche tornare più aggressive di prima a causa di ben note reazioni di antibiotico resistenza, è anche vero che non è solo l’antibiotico ad essere la giusta ed unica soluzione.

E’ inoltre assodato che l’utilizzo di questi farmaci non è scevro da effetti collaterali sia a livello gastroenterico, che a livello epatico e che anche l’utilizzo locale (quindi sulla cute, non per via sistemica) può creare problemi di resistenza.

La riduzione del loro utilizzo potrebbe essere una valida alternativa da prendere in considerazione, associando altri principi che possano dare più forza alla pelle.

Ciò che è importante capire prima di tutto è che una patologia cutanea, il più delle volte, è una manifestazione esterna di un male interno all’organismo.

La pelle infatti ha funzione di protezione dagli agenti esterni, che se non è nutrita nel modo corretto, riesce ad essere permeabile ad essi.

La prima terapia preventiva per la buona salute della pelle è quella di somministrare una dieta corretta.

Questo aspetto è particolarmente sottostimato, sia dal proprietario che dal medico curante, il quale troppo spesso si affida per comodità alla somministrazione di diete commerciali.

Queste non sono da demonizzare in generale, ma certamente necessitano di essere conosciuti i rischi che derivano dal loro utilizzo continuato per tutta la vita del cane. (In questo articolo Giulia ha parlato in modo molto esaustivo dell’argomento e ti consiglio di leggerlo).

Una dieta ricca di nutrienti ben digeribili e con poche sostanze tossiche è il primo passo.

Quando ci si trova di fronte ad una patologia cutanea, saranno soprattutto gli Acidi grassi essenziali a dover essere integrati nella dieta;
nella giusta proporzione (1:5), con somministrazione di oli di salmone e di krill, ad esempio per gli omega 3 e d’oliva per gli omega 6.

Queste integrazioni sono sempre da effettuare sotto consiglio del proprio nutrizionista per le dosi e i tempi di somministrazione.

I loro effetti positivi normalmente si evidenziano dopo almeno 4/8 settimane e si manifestano con diminuzione netta del prurito grazie al ripristino della barriera cutanea cellulare.

Anche e soprattutto a livello locale però, l’utilizzo di sostanze ad azione batteriostatica e battericida, di origine vegetale e naturale, sono sicuramente utili per riuscire a potenziare l’effetto antibiotico che (lo sottolineo), non potrà soprattutto in certe situazioni di particolare gravità, essere evitato.

Quali terapie topiche naturali potrebbero essere efficaci per la piodermite nel cane?

Molte sono le sostanze naturali che hanno un effetto limitante sulla replicazione batterica.

Abbiamo visto in un precedente articolo come il semplice zucchero, posto in grande quantità su ulcere e ferite, sia in grado di far rigenerare i tessuti, grazie alla sua azione battericida e cicatrizzante.

La terapia locale tradizionale nelle piodermiti può essere affrontata, attraverso sostanze antisettiche (preparati a base di Clorexidina, Iodio, Lattato di Etile, ecc) e/o antibiotiche a diverse concentrazioni.

Più è alta, maggiore sarà il livello di azione batteriostatica o battericida del prodotto, come anche la distruzione della flora batterica naturalmente presente e benefica della cute, oltre al suo film idro-lipidico che inevitabilmente viene distrutto.

Ricordo a tal proposito che molti autori sconsigliano l’utilizzo di Clorexidina a qualunque concentrazione, proprio per la inibizione alla cicatrizzazione delle ferite.
E’ vero però anche il contrario in questi casi, in quanto è un ottimo batteriostatico.

In caso di piodermiti di superficie o pseudo piodermiti, la possibilità di trattare la parte anche con estratti di sostanze di origine vegetale, consentirebbe da un lato di diminuire la concentrazione di agenti antimicrobici di sintesi e quindi anche di un loro possibile effetto dannoso e dall’altro, promuovere la guarigione migliorando lo stato di salute intrinseco della cute.

L’olio estratto di Iperico, ad esempio è stato fatto oggetto di studio, riscontrando in un preparato, coniugato con olio di Neem, capacità antibatterica e cicatrizzante.

Nelle piodermiti, i danni che si instaurano sono dovuti all’infiammazione provocata dai batteri che si traduce in :

  • formazione di radicali liberi dovuti allo stress ossidativo, derivato dalle cellule infiammatorie;
  • scarsa capacità di trattenere acqua da parte dei tessuti che perdono la loro impermeabilità;
  • conseguente disidratazione della cute, che necessita di essere reidratata.

Tutti questi processi potrebbero essere contrastati da sostanze contenute in vari estratti vegetali.

Uno in particolare ha tutte queste caratteristiche insieme ed è

L’Estratto di Foglie di Ulivo

che ha varie proprietà:

  • 🌿 antiossidante, forse la più importante e potente di questo estratto.
    Il suo contrasto alla formazione di radicali liberi, agisce migliorando notevolmente la capacità cicatrizzante del tessuto, in quanto stimola la rigenerazione tissutale;
  • 🌿 astringente, riduce l’essudazione che si crea a seguito di grattamento e leccamento eccessivo.
    Il risultato è quello di avere una superficie più asciutta e quindi con un ambiente meno favorevole alla riproduzione batterica e di lieviti (che spesso possono complicare il quadro);
  • 🌿 antimicrobica, grazie all’Oleuropeina contenuta in grandi concentrazioni in questo estratto;
  • 🌿 lenitiva e nutriente, caratteristica tipica degli estratti dalle foglie di ulivo.

L’utilizzo di questo estratto per uso topico quindi potrebbe essere un valido ausilio nel trattamento della piodermite nel cane, soprattutto se applicato dopo i medicamenti tradizionali.

Il suo effetto decongestionante, riduce la sensazione di prurito e quindi la possibilità di ulteriori traumatismi indotti da tale comportamento.

Inoltre lenisce e mantiene morbida ed idratata la cute creando un film protettivo rigenerante, che accelera la guarigione, consentendo quindi una minor necessità di farmaci.

Se vuoi cominciare subito ad usare l’Estratto di foglie di Ulivo per il tuo amico a 4 zampe, CLICCA QUI SOTTO

Acquista ora Verdepuro Vita

L’INFUSO DI FOGLIE DI ULIVO PRONTO ALL’USO

APPROFITTA SUBITO della GARANZIA PRIMO ACQUISTO
offerta in esclusiva da Sir Oliver Pet

Bene, per oggi è tutto.

Se hai bisogno di maggiori informazioni sui prodotti a base di Infuso di Foglie di Ulivo contatta Giulia che saprà darti tutte le spiegazioni, oppure puoi scaricare il Report in PDF in cui trovi la descrizione dettagliata di tutte le principali proprietà di questo straordinario rimedio naturale.

Clicca subito qui sotto e:

Scarica Ora il Report Gratuito


“Tutti i Segreti della Ulivoterapia per Cani e Gatti”

Lo riceverai direttamente al tuo indirizzo Mail in formato PDF

Grazie per avermi letto fin qui e arrivederci al prossimo articolo.
Bibliografia

1) Miscele fitoterapiche per la terapia delle piodermiti nel cane (Corso di Laurea Specialistica in Medicina Veterinaria – Università degli Studi di Perugia)

2) Piodermite nel cane: la terapia in pratica (Vetjournal)

3) Piodermiti: classificazione, iter diagnostico e protocolli terapeutici. (Fabrizio Fabbrini Med Vet, Dipl CES Derm, Milano 50° Congresso Nazionale Multisala SCIVAC)

*********

P.S. Seguici anche nella Pagina Facebook

P.P.S. I contenuti di questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e non vogliono sostituire in alcun modo i pareri e le terapie prescritte dai Veterinari.

P.P.P.S. Facciamo il possibile per utilizzare nel Blog e sui Social, solo Foto e Immagini nel rispetto dei Diritti di Autore, ma non è sempre facile individuare chi detiene tali Diritti o se sono libere da licenza. Nel caso che qualcuno abbia motivo di ritenere che sono stati lesi i Diritti di Pubblicazione è pregato di comunicarcelo, le immagini irregolari saranno immediatamente rimosse. Grazie.

Mangimi per cani e gatti, cosa contengono davvero crocchette e bocconcini

Mangimi per cani e gatti, cosa contengono davvero crocchette e bocconcini

Mangimi per cani e gatti

I mangimi per cani e gatti, quelli di produzione industriale, certamente contengono gli ingredienti dichiarati nelle etichette nutrizionali, ma ho voluto fare un’indagine sulla loro origine e sul modo in cui vengono trattati, leggimi fino in fondo e troverai delle sorprese.

Dopo l’articolo in cui abbiamo parlato di come vanno lette le etichette nutrizionali, entriamo nel dettaglio della qualità del mangime per cani e gatti.

Un consiglio. Se sei debole di stomaco, hai appena mangiato o stai per farlo o, peggio, stai per dare a tuo figlio, quello con la coda, la sua ciotola quotidiana, è meglio se fai una pausa.

Smetti di leggere, è meglio che tu prosegua in un momento più tranquillo. Se invece questo è un buon momento e sei abbastanza tranquilla, allora mettiti seduta e andiamo fino in fondo, ma fai attenzione ci sono “immagini forti”.

Ecco le prime 3 schifezze che puoi trovare nei Mangimi per Cani e Gatti

Proprio quello che giornali e TV ti presentano come se fosse cucinato da Carlo Cracco in persona.

Per comprendere bene quanto sto per dirti bisogna fare una piccola premessa, perché altrimenti certe cose potrebbero sembrare assolutamente incredibili.

La popolazione umana è in costante crescita e le risorse naturali del Pianeta sono quelle che sono, dare da mangiare a tutti è sempre più difficile.

Se da un lato si cerca di aumentare le capacità produttive del pianeta attraverso l’agricoltura intensiva e sperimentazioni quantomeno dubbie, come sono quelle sui prodotti OGM, dall’altro è necessario limitare quanto più possibile che altre specie possano consumare risorse necessarie alla sopravvivenza dell’uomo.

Tutto ciò che al mondo è commestibile e adatto all’alimentazione umana deve essere utilizzato a questo scopo, gli animali di fatto devono essere considerati concorrenti diretti dell’umanità, almeno in tema di alimentazione.

E’ questo il motivo principale per cui i produttori di mangime per animali (non solo cani e gatti ovviamente), non sono gli unici ad essere responsabili di quanto avviene in quelle fabbriche dove si prepara il mangime per cani e gatti.

Io non sto qui a giudicare, anche se ho la mia idea in merito, e mi limito a scrivere notizie, ragionamenti, secondo logica e buon senso, per fornire a te e a chi mi legge, più strumenti di conoscenza possibile.

Ma questa premessa è doverosa per capire che, senza la complicità di chi ha in mano le redini del potere, quello vero, queste cose non sarebbero possibili.

Carne e Pesce nei Mangimi per Cani e Gatti

Ti ho già parlato delle quantità di carne e di pesce che normalmente sono presenti nei mangimi per Cani e Gatti, e del fatto che, mediamente, quella quantità sia insufficiente per una corretta alimentazione; ce n’è quel tanto che basta per farti credere che quando leggi “al sapore di…” tu stia pensando di comprare carne vera.

Non mi soffermerò ancora su questo argomento, ne ho ampiamente parlato qui 👉  “Cibo per cani e gatti, ecco come leggere le etichette nutrizionali”; ora entriamo nel dettaglio della qualità. Cominciamo con il dire che nei mangimi per cani e gatti ci finiscono gli scarti di macellazione e tutte quelle carni che non possono essere usate per l’alimentazione umana.

L’Italia ha recepito una direttiva europea per la produzione di mangimi animali, e quindi anche per i mangimi per cani e gatti, in cui si autorizza l’uso di pelli, cuoi e “carnicci, ossia scarti di lavorazione delle concerie, brandelli di grasso e muscoli attaccati alle pelli, tutto materiale ritenuto a rischio BSE (Mucca Pazza).

La pessima qualità delle Carni utilizzate dalla maggioranza di quelle industrie è ormai accertata da decine di indagini, inchieste e ricerche che si sono succedute negli ultimi decenni, ed è inutile che io la ribadisca, voglio invece fare altre considerazioni che invece riguardano il comportamento degli Umani.

Ti capita di acquistare per il tuo Cane scatolette o croccantini al Tonno o Merluzzo e altre carni di pesce varie? Hai mai visto in natura dei Cani Pescatori ?

Quando capita, perché come puoi vedere in questo video capita, finiscono sui giornali e in TV perché sono una rarità, l’eccezione che conferma la regola.

Ti capita di acquistare scatolette o croccantini al Manzo, Maiale, Renna addirittura, anche se il tuo Cane è di piccola taglia? Hai mai visto un barboncino, un bassotto assalire una mucca o un maiale per nutrirsi ?

Stesso discorso vale anche se parliamo di Gatti, che in natura si nutrono di piccoli roditori e di piccoli volatili e che tu, se non stai attento al mangime che compri, alimenti con carne di agnello, maiale, manzo ecc…

Ti sembra normale ? Il tuo amico a 4 Zampe per te è come un figlio, ed è giusto che sia così, ma NON E’ UMANO, il rispetto per lui dovrebbe partire da qui, dalla SUA Natura e se Madre Natura non lo ha dotato degli strumenti per alimentarsi di certi animali, perché glieli vuoi far mangiare lo stesso ?

Lui non sa cosa sta mangiando, la manipolazione dei sapori che fanno le industrie produttrici è tale che lui crede di mangiare pollo anche se sta mangiando un filetto rancido di dinosauro, e se tu gli dai quel cibo sei complice di quel raggiro.

Le Farine di Carne nei mangimi per cani e gatti

Sono tra le principali responsabili della diffusione del Morbo della “Mucca Pazza; sono vietate dal 1994 per l’alimentazione dei ruminanti, ma continuano ad essere consumate per l’alimentazione di conigli, maiali, polli, pesci e sono presenti fra gli ingredienti del cibo per cani e gatti e in genere in tutto il Pet Food industriale.

Lo so che i Media e gli organi di stampa non ne hanno mai parlato, ma come puoi leggere QUI sono stati segnalati molti casi di Cani e Gatti affetti dal Morbo della Mucca Pazza, con effetti pericolosi anche per l’uomo che ne è venuto a contatto a causa di morsi di animali “impazziti”.

Anche le farine di carne destinate ai mangimi per cani e gatti possono essere prodotte con gli scarti di macellazione.

Il Dottor McGargle, veterinario americano e ispettore federale, sostiene che alimentare gli animali con gli scarti dei macelli fa aumentare la possibilità di insorgenze tumorali o altre malattie degenerative.

Le norme vigenti negli USA permettono all’Industria che produce Pet Food di usare le cosiddette fonti 4M per la produzione di farine di carne, cosa sono ?

Sono carni, tessuti, pelle e interiora di animali Morti Moribondi Malati Mutilati; passi per i morti, ma le altre 3 categorie, per noi che li amiamo, sono altrettanti cazzotti nello stomaco, e belli forti.

Possono essere usate anche carni rancide e deteriorate, contaminate da salmonella, tessuti cancerosi, contenenti ormoni (proibiti in Europa ma non in USA), steroidi e antibiotici che restano attivi anche nei tessuti morti e che con il cibo si trasferiscono nell’organismo del tuo amico a 4 Zampe.

Queste carni vengono denaturate, che vuol dire spruzzate con additivi chimici come il Kerosene per evitare che vengano utilizzate per l’alimentazione umana, poi vengono cotte a temperature elevatissime per sterilizzarle.

Nelle farine di carne non ci finiscono solo scarti di carne destinata all’alimentazione umana, possono essere utilizzate carni provenienti da :

  • carcasse animali, anche di altri cani e gatti e che magari hanno subito l’eutanasia con il Pentobarbital, che resta attivo nei tessuti morti e resterà presente nel cibo;
  • carcasse intere di animali macellati che non passano l’ispezione veterinaria e non vengono dichiarati idonei alla nostra alimentazione;
  • carcasse di animali da pelliccia, dopo che sono stati scuoiati per arricchire l’industria della moda;
  • rifiuti dei salumifici;
  • la pappa prodotta dal “passa pulcini, quella macchina infernale che elimina i pulcini maschi in eccesso negli allevamenti di galline ovaiole;
  • animali a fine vita o già morti negli zoo, negli allevamenti, nei maneggi;
  • topi da laboratorio, anche contaminati da sperimentazioni chimiche e farmaceutiche;
  • tutte quelle parti dei bovini a rischio BSE (Mucca Pazza), che non possono essere usati per alimentazione umana.

Tutto questo, anche se non dichiarato in etichetta, può arrivare nella ciotola del tuo Cane o del tuo Gatto, e ci arriva prevalentemente sotto forma di Farina di Carne, ma nessuna regolamentazione impedisce che vi giunga anche come ingrediente “primarioCarne o Pesce che sia.

La cottura a temperature altissime gli fa perdere completamente il loro valore nutrizionale.

Vitamine e Proteine si bruciano e si dissolvono a temperature ben più basse di quelle utilizzate per sterilizzare queste “carni”, che per giunta vengono cotte anche per lunghi periodi di tempo.

Niente paura, una volta cotte a puntino, a queste “carni” aggiungiamo un bel po’ di Vitamine e Proteine di Sintesi, prodotte chimicamente, e siamo a posto, il valore proteico del mangime per Cibo per Cani e Gatti è salvo e certificabile.

A posto con lo stomaco ? Stai bene ? Spero di si, anche se un certo effetto lo fa anche a me ogni volta che rileggo quello che ho scritto.

Le Farine di Cereali che troviamo nei mangimi per cani e gatti non sono da meno

Anche in questo caso possono essere utilizzate materie prime non più idonee al consumo umano, che vuol dire ?

Semplice, materie prime deteriorate, ammuffite, che non potrebbero essere vendute all’industria alimentare per esseri umani.

Non solo, niente impedisce che nel Pet Food in genere e nel Cibo per Cani e Gatti in particolare, possano essere utilizzati cereali OGM anche quando sono proibiti.

In molti Paesi, negli USA ad esempio, è consuetudine utilizzare gli stessi Silos di stoccaggio per i cereali naturali e per quelli prodotti con OGM, che finiscono inevitabilmente per mischiarsi.

L’origine OGM di un cereale o di un vegetale è molto difficile da dimostrare, primo perché dopo una cottura ad alta temperatura la sostanza geneticamente modificata non è più identificabile; e poi perché ci sono dei derivati, come ad esempio la lecitina di soia, che non hanno DNA e nei quali non si può quindi rilevare l’eventuale mutazione genetica.

Non si può affermare con certezza che gli effetti degli OGM siano SEMPRE dannosi per la salute, anche se si sono riscontrati diversi casi quantomeno sospetti; i possibili effetti cancerogeni potrebbero manifestarsi anche a distanza di decine di anni e bisognerà aspettare qualche generazione per trarre le conclusioni.

In merito all’argomento OGM i problemi sono identici sia per quanto riguarda l’alimentazione per uso umano che animale, ma questo non ci deve affatto consolare, anzi.

Le Multinazionali che producono quella roba hanno bisogno di sperimentare quanto più possibile gli effetti degli OGM sull’organismo umano e non oso pensare a cosa diano da mangiare ai poveri animali, che sono da sempre cavie inconsapevoli di ogni sperimentazione.

Le ricerche che ho fatto in materia sono servite solo a suscitare in me molti dubbi e solo due certezze in proposito:

  • la prima è che assicurano un enorme incremento di ricchezza per chi li produce;
  • la seconda… che le ricerche scientifiche sugli OGM vengono ancora oggi finanziate quasi esclusivamente dalle aziende che li producono, un po’ come chiedere all’oste se il vino è buono.

A fronte di una poca e scarsa regolamentazione sugli OGM per uso umano,  si contrappone il fatto che non c’è nessun divieto per l’uso di cereali, legumi e verdure Geneticamente Modificati per uso veterinario e le possibili conseguenze sono ancora per lo più sconosciute.

Cereali e Vegetali sono largamente usati nel confezionamento dei Mangimi per Cani e Gatti e ce ne sono alcuni la cui manipolazione OGM è quasi certa, come ad esempio la Farina di Soia.

E’ utilizzata normalmente nel Pet Food, quindi anche nei Mangimi per Cani e Gatti, e si usa per aumentare la quantità apparente di proteine; in pratica per far vedere a te, che sei quello che paga, che in quella roba lì ci sono le proteine che tanto servono al tuo amichetto a 4 Zampe.

Ma la Soia è un alimento di difficile digestione e assimilazione, soprattutto per i Cani, ai quali manca l’aminoacido adatto per digerirla. Può causare un accumulo di gas intestinali e conseguente meteorismo, ma questo sarebbe niente, sempre che tu non sia troppo schizzinosa.

La cosa più grave, e che lascia sospettare conseguenze ben più gravi delle puzzette più o meno maleodoranti, è che il 60% della soia commercializzata in Europa è di origine transgenica (OGM).

Perché ce l’ho tanto con gli OGM ? Perché ogni essere vivente si nutre di altri esseri viventi creando la famosa catena alimentare; se un animale viene manipolato dal punto di vista genetico, quando diventa cibo per altri esseri viventi potrebbe sconvolgere l’intero meccanismo.

Gli alimenti “geneticamente modificati” hanno già procurato allergie e decessi e gli animali trattati geneticamente vanno frequentemente incontro a malattie, deformità e immunodeficienza.

OGM a parte i Cereali deteriorati e ammuffiti, che possono essere presenti in larga misura nei Mangimi per Cani e Gatti, provocano la produzione di Tossine pericolosissime per la loro salute.

Ce ne sono diverse variabili e quelle con cui ci scontriamo in questo caso sono prevalentemente micotossine, prodotte dai funghi che si creano in seguito alle muffe generate dall’umidità negli ambienti in cui avvengono gli stoccaggi e la conservazione.

Le Tossine possono provocare alterazioni a danno di fegato, reni, centri nervosi, circolazione sanguigna, tratto digestivo.

Possono svilupparsi su una grande varietà di prodotti, ma in modo particolare nelle sementi oleose come ad esempio il Mais, che si trova spesso nel Cibo per Cani e Gatti.

Nel passato si sono verificati casi in cui alcuni produttori dei mangimi per cani e gatti hanno dovuto ritirare interi Lotti di cibo contaminati da vomitossine (un derivato dell’aflatossina) dopo la segnalazione da parte dei consumatori che avevano osservato i propri animali vomitare e perdere appetito.

Si segnalano anche numerosi decessi di animali, abituali consumatori di cibi industriali, contaminati da tossine derivate da muffe.

E’ ormai riconosciuto e dimostrato che la salute dei Cani e dei Gatti, come anche dell’uomo e di ogni altro animale, dipende in gran parte dall’accumulo di Tossine, in modo particolare da quelle che si annidano nel sistema linfatico, nel sangue, nel sistema nervoso.

Ne esistono due specie :

  • endogene, che sono quelle prodotte spontaneamente dall’organismo a causa dei vari processi metabolici e che l’organismo stesso, normalmente, è in grado di espellere in modo naturale.
  • esogene, sono quelle che vengono prodotte da fattori esterni come ad esempio :

– batteri

– virus

– inquinamento

– alimenti contenenti coloranti, conservanti, pesticidi, ormoni, muffe

– insetticidi e antiparassitari, che vengono assorbiti attraverso la pelle

– farmaci antiacidi, lassativi, antibiotici, corticosteroidi, radio e chemio terapie

– vaccini, perché alterano il terreno biologico

– metalli pesanti, contenuti nei pesci di grosse dimensioni, ma anche nelle scatolette di Pet Food

Aggrediscono il sistema psicosomatico e se sono in eccesso gli organi emuntori come fegato e reni, che sono i principali organi preposti alla loro espulsione, si sovraccaricano di lavoro e alla lunga non riescono più ad eliminarle.

Tossine di vario genere e tipo sono presenti non solo nei cereali ammuffiti, ma possono trovarsi in molte sostanze chimiche che vengono utilizzate nei mangimi per cani e gatti: conservanti, coloranti e additivi.

Che poi non sono altro che altre 3 schifezze immonde presenti in quantità più o meno preoccupante nel cibo industriale; ne parleremo presto nell’ultimo articolo dedicato a questa saga sul cibo industriale.

Farine di Carne e Farine di Cereali sono Sottoprodotti, derivati anche questi dall’alimentazione umana, ma sono largamente usate in tutti i mangimi per cani e gatti; nelle normali porzioni di Cibo sono presenti in quantità doppie o triple rispetto all’ingrediente Carne, quando va bene !!!

Come difenderci, e soprattutto come difendere il tuo compagno di vita dai mangimi industriali da Pet Food

Aiutalo a smaltire il veleno !!!

Intanto che ti decidi e ti organizzi per il cambio della dieta, che non può e non deve essere mai fatto in modo repentino da un giorno all’altro (non mi stancherò mai di ripeterlo), per cominciare ad aiutare il suo organismo a ritrovare il giusto equilibrio metabolico, gli puoi somministrare degli integratori naturali detossinanti, quelli a base di erbe e piante che sono efficaci e poco invasivi, come ad esempio:

Cardo Mariano

Il Cardo Mariano (Sylibum marianum) : è una pianta erbacea usata anche in veterinaria come rimedio omeopatico e fitoterapico.

Grazie alle sue proprietà terapeutiche è utile nei casi di disfunzioni epatiche e per stimolare l’attività gastrica, diuretica e febbrifuga.

In veterinaria è utilizzata soprattutto come:

    • colagogo, agisce cioè su fegato e sui sistemi di disintossicazione stimolando lo svuotamento della cistifellea e il flusso di bile nel duodeno;
    • antiossidante, ha un controllo di radicali liberi superiore a quello della Vitamina E;
    • depurativo, purifica sangue e fegato;
    • diuretico, stimola la diuresi e facilita l’eliminazione di tossine e scorie.

E naturalmente l’Estratto di Foglie di Ulivo che consiglio per le sue proprietà terapeutiche davvero eccezionali (e un po’ anche perché lo vendo io).

A differenza di altre erbe dagli effetti detossinanti, NON HA controindicazioni accertate, e lo trovi disponibile sotto forma di infuso, già pronto all’uso.

Foglie di Ulivo

E’ un ottimo antiossidante e svolge un’importante azione disintossicante dell’intero organismo, riducendo l’eccesso di acidi urici, grassi e zuccheri nel sangue.

I Polifenoli, di cui l’Infuso di Foglie di Ulivo è composto, contrastano in modo efficace l’insorgere del Diabete, del Colesterolo, delle malattie del Sistema Circolatorio, di quelle dell’Apparato Gastrointestinale e di molte altre patologie che spesso si manifestano in conseguenza di una cattiva alimentazione.

Se sei pronto per passare all’azione e iniziare SUBITO a disintossicare e proteggere l’organismo del tuo 4 Zampe senza usare medicinali, clicca sul pulsante qui sotto

Acquista ora Verdepuro Vita

L’INFUSO DI FOGLIE DI ULIVO PRONTO ALL’USO

APPROFITTA SUBITO della GARANZIA PRIMO ACQUISTO
offerta in esclusiva da Sir Oliver Pet

Se invece hai ancora dei dubbi e vuoi approfondire la tua conoscenza su questo straordinario prodotto della natura, clicca QUI e scarica subito il Report in PDF che ti spiega tutte le sue proprietà terapeutiche.

Scarica Ora il Report Gratuito

“Tutti i Segreti della Ulivoterapia per Cani e Gatti”

Lo riceverai direttamente al tuo indirizzo Mail in formato PDF

Adesso ti lascio e ti do appuntamento al quarto capitolo su l’alimentazione per cani e gatti dove tratterò l’argomento dei conservanti, dei coloranti e degli additivi, le altre 3 schifezze immonde che fanno mangiare ai nostri figli con la coda.

Quello che hai appena letto è il terzo capitolo dove ti ho parlato di cosa contengono davvero i Mangimi per Cani e Gatti e qui di seguito trovi i Link di altri articoli per approfondire l’argomento :

1)  Il Pet Food industriale è pericoloso, perché continui a sceglierlo

2)  Cibo per cani e gatti, ecco come leggere le etichette nutrizionali

4)  Alimentazione per cani e gatti, cosa rende appetitosi croccantini e bocconcini

Ciao, grazie per l’attenzione e a presto.

P.S. Seguimi anche nella Pagina Facebook

P.P.S. I contenuti di questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo; notizie e consigli in esso contenuti non vogliono sostituire in alcun modo il parere del Veterinario ne le terapie da lui prescritte.

P.P.P.S. L’Infuso di Foglie di Ulivo non è un medicinale, deve essere considerato un integratore alimentare e come tale può essere utilizzato a sostegno di terapie già in atto.

P.P.P.P.S. Facciamo il possibile per utilizzare nel Blog e sui Social, solo Foto e Immagini nel rispetto dei Diritti di Autore, ma non è sempre facile individuare chi detiene tali Diritti o se sono libere da licenza. Nel caso che qualcuno abbia motivo di ritenere che sono stati lesi i Diritti di Pubblicazione è pregato di comunicarcelo, le immagini irregolari saranno immediatamente rimosse. Grazie.

Come curare le ferite con rimedi naturali, nei nostri animali

Come curare le ferite con rimedi naturali, nei nostri animali

come curare le ferite

Sai come curare le ferite del tuo 4 zampe in caso di emergenza o se il pronto soccorso, la clinica veterinaria non siano facilmente raggiungibili?

E cosa dire di quando capita in vacanza? Ecco perché oggi vorrei spiegarti come curare le ferite dei tuoi animali, senza farmaci da somministrare e senza quindi, possibili effetti collaterali e con rimedi semplici da trovare.

Come curare le ferite dei tuoi animali.

Il tuo cane si è ferito o è stato morsicato ? Il gatto ha ingaggiato una lotta con un rivale in amore?

A volte i nostri animali riescono a farsi male nei modi più strani. Può capitare a soggetti che vivono fuori e che sono poco trattabili da estranei.

Si fanno male quando meno te lo aspetti e non hai la possibilità di farli curare in modo tempestivo da un medico.

In queste situazioni è probabile che tocchi a te prestare i primi soccorsi

In questo articolo vorrei quindi spiegarti come gestire le ferite di cani e gatti con mezzi che hai in casa, o che dovresti avere, senza dover utilizzare antibiotici (salvo casi particolarmente gravi, in cui chiederai comunque consulenza ad un medico) e quando non puoi ricorrere alle cure del veterinario se non telefonicamente.

Queste informazioni, ti saranno utili, anche quando dovrai chiamare il tuo medico per un consulto e dovrai fargli capire la situazione nel modo più efficace e reale possibile.

Partirò quindi dall’ABC e ti farò scoprire tutto, ma proprio tutto su come curare le ferite del tuo animale. Pronto?

Partiamo allora!

Come curare le ferite dei tuoi animali:

quanti tipi di ferite esistono?

Per capire come curare, come al solito, bisogna partire dalla base e sapere quali e quanti tipi di ferite esistono: vediamo di classificarle per essere in grado poi di riconoscerle, valutarne gravità e possibile cura.

Una ferita, è una soluzione di continuo recente della cute e delle parti molli dell’organismo, provocata da cause esterne che svolgono un’azione lesiva meccanica.

 

La definizione di “recente” è utile, per distinguerla dalle altre, che colpiscono le parti molli, quali le ulcere e le piaghe.

Le piaghe, sono delle lesioni che sono in fase di guarigione (sono nella fase granuleggiante, te ne parlo dopo), mentre le ulcere, non tendono alla guarigione in quanto i processi riparativi sono ostacolati da patologie e/o cause esterne.

Chiarita quindi la definizione, vediamo quante ne esistono (ahimè sono molte, ma devi conoscerle, per sapere cosa dire esattamente al tuo Vet nel momento in cui te lo chiede, quindi prendi nota):

  • abrasione, (lesione delle parti più superficiali della pelle)
  • ferita lacero-contusa, (una ferita a margini slabbrati ed irregolari, con lesione più profonda)
  • ferita da taglio, (a margini netti e combacianti)
  • ferita da punta, (ferita profonda, ma circoscritta)
  • da arma da fuoco,
  • con presenza di corpo estraneo, (una scheggia, una punta o qualunque cosa che sia rimasta nella ferita e che ne ha causato l’insorgenza)
  • con eviscerazione, (quando c’è anche fuoriuscita di organi)

Si lo so… stai inorridendo solo al pensiero! Ma questo è ciò che (spero di no) ti può capitare. E adesso veniamo al dunque.

Sei davanti ad una ferita: cosa devi guardare? Altrove, mi stai rispondendo tu… noooo! Riprenditi, dai che puoi farcela, anzi devi farcela.

Segni e sintomi di una ferita: cosa guardare?

Quando sei davanti alla ferita del tuo animale devi fare mente locale e valutarne:
  • Estensione:

una abrasione molto estesa può essere tanto grave quanto una piccola ferita ma profonda.

Questo perché l’ampia perdita di tessuto cutaneo, può compromettere le difese del soggetto ed impiegherà molto tempo a guarire, lasciando quindi ampio spazio a possibili complicanze.

La perdita di un’ampia zona di pelle apre la possibilità ai batteri di penetrare più facilmente nell’organismo, con conseguenti possibili infezioni.

Inoltre viene a mancare anche una barriera dagli agenti esterni con conseguente possibilità di disidratazione delle parti sottostanti, con gravi conseguenze.

  • Profondità:

se la ferita ha tolto gli strati superficiali, tanto da aver messo allo scoperto la muscolatura ed averla interessata, devi per forza rivolgerti ad un veterinario, è una ferita grave.

Inoltre se è molto profonda e stretta, al suo interno possono permanere batteri che consentirebbe la proliferazione di fenomeni gangrenosi (la gangrena, quella gassosa in particolare è un fenomeno per cui dei batteri anaerobi -che vivono cioè in assenza di ossigeno- proliferano e non consentono la guarigione dei tessuti, facendoli imputridire).

  • Zona:

se sono in prossimità delle mucose degli orifizi naturali (bocca, occhi, genitali) sono da considerarsi più gravi perché più facilmente potrebbero complicarsi.

  • Sanguinamento:

se c’è forte sanguinamento, è fondamentale portare l’animale in un pronto soccorso

Se il sanguinamento è poco e localizzato, puoi procedere alla prima pulizia e valutare la situazione.

  • Stato di salute del soggetto:

se l’animale ha uno stato di salute già in parte compromesso, se ha patologie che potrebbero rallentare i tempi di coagulazione o sta assumendo farmaci che interferiscono con questo processo, è necessario rivolgersi prima possibile ad un veterinario, soprattutto se ci si trova di fronte a lesioni molto estese e/o ad un sanguinamento importante.

Ora che hai valutato la situazione, devi cercare di metterti in sicurezza per cominciare ad agire: cani o gatti feriti, potrebbero diventare aggressivi quindi sempre meglio usare una museruola per fido e dei guanti pesanti per il gatto.

I soggetti dovrebbero essere tenuti da qualcuno mentre fai le medicazioni.

Se invece ti fidi dei tuoi animali, mettiti in una posizione comoda e che non consenta loro di muoversi e scappare.

Ricorda che posizionare il tuo cane su di un tavolo in alto, come se fosse dal veterinario, normalmente lo rende più timido e quindi meno atto alla fuga.

I gatti invece non si fanno problemi in questo senso.

Prepara l’occorrente alla prima disinfezione che consiste in :

  • acqua corrente, ovviamente potabile, in mancanza bottiglie di acqua naturale, tante ed abbondanti;
  • forbici affilate,
  • rasoio usa e getta,
  • pinzette con punta arrotondata, se non ne hai, prova a mettere della garza intorno alla forma a punta delle pinzette da sopracciglia che hai, in modo da poterle utilizzare senza ferire,
  • garze sterili,
  • tessuto non tessuto. NON USARE IL COTONE IDROFILO!! Lascia i pelucchi e non va bene! Piuttosto i fazzoletti di carta.

Cominciamo.

Primo: guarda se sono presenti corpi estranei e sciacqua abbondantemente. 

Per poterlo fare dovrai lavare la parte con tanta acqua corrente, senza sfregare la ferita.

Se è lacero contusa, con le pinzette dovrai tenere i lembi sollevati e mandare l’acqua anche al di sotto delle parti di pelle eccedenti.

L’ideale è avere un getto d’acqua a doccia, in mancanza di questa, puoi usare una siringa grossa, aspirare l’acqua senza ago e spruzzare la parte.

Cerca di eliminare eventuali residui estranei (ghiaia, sassolini, pelo, terra…).

Non utilizzare soluzione disinfettanti in questa fase, soprattutto se la ferita è molto estesa, ostacolano la guarigione.

Otterrai la rimozione dei batteri attraverso la medicazione che ti indicherò più avanti nell’articolo.

Arrivato a questo punto dovrai vedere se sanguina ancora molto e come:

  • se il sanguinamento proviene da un solo punto, ed è abbondante, è possibile che ci sia l’interessamento di un vaso piuttosto importante e se non ha ancora smesso è necessario farlo chiudere chirurgicamente, cerca di tenere premuta la parte e trova il modo di portarlo da un Vet;
  • se invece sanguina poco e tenendo premuto leggermente nel punto, dopo qualche minuto riesci a fermarlo, si formerà un coagulo e si chiuderà da solo;
  • se invece il sanguinamento è puntiforme, cioè proveniente da tanti piccoli capillari, questo dovrebbe riuscire a fermarsi in tempi brevi grazie alla medicazione che farai.

Adesso che hai pulito la ferita dovrai cercare di tagliare il pelo che è a ridosso della lesione. Potrai farlo sia con le forbici che con il rasoio.

Cerca di toglierne il più possibile e poi risciacqua ancoraper non lasciare residui.

Infine asciuga, tamponando la parte senza sfregare, con carta assorbente pulita o garze.

Prima di andare avanti e spiegarti cosa fare dopo, devo darti una breve spiegazione di come si cicatrizzano le ferite, che tempi hanno e come avviene.

Ciò è fondamentale in quanto, i tempi di guarigione sono scanditi da processi che si possono in massima parte riconoscere anche attraverso l’aspetto che prende la lesione nel tempo.

Visto che, soprattutto per situazioni di grandi dimensioni o profonde, le medicazioni necessitano di essere rifatte per lunghi periodi, questa breve spiegazione ti consentirà di capire se la guarigione sta avvenendo in modo regolare e senza complicanze.

Le 3 fasi della guarigione delle ferite.

La chiusura e cicatrizzazione di una ferita è divisa fondamentalmente in tre fasi.

1° Fase: Emostasi.

All’insorgenza della rottura, la ferita perde sangue ed il tessuto quindi cerca di fermarlo, grazie ad un riflesso neurogeno vasocostrittore: è la primissima fase in cui il corpo cerca di limitare i danni.

Subito dopo si instaura una fase cellulare con l’attivazione delle piastrine, quindi la fase coagulativa che porta alla formazione del coagulo di fibrina grazie ad una cascata di reazioni che attivano i processi di aggregazione cellulare.

Ecco perché è così importante sapere se il tuo animale ha dei disturbi della coagulazione; se esistono infatti, questa fase è fortemente compromessa o rallentata e la guarigione quindi può diventare decisamente più lenta e difficile.

Il coagulo è fondamentale non solo per la sua funzione di blocco della fuoriuscita di sangue, ma anche perché sarà il substrato su cui si formeranno i futuri tessuti.

2° Fase: infiammatoria.

I tessuti reagiscono per convogliare tutte le cellule che servono a ridurre la carica batterica e portare sostanze nutritive ai nuovi strati che si dovranno formare.

Il coagulo occlude la lesione e blocca rapidamente l’emorragia.

La superficie esposta all’aria si disidrata e si indurisce, accrescendo così la resistenza ai traumi esterni. Si forma la crosta.

3° Fase: di rigenerazione.

Al di sotto della crosta moltissime cellule “spazzino” si attivano per pulire la ferita ed altre si attivano per cominciare a creare il nuovo tessuto, chiamato di granulazione, per la sua conformazione a grani.

Contemporaneamente nelle parti più laterali della ferita, comincia a riformarsi il tessuto attraverso fibre di collagene che cominciano a depositarsi.

Il tessuto di granulazione comincia a formarsi entro le prime 72 ore e procede ancora per i primi 5-6 giorni.

Verso l’inizio della seconda settimana, sarà il tessuto collagene a formarsi ed a chiudere entro le tre settimane in modo perfetto e permanente la ferita.

Il processo di maturazione del tessuto cicatriziale prosegue tuttavia per almeno 2-3 mesi, continuando a rimodellare la parte che riprende elasticità, ma in maniera molto inferiore rispetto al tessuto integro iniziale.

Queste tre fasi non sono ovviamente distinte in modo così netto ma anzi, spesso sono piuttosto interconnesse l’una all’altra.

La conseguente formazione di una cicatrice più o meno abbondante (visibile o invalidante perché spessa e/o troppo aderente ai tessuti sottostanti) è fortemente influenzata dalla durata del processo riparativo e dalla quantità e qualità delle cellule che sono coinvolte.

Le intenzioni di guarigione di una ferita.

La guarigione di una lesione può seguire, due vie intenzionali (che idealmente la ferita potrebbe scegliere di prendere) per risolversi:
  • la guarigione per prima intenzione: in cui i tessuti sono perfettamente combacianti (ad esempio una ferita accidentale da taglio, suturata chirurgicamente, oppure una ferita chirurgica).

La ferita è pulita, non infetta e si ha avuto una scarsissima perdita di sostanza (cioè pochi tessuti e cellule sono stati coinvolti nella lesione).

E’ la via più favorevole e quella che dovrebbe dare minori esiti cicatriziali.

  • La guarigione per seconda intenzione: in cui c’è stata una estesa perdita di sostanza e/o infezioni batteriche.

In questo caso i tessuti invocano un’intensa risposta infiammatoria con una massiccia produzione di tessuto di granulazione per riparare l’estesa perdita di sostanza.

Entrambi questi fenomeni alterano profondamente il normale processo riparativo e provocano importanti cicatrici.

Non tutte le ferite nette guariscono per prima intenzione.

Se, ad esempio, una ferita suturata si infetta e si forma del pus o del siero, questa non riuscirà a guarire e dovrà scegliere quindi la guarigione per seconda intenzione, riparando i tessuti e creando una cicatrice più grande.

Le ferite che trattiamo in questo articolo seguono per lo più la seconda intenzione.

Ora che sai come avviene il processo, cercherò di spiegarti come affrontare la cura della ferita e come fare per controllare che tutto fili liscio.

Come gestire la ferita in un cane o in un gatto:

la prima medicazione.

Terminata la prima pulizia, veniamo alla medicazione vera e propria.

La cura dello zucchero.

Da secoli lo zucchero semplice, quello di casa viene utilizzato come cicatrizzante soprattutto nella prima fase: quella in cui c’è necessità di effettuare l’emostasi e pulire (da un punto di vista cellulare) i tessuti.

Lo zucchero crea un ambiente particolarmente sfavorevole alla formazione di batteri inoltre riesce a nutrire i tessuti che vengono a contatto con esso, accelerandone la guarigione.

Il motivo è da ricercare nella osmolalità dello zucchero, se vuoi approfondire, leggi questo articolo molto dettagliato a riguardo, in cui sono indicati anche i casi di utilizzo nell’Ospedale Veterinario dell’Ontario. (attenzione, ci sono immagini forti)

In medicina umana è utilizzato regolarmente soprattutto in ferite particolarmente estese, profonde e con abbondante perdita di tessuto.

In questo frangente si utilizza una miscela di zucchero, glicerina ed acqua ossigenata, ma per cani e gatti, lo zucchero semolato semplice è adattissimo allo scopo. Cosa fare dunque?

1. Ciò che dovrai fare sarà mettere uno strato di zucchero che ricopra la parte per almeno un cm di spessore.

Se si tratta di ferite lacero contuse avrai cura di farlo aderire e raggiungere ogni parte, così come per le ferite da punta.

Questo trattamento è particolarmente indicato per soggetti che sono allergici agli antibiotici o che non si vuole trattare con questi medicinali, in quanto l’effetto dello zucchero sulla ferita è di per se, sufficiente a rendere sterile dai batteri la parte.

2. Ovviamente dovrai poi coprirlo con tessuto non tessuto.

Per fissarlo, dato che soprattutto all’inizio ci sarà una grande formazione di liquido, potrai utilizzare del cellophane (tipo Domopack) e poi dei bendaggi in modo che l’animale non se lo strappi.

3. A seconda della zona della lesione dovrai valutare la contenzione con collare Elisabetta.

Questa medicazione va rinnovata almeno un paio di volte al giorno, soprattutto se le ferite sono di grande estensione e particolarmente infette.

Ci sarà una grande formazione di siero (per osmosi) che scioglierà quindi lo zucchero.

Ogni volta che cambi la medicazione, lava con soluzione fisiologica sterile a temperatura ambiente la parte, aiutandoti con una siringa che riesca quindi a raggiungere il fondo della ferita.

Un grande vantaggio nell’uso dello zucchero risiede proprio nella fase di cambio della medicazione: infatti, se si utilizzano garze imbevute di sostanze cicatrizzanti, ogni volta che si distaccano dalla ferita, si ha forte dolore (riferito alla medicina umana e quindi anche per gli animali che non parlano ma soffrono ugualmente).

 

Inoltre al distacco della garza si toglie anche lo strato superficiale di tessuto riformato, ritardando quindi la rigenerazione.

La cura dello zucchero risulta particolarmente adatto anche per quelle ulcere croniche, da decubito, o che non guariscono per processi alterati della riparazione.

Anche in caso di forte contaminazione batterica. L’effetto battericida dello zucchero è davvero efficace e risulta particolarmente attivo nel rimuovere le cellule morte che si formano inevitabilmente in queste situazioni.

Ogni quanto rifare la medicazione e quando smettere con lo zucchero?

La valutazione della necessità di diminuire la frequenza del cambio della medicazione sta nella presenza o meno dello zucchero al momento del cambio.

Se lo zucchero si è sciolto tutto, continua con il cambio ogni 12 ore o più.

Se lo zucchero comincia a rimanere integro, puoi allungare gli intervalli.

Quando non si forma più il siero e quindi lo zucchero rimane totalmente cristallizzato potrai passare a mettere pomate cicatrizzanti, in quanto la ferita sarà entrata nella fase di granulazione.

In questa fase, la colorazione della lesione sarà di un bel rosa carico, fino al rosso.

Da qui in poi, la sua colorazione perderà di intensità (nel giro di qualche settimana a seconda della estensione e gravità della lesione) finendo con il diventare rosa pallido.

Il mutamento della colorazione della ferita è dovuto alla modificazione morfologica del tessuto di granulazione ed è il segno del corretto andamento della situazione; questo è ciò che si dovrà tenere in considerazione maggiormente.

Le pomate cicatrizzanti.

Passato il primo e più complicato periodo, è arrivato il momento di cambiare modo di curare la nostra ferita, grazie al fatto che l’organismo dovrà essere maggiormente stimolato alla ricostruzione dei tessuti.

Questo avverrà dalla periferia al centro, per le ferite lacero contuse e le abrasioni.

Anche le ferite profonde guariscono così, ma per queste bisognerà fare attenzione che non si chiudano prima della completa guarigione interna per evitare possibili rimanenze d’aria e batteri sottostanti la ferita.

Quali pomate cicatrizzanti utilizzare e come?

Per quanto riguarda il tipo di pomate, ovviamente ognuno ha le sue preferenze in base alla propria esperienza.

Venendo anche dal mondo equino, io ho trovato molto efficace una pomata in gel a base di Iperico e Neem (Hipermix in barattolo da 200ml) a cui ho aggiunto un cucchiaino da caffè di miele, per aumentare la funzione antibatterica.

L’utilizzo su di un cane che aveva perso completamente la pelle del terzo e quarto dito della zampa anteriore che aveva infilato in un cancello e poi tirato indietro (povero tesoro), ha consentito una ottima guarigione, soprattutto con una minor quantità di dolore.

Questo stato di maggior benessere si manifestava in quanto dall’utilizzo del gel, il cane aveva smesso di cercare di leccarsi e strapparsi la medicazione (comportamento che aveva durante l’utilizzo di normale Fitostimoline), tanto da non essere stato più necessario il collare di contenimento rigido, e sufficiente quello morbido.

Le medicazioni in questa fase saranno giornaliere, all’inizio anche ogni 12 ore e poi allungando gli intervalli, esattamente come per lo zucchero, in base alla quantità di medicamento rimasto ancora “inutilizzato”.

Se è ancora presente, si può passare ad intervalli maggiori.

Ad ogni cambio di medicazione, dovrai pulire la parte.

Per velocizzare ulteriormente la guarigione e ridurre i tempi di spurgo puoi utilizzare, dopo la soluzione fisiologica, l’Infuso di Foglie di Ulivo a temperatura ambiente.

Il suo forte contenuto in tannini ha un effetto vasocostrittore e cicatrizzante.

Asciugare tamponando (mai sfregando) con salviette sterili e ricoprire.

Ogni medicazione va sostituita in caso il soggetto l’abbia strappata o sia stata in qualche modo contaminata.

A guarigione avvenuta, ho mantenuto una corretta elasticità della cicatrice (che ricordo continua a rimodellare la parte per ancora qualche settimana) usando ancora un Estratto di Foglie di Ulivo, questa volta una crema ad altissimo potere nutritivo, rigenerante ed emolliente.

Il cane era il mio per cui ho potuto provare senza problemi.

Non è un farmaco, anzi a dire la verità è una crema cosmetica per uso umano.

Gli estratti dalle Foglie di Ulivo hanno, fra i principi attivi, diversi polifenoli utili alla rigenerazione delle cellule, oltre che proprietà fortemente antiossidanti.

Migliorano il trofismo cutaneo, riuscendo ad aumentare l’elasticità della cute che, proprio in quel momento, si sta ristabilendo.

Altre cose da tenere sotto controllo durante la medicazione.

Durante il lungo periodo in cui gestisci la ferita, dovrai tenere sotto controllo oltre al colore, che non deve virare al marrone scuro o al grigio, anche:
  • il calore della parte, che deve gradualmente diminuire, perché all’inizio sarà certamente forte;
  • l’odore. Non devono esserci odori strani, cadaverici;
  • la consistenza. Al tatto non dovrai sentire subito all’intorno nessuna bolla d’aria nessun crepitio.

Infine un ulteriore consiglio.

Soprattutto in caso di ferite di importante entità ed estensione, in cui ovviamente sarai ricorso alle cure mediche del tuo veterinario ed in generale nelle situazioni in cui ci può essere uno stato di debilitazione fisica del tuo cane o gatto, buona abitudine sarebbe quella di aiutarlo con un integratore che possa dare forza al suo sistema immunitario, grazie ad un buon potere antiossidante, che aumenti quindi l’apporto di ossigeno ai tessuti.

Anche per questo possiamo ricorrere agli Estratti di Foglie di Ulivo che sono certamente una ottima soluzione a questo scopo.

Se vuoi provare subito ad usare l’Infuso di foglie di Ulivo per il tuo 4 zampe, CLICCA QUI SOTTO

Acquista ora Verdepuro Vita

L’INFUSO DI FOGLIE DI ULIVO PRONTO ALL’USO

APPROFITTA SUBITO della GARANZIA PRIMO ACQUISTO
offerta in esclusiva da Sir Oliver Pet

Se invece vuoi maggiori informazioni sui prodotti a base di Foglie di Ulivo contatta Giulia che saprà darti tutte le spiegazioni di cui avrai bisogno, oppure scarica il Report in PDF in cui trovi la descrizione dettagliata di tutte le proprietà terapeutiche di questo straordinario rimedio naturale.

Clicca qui sotto e:

Scarica Ora il Report Gratuito


“Tutti i Segreti della Ulivoterapia per Cani e Gatti”

Lo riceverai direttamente al tuo indirizzo Mail in formato PDF

Ciao e grazie per avermi letto fino in fondo, a presto.
Fonti Bibliografiche

1. Gabbiani G (2003) The myofibroblast in wound healing and fibrocontractive diseases. J Pathol 200:500-503.

2. Semenza GL (2001) Regulation of hypoxia-induced angiogenesis: a chaperone escorts VEGF to the dance. J Clin Invest 108:39-40.

3. Stamenkovic I (2003) Extracellular matrix remodelling: the role of matrix proteinases. J Pathol 200:448-464.

4. Werner S, Grose R (2003) Regulation of wound healing by growth factors and cytokines. Physiol Rev 83:835-870.

5. Singer A.J., Clark R.A.F. (1999) Coutaneus wound healing. N E J Med 41 (10): 738-746.

6. Gallin JI, Snyderman R (1999) Inflammation. Basic principles and clinical correlates. Lippincott Williams & Wilkins editore.

7. Cotran RS, Kumar V, Collins T (2000) Robbins. Le basi patologiche delle malattie. Piccin editore.

*******

P.S. Seguici anche nella Pagina Facebook

P.P.S. I contenuti di questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo; notizie e consigli in esso contenuti non vogliono sostituire in alcun modo il parere del tuo Veterinario ne le terapie da lui prescritte.

P.P.P.S. L’Infuso di Foglie di Ulivo non è un medicinale, deve essere considerato un integratore alimentare e come tale può essere utilizzato a sostegno di terapie già in atto.

P.P.P.P.S. Facciamo il possibile per utilizzare nel Blog e sui Social, solo Foto e Immagini nel rispetto dei Diritti di Autore, ma non è sempre facile individuare chi detiene tali Diritti o se sono libere da licenza. Nel caso che qualcuno abbia motivo di ritenere che sono stati lesi i Diritti di Pubblicazione è pregato di comunicarcelo, le immagini irregolari saranno immediatamente rimosse. Grazie.

Cibo per cani e gatti, ecco come leggere le etichette nutrizionali

Cibo per cani e gatti, ecco come leggere le etichette nutrizionali

Pet Food

Tutta la verità sul cibo per cani e gatti, anche quella che non vorresti sapere

Le pubblicità del Cibo per Cani e Gatti sono sempre più presenti sui diversi canali televisivi e l’interesse della popolazione italiana per questo argomento è in forte crescita.

L’industria alimentare del Pet Food non conosce crisi e continua a incrementare i fatturati di anno in anno, non solo perché sono sempre più numerose le famiglie che decidono di accogliere animali in casa, ma anche perché le proposte commerciali di quella stessa industria sono sempre più sofisticate e costose.

Impazza la Pet Mania e con essa arrivano sul mercato le proposte più bizzarre, dal biscotto a forma di osso, ormai banale, al ghiacciolo al pollo, stravaganti snack dai sapori improbabili; perfino aperitivi vegani…

Cominciano anche a sorgere le prime gastronomie dedicate ai 4 zampe; certi banchetti di strada dove una volta si comprava il gelato per i bambini, adesso vendono frutta e verdura fresca confezionata in apposite ciotole usa e getta per i nostri amici cani, lo chiamano food truck.

Si moltiplicano le catene di distribuzione in franchising che si occupano di articoli per animali da compagnia e che contengono prevalentemente cibo; cibo per tutti i gusti, per tutte le razze, per tutte le età, per animali sani e malati.

Un incredibile luccichio di proposte, tanta roba, e come sempre là in mezzo ci puoi trovare del buono e del meno buono, troppo spesso anche delle autentiche schifezze.

Insomma c’è “mercato”, c’è domanda e il mondo del business fa di tutto per soddisfarla, non sempre in modo etico e positivo; ma ormai lo sappiamo che lo scopo principale del business è quello di obbedire alle regole del dio danaro e del suo accumulo, anche a discapito della salute e del benessere di chi consuma.

Capita in ogni settore merceologico e non vedo perché non dovrebbe ormai capitare anche per l’alimentazione di cani e gatti, ormai non riesco neanche più a indignarmi, per quanto poi possa servire indignarsi.

In questo caso però, in questo specifico settore di mercato, c’è il rischio concreto che la macchina della ricchezza possa fare molti più danni che in altri;

troppo poche le regole, troppo pochi i controlli, troppi gli interessi economici che ci ruotano attorno; quando è così io sento sempre puzza di bruciato.

Vedo ormai ogni giorno Cani e Gatti che sembrano appena usciti dalla fabbrica della bellezza, sfilare ammiccanti e soddisfatti negli spot televisivi, manco fossero modelli in sfilate di alta moda, chissà quante ore di trucco e parrucco hanno fatto prima di andare davanti alla macchina da presa… poveri, mi fanno una gran pena !!!

Vedo ogni giorno, nei Pet Shop o negli scaffali dei supermercati, quelle scatolette di bocconcini ai gusti esotici e quelle buste colorate con dentro Cibo per Cani e Gatti, con sopra stampati slogan e immagini studiate apposta per colpire la nostra immaginazione, per darci l’impressione di acquistare, oltre al cibo, anche la loro salute e la nostra serenità.

Ci dicono che in quelle razioni di Cibo c’è il massimo del nutrimento possibile per i nostri amati amici a 4 Zampe; nutrienti sempre bilanciati e equilibrati, integrati con tutte le vitamine, sali minerali, proteine di cui lui ha SICURAMENTE bisogno per crescere bene e per vivere anche meglio.

Ma sarà davvero così ?

Sarà davvero sano quel cibo per cani e gatti che

ci propongono le industrie di Pet Food

o invece è un accumulo di schifezze

pericolose per la loro salute ?

Secondo le recenti indagini condotte dalla famosa Società Nielsen dal titolo “Global Health and Ingredient-Sentiment” e “Global Out-of-Home Dining”, il 67 % degli Italiani sono seriamente preoccupati dalla qualità del cibo che consumano, in particolare per quanto riguarda gli ingredienti “artificiali” che vi sono contenuti.

E’ sempre più diffusa la sana abitudine di leggere le etichette nutrizionali dei prodotti che compriamo per la nostra alimentazione quotidiana.

Schiere di Associazioni di Consumatori continuano imperterrite le loro battaglie per etichettare in modo sempre più dettagliato i prodotti che arrivano sulle nostre tavole, per tracciarne l’origine e la filiera, per rendere sempre più sicuro il processo di produzione e distribuzione; con risultati a volte eccellenti, a volte anche mediocri o deludenti, purtroppo.

  • Perché non succede lo stesso quando si tratta di Cibo per Animali ?
  • Perché non ci sono regole almeno equivalenti quando si tratta di produrre e vendere il Cibo per animali ?
  • Perché ancora, nel terzo millennio, dobbiamo acquistare prodotti ad alto rischio per la salute dei nostri pelosi, senza avere delle serie garanzie sugli ingredienti, sui processi produttivi, sulla conservazione; non sembra anche a te tutto molto strano ?
  • E anche se tu appartieni a quel 67% di italiani che si preoccupano di cosa contiene il Cibo che mangia, ma poi per il tuo peloso compri cibo industriale a scatola chiusa, non credi che dovrebbero lasciarti il libero arbitrio di “scegliere in modo consapevole, mettendoti correttamente al corrente di cosa contiene ?
  • Perché sono così diversi i processi di produzione e distribuzione del cibo per umani e del cibo per animali ?

Perché quando si tratta di cibo per il tuo cane o per il tuo gatto è diverso il processo mentale che ti porta al suo acquisto…

di solito la dieta per il tuo amico a 4 Zampe te la consiglia il Veterinario… e se non lo sa LUI cosa è buono e cosa no, chi altri lo deve sapere ? Di chi altro ci si dovrebbe fidare ?

Pensaci, quante volte ti capita di fermarti a leggere le etichette nutrizionali stampate sulle buste di crocchette e sulle scatolette di umido; anche se sei una persona attenta, che di solito si informa su cosa mangia, raramente fai altrettanto per quanto riguarda ciò che fai mangiare al tuo cane o al tuo gatto, soprattutto se te lo ha consigliato il veterinario.

Probabilmente, se il tuo Medico personale, quando ti consiglia la dieta, ti dicesse anche quale marca di carne o verdura comprare, smetteresti anche di leggere le etichette nutrizionali del tuo cibo personale con tanta attenzione, non credi ?

E poi ci sono sempre quei famosi spot pubblicitari che continuano a rassicurarti sul fatto che in quel cibo per cani e gatti, oltre al nutrimento, c’è anche la formula magica dell’elisir di lunga vita; che non è sempre vero, ma è mooolto, molto rassicurante …e se poi te lo dice la televisione diventa ancora più vero !!!

Diciamocelo, per quanto siamo diventati sospettosi e diffidenti, è ancora “normale” credere che un prodotto che viene venduto in un supermercato o in un negozio specializzato, risponda in modo inequivocabile a tutte le regole per preservare la salute di chi lo consuma.

Purtroppo però le leggi e le norme che regolano la produzione del Cibo per Cani e Gatti, e per gli animali in genere, sono diverse da quelle che invece regolano la produzione di alimenti per uso umano; senza contare che sono decisamente poche e pochissimo controllate.

Ora sia chiara una cosa, NON INTENDO scatenare guerre nei confronti di tutte le Industrie Produttrici di Cibo per Cani e Gatti, ce ne sono di buone e di pessime, come in tutti i settori merceologici.

Vorrei invece informarti e renderti un po’ più consapevole, fare in modo che i consumatori di quel cibo, con il loro atteggiamento e una più attenta strategia d’acquisto, possano fare le giuste pressioni per ottenere prodotti più sani e di maggiore qualità.

Cosa c’è davvero in quel mangime che ti propongono in modo così pressante e che ti spingono a comprare ?

Impariamo a leggere le etichette nutrizionali del cibo per cani e gatti.

E’ davvero importante per la salute del tuo Cane o del tuo Gatto che tu impari, prima possibile, a leggere le etichette nutrizionali che sono stampate, non sempre in modo comprensibile, su quelle dannate scatolette, sulle buste dei croccantini e sugli stramaledetti snackini rompipasto (…chi mai ve l’avrà messo in testa che un cane o un gatto hanno bisogno della merendina ?…bah !!!)

La corretta alimentazione dei cani e dei gatti passa anche dalla tua conoscenza.

Per prima cosa devi sapere che una delle poche norme vigenti che regolano il confezionamento dei cibi per animali, prevede che gli ingredienti devono essere scritti per ordine di quantità.

Per primo deve essere scritto l’ingrediente che è presente in quantità maggiore e poi tutti gli altri in ordine di quantità; NON E’ OBBLIGATORIO scrivere la quantità di ogni singolo ingrediente, neanche in percentuale, ma è obbligatorio scriverli in ordine di quantità.

Se sull’etichetta c’è scritto Anatra prima di Mais, vuol dire che c’è più Anatra che Mais, è chiaro fin qui ? Bene, andiamo avanti.

Quando si parla di Cani e Gatti parliamo di animali CARNIVORI; strettamente carnivoro il gatto, un po’ più onnivoro il cane, ma la base della loro dieta in natura è fatta quasi esclusivamente di carne e pesce.

Si lo so, c’è un “movimento vegano” che sostiene che Cani e Gatti possano vivere benissimo anche senza alimentarsi della carne di altri animali e forse è anche vero, ma è vero solo a patto che la dieta venga integrata in modo opportuno per soddisfare le inevitabili carenze nutrizionali che gli amici a 4 Zampe subirebbero.

Io qui sto parlando di dieta IN NATURA, delle possibili alternative semmai ci occuperemo in futuro.

Le norme vigenti prevedono che il cibo per Cani e Gatti, per potersi dichiarare “al sapore di…debba contenere almeno il 4% di quell’ingrediente dichiarato; SI hai letto bene Quattro Grammi di carne o pesce per Cento Grammi di razione.

In concreto, una scatoletta di cibo con sopra scritto Pesce o Agnello o Pollo, DEVE contenere almeno il 4% di Pesce, di Agnello o di Pollo, questo dice la legge.

Non sempre la singola razione di Cibo per Cani e Gatti contiene solo il 4% di carne, ne esistono che arrivano al 20% o 25%, e ci sono in commercio scatolette che contengono anche il 100% di carne (e che costano una fortuna).

Ma quello che ci interessa mettere in evidenza qui, dato che si tratta dei prodotti più venduti e pubblicizzati, è che il grosso della produzione industriale destinata all’alimentazione dei cani e dei gatti è composto prevalentemente da Cereali, Legumi e Verdure, oltre che dalle schifezze che ti farò scoprire più avanti.

Ricordi cosa è successo alle mucche che hanno mangiato per anni farine di carne al posto degli alimenti che Madre Natura aveva scelto per loro?

Mi riferisco all’epidemia di BSE, l’encefalopatia spongiforme… insomma, il Morbo della Mucca Pazza.

Certo che te lo ricordi, per mesi abbiamo avuto paura di mangiare qualsiasi cosa avesse a che fare con vitelli, manzi e simili. Come puoi essertelo dimenticato ?

In quel caso il processo era opposto, davano da mangiare carne e ossa sotto forma di farine ad animali erbivori, ma credi sia molto diverso il risultato che abbiamo dando verdura e cereali ad animali carnivori ? Io temo di no.

Amici vegani, per favore non saltatemi addosso, il distinguo l’ho già scritto sopra; sarete d’accordo almeno sul fatto che una alimentazione di tipo prevalentemente vegetale, somministrata in modo inconsapevole e senza le opportune precauzioni e contromisure, a degli animali carnivori, sia assolutamente deprecabile e dannosa, o no ?

Potrei fermarmi qui, ma non mi fermo manco per niente. Andiamo oltre.

Come è possibile “aggirare” le normative sul cibo per cani e gatti e farla franca !

So già cosa vuoi chiedermi, mi hanno fatto la stessa domanda decine di volte :

Ma… se per Legge, gli ingredienti del Cibo per Cani e Gatti, devono essere indicati in etichetta in ordine di quantità decrescente, per primo quello con maggiore quantità e via via gli altri,… e se la quantità di carne o pesce deve essere almeno il 4 %,… come fanno i produttori a metterci il 96% di ingredienti diversi dalla carne o dal pesce e mettere la carne come prima in etichetta ?

Purtroppo è Semplice.

Basta spezzettare gli ingredienti, ti faccio un esempio così ci capiamo prima.

Prendiamo un macinato di pollo, una scatoletta potrebbe contenere :

  • Pollo 10%
  • Granoturco macinato 9,9%
  • Farina di granoturco 9,8 %
  • Riso 9,75 %
  • Farina di Glutine di Granoturco 9,7 %
Nessun ingrediente è maggiore del pollo (10%) ma se fai la somma degli ingredienti a base di granoturco 9,9 + 9,8 + 9,7 arrivi quasi al 30% … facile no ?

E questa è solo la prima fregatura… Andiamo ancora oltre.

Molti credono che sia sufficiente controllare la quantità di proteine, grassi e fibre indicate in etichetta. Ti do una cattiva notizia, non è così.

La tomaia di una scarpa in pelle o una cintura di cuoio, contengono moltissime proteine, ma non sono bio-disponibili, significa che l’organismo che le dovesse mangiare non le può assimilare.

Il Glutine, presente spesso nel Cibo per Cani e Gatti è una proteina vegetale di scarsissimo valore nutrizionale, che però viene sommata in etichetta a tutte le altre Proteine indicate e ne accresce il valore apparente.

Stesso discorso per le Fibre; sono fibre anche i gusci di arachidi o la pula di granturco, sostanze difficilmente digeribili e quindi non assimilabili.

La Cellulosa è una fibra preziosa per la produzione di molte cose, ma non adatta alla composizione del cibo perché non può essere assorbita dall’organismo e che, a termini di legge, per assurdo ma neanche tanto, potrebbe essere semplicemente la segatura imbevuta di sangue con cui si puliscono i pavimenti del macello.

La Polpa di Barbabietola, altra fibra molto diffusa nella classica confezione di Cibo per Cani e Gatti, ha scarsissimo valore nutrizionale e serve prevalentemente ad indurire le feci e a prevenire, o se preferisci a mascherare, la diarrea che quel cibo potrebbe provocare; e la diarrea non è altro che la reazione naturale dell’organismo ai cibi non salutari.

Se quel cibo che ti propongono ogni giorno è così tanto salutare, come affermano i produttori, cosa ce la mettono a fare la Polpa di Barbabietola… che serve a eliminare la diarrea… che serve a eliminare il cibo degradato ?

Se quel cibo fosse davvero sano non ci sarebbe niente da eliminare e la diarrea non gli verrebbe.

Più in generale, facciamo insieme una piccola riflessione che va oltre gli obblighi di legge e i regolamenti sulle etichette nutrizionali; se le materie prime, le proteine, le vitamine e perfino i grassi che sono utilizzati da ogni produttore fossero di origine “sana, sarebbe loro interesse indicarne l’origine in etichetta, perché non lo fa quasi nessuno ?

Ti pare che stia esagerando ?

Il bello deve ancora venire !!! (si fa per dire)

Ne parleremo ancora in un prossimo articolo, oggi mi sono dilungata anche troppo e non voglio abusare del tuo tempo.

Lasciami solo il tempo di dirti che, se il tuo cane o il tuo gatto è abituato a una dieta industriale, fatta di crocchette, bocconcini e snackini di vario tipo, DEVE passare prima possibile a una dieta NATURALE, se non vuoi rischiare di compromettere seriamente la sua salute.

Il passaggio alla dieta naturale non può e non deve essere repentino, non puoi farlo da un giorno all’altro e non puoi farlo da solo, deve essere seguito da un bravo nutrizionista/veterinario.

Cosa puoi fare subito, se il tuo amico peloso ha fatto un uso prolungato di cibo industriale per cani e gatti

Intanto che ti organizzi per cambiargli dieta, puoi dargli qualche rimedio naturale per aiutarlo a eliminare tutte le tossine nocive che probabilmente ha accumulato in anni di dieta sbagliata.

Ci sono piante ed erbe che possono favorire la disintossicazione dei nostri amici a 4 zampe, come ad esempio :

Il Tarassaco (Taraxacum officinalis): la sua radice possiede proprietà depurative e stimola la funzionalità biliare, epatica e renale.

Attiva gli organi emuntori (fegato, reni e pelle) adibiti alla trasformazione delle tossine, nella forma più adatta alla loro eliminazione (feci e urina).

Il suo fitocomplesso è composto da tarasserolo, steroli, vitamine (A,B,C,D), inulina, principi amari (tarassacina), sali minerali che danno alla pianta proprietà amaro-toniche e digestive.

Queste sostanze hanno anche proprietà purificanti, antinfiammatorie e disintossicanti nei confronti del fegato; favoriscono l’eliminazione delle scorie (zuccheri, trigliceridi, colesterolo e acidi urici) rendendo il tarassaco una pianta epatoprotettiva, indicata in caso di insufficienza epatica, ittero epatico e calcoli biliari.

E ovviamente il nostro amato Estratto di Foglie di Ulivo che non mi stancherò mai di consigliare per le sue proprietà terapeutiche davvero eccezionali.

A differenza di altri rimedi naturali l’Infuso di Foglie di Ulivo NON HA controindicazioni accertate e lo puoi trovare già pronto all’uso, in forma liquida per una facile somministrazione.

Puoi integrare la dieta del tuo 4 Zampe con un buon Estratto di Foglie di Ulivo, è un ottimo antiossidante e svolge un’importante azione disintossicante dell’intero organismo, riducendo l’eccesso di acidi urici, grassi e zuccheri nel sangue.

L’Infuso di Foglie di Ulivo è composto da molti Polifenoli in grado di contrastare in modo efficace l’insorgere del Diabete, del Colesterolo, delle malattie del sistema Circolatorio, di quelle dell’apparato Gastrointestinale e di molte altre patologie che spesso si manifestano in conseguenza di una cattiva alimentazione.

Se sei pronto per passare all’azione e iniziare SUBITO a disintossicare e proteggere l’organismo del tuo 4 Zampe senza usare medicinali, clicca sul pulsante qui sotto

Acquista ora Verdepuro Vita

L’INFUSO DI FOGLIE DI ULIVO PRONTO ALL’USO

APPROFITTA SUBITO della GARANZIA PRIMO ACQUISTO
offerta in esclusiva da Sir Oliver Pet

Se invece hai ancora dei dubbi e vuoi approfondire la tua conoscenza su questo straordinario prodotto della natura, clicca QUI e scarica subito il Report in PDF che ti spiega tutte le sue proprietà terapeutiche.

Scarica Ora il Report Gratuito


“Tutti i Segreti della Ulivoterapia per Cani e Gatti”

Lo riceverai direttamente al tuo indirizzo Mail in formato PDF

L’articolo che hai appena letto è il secondo capitolo di quella che ho chiamato la “Saga del Cibo per Cani e Gatti“, se vuoi approfondire l’argomento puoi trovare gli altri “capitoli” a questi Link :

1)  Il Pet Food industriale è pericoloso, perché continui a sceglierlo

3)  Mangimi per cani e gatti, cosa contengono davvero crocchette e bocconcini 

4)  Alimentazione per cani e gatti, cosa rende appetitosi croccantini e bocconcini

Ciao, grazie e arrivederci al prossimo capitolo.

P.S. Seguimi anche nella Pagina Facebook

P.P.S. I contenuti di questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e non vogliono sostituire in alcun modo i pareri e le terapie prescritte dai Veterinari.

P.P.P.S. Facciamo il possibile per utilizzare nel Blog e sui Social, solo Foto e Immagini nel rispetto dei Diritti di Autore, ma non è sempre facile individuare chi detiene tali Diritti o se sono libere da licenza. Nel caso che qualcuno abbia motivo di ritenere che sono stati lesi i Diritti di Pubblicazione è pregato di comunicarcelo, le immagini irregolari saranno immediatamente rimosse. Grazie.

Artrosi nel cane, 4 modi per prevenirla in modo efficace

Artrosi nel cane, 4 modi per prevenirla in modo efficace

L’artrosi nel cane è una delle patologie più frequenti contro cui i veterinari si trovano a dover combattere.

L’artrosi nel cane, al contrario di quanto si possa pensare, non è una malattia che colpisce solo l’animale anziano, ma anzi: il 22% dei soggetti ha un’età inferiore ad un anno, il 50% ha un’età tra gli 8 e i 13 anni.

Sono per lo più cani di razza grande, e di questi quasi la metà sono di taglia gigante; il 28% di taglia media e solo il 27% è di taglia piccola. (Fonte Nutrizione e artrosi nel cane Pascal Pibot, Vincent Biourge, Denise Elliott).

L’artrosi nel cane (o osteoartrosi): cos’è?

L’artrosi nel cane (o osteoartrosi più precisamente chiamata) è uno stato flogistico (infiammatorio) che si instaura a livello dell’articolazione, provocando dolore, a volte tanto invalidante da non consentire all’animale di muoversi.

Questo è stato il motivo per cui, fino a circa 15 anni fa, le terapie erano rivolte esclusivamente ad eliminare il solo sintomo dolore, non essendo in grado di affrontare invece la vera causa del problema.

Studi recenti [1,2,3] hanno però evidenziato che, al contrario di quanto si pensasse, l’artrosi nel cane non è soltanto una questione di usura meccanica e/o di invecchiamento dell’articolazione che quindi degenera e si consuma, ma al contrario è la risultante di una serie di fenomeni meccanici, biochimici e molecolari, che coinvolgono tutta l’articolazione nel suo complesso.

Magari questo discorso ti sembrerà inutile, ma non lo è per nulla!

Capire il motivo, la causa (l’eziopatogenesi, per dirla in medichese) per cui una malattia si instaura è di fondamentale importanza per potersi approcciare nel giusto modo nella terapia ed ancora di più nel tentativo di prevenirne l’insorgenza.


Osteoartrosi nel cane: fattori predisponenti.

Quando si parla di artrite, osteoartrosi o artrosi nel cane, si parla della stessa patologia, sono tutti sinonimi; a differenza della medicina umana che li distingue.

Mentre prima si pensava che fosse dovuta soprattutto a cause primarie, come la senescenza (il processo di invecchiamento dell’organismo), e secondarie, quali traumi, patologie pregresse (quindi precedenti ed instauranti l’artrosi) o addirittura a forme idiopatiche (cioè a causa ignota), oggi si sa per certo che esistono diversi fattori che ne provocano l’insorgenza e che vengono distinti in:

  • fattori predisponenti: genetici e di razza;
  • fattori scatenanti: patologie pre-esistenti, come la displasia dell’anca o del gomito, o traumi;
  • fattori perpetuanti ed aggravanti: obesità, invecchiamento e stress fisico.

E’ stata questa nuova valutazione delle cause che ha fatto capire come l’artrite non sia appannaggio esclusivo del cane anziano, ma che colpisca purtroppo anche giovani e giovanissimi (anche 1 o 2 anni di età soprattutto in cani di grossa taglia o gigante).

La vera rivoluzione però si è avviata quando si è capito esattamente cosa succedesse all’interno dell’articolazione colpita da artrite.

Artrite nel cane: è tutta l’articolazione ad essere coinvolta.

Le ossa, hanno una costituzione particolare per cui, alle loro estremità, terminano con un tessuto più morbido ed elastico: la cartilagine.

Questa viene mantenuta idratata ed elastica dal liquido sinoviale, quel fluido contenuto all’interno della guaina che protegge le giunture.

Praticamente una articolazione è un sacchetto a strati multipli che ricoprono le parti terminali delle ossa.

Al suo interno c’è il liquido sinoviale, che permette ai tendini di scorrere al suo interno senza traumi.

Questo liquido viene continuamente nutrito dal circolo sanguigno e linfatico.

Deve rimanere della stessa densità (nè troppo vischiosa nè troppo liquida) e nella stessa quantità.

Se il liquido sinoviale si modifica, si instaura una alterazione dell’articolazione che alla lunga da origine a una forma di artrosi più o meno grave.

A prescindere dalla causa, che sia traumatica o meno, se a livello sinoviale si instaura uno stato infiammatorio, questo provocherà modifiche di qualità e quantità del liquido.

Le reazioni a catena che ne scaturiscono provocano dei fenomeni di usura della cartilagine, che stimola le sue cellule a produrre dei mediatori chimici, molecole che peggiorano la situazione, avendo loro stessi una funzione condrodegenerativa (cioè di distruzione della cartilagine stessa).

Queste molecole a loro volta si riversano nel distretto sinoviale, aggravando lo stato infiammatorio e creando una specie di strato attorno alla cartilagine che ne provoca ulteriore degenerazione.[3]In tutte queste fasi il dolore si manifesta in modo eclatante e persistente.


Stress ossidativo ed artrosi nel cane: i radicali liberi.

Assodato quindi che ci si trova di fronte ad una “congiura di molti”, come la chiama il Prof. Mortellaro (Istituto di Clinica Chirurgica e Radiologia Veterinaria – Università degli Studi di Milano), è fondamentale capire che i principali componenti che provocano questa catena di reazioni sono i radicali liberi, protagonisti del così detto stress ossidativo: uno dei fenomeni più pericolosi e frequenti che si instaura nei tessuti dell’ organismo.

I radicali liberi sono sostanze che vengono prodotte, durante il processo artritico, in grande quantità a livello sinoviale.

Sono in grado di essere prodotti in modo esagerato in caso di:

  • danni traumatici, come conseguenza diretta di rotture di strutture articolari,
  • stato infiammatorio del liquido sinoviale che in questa situazione aumenta la sua pressione intrarticolare,
  • microemorragie, che sono frequenti durante i processi infiammatori e che liberano emoglobina, un forte fattore scatenante sia di radicali liberi che di ulteriore infiammazione.
La tossicità dei radicali liberi è dovuta alla loro conformazione chimica che è caratterizzata da:
  • elevata instabilità;
  • emivita brevissima (tempo necessario per il loro dimezzamento);
  • diffusione a breve distanza nell’ambiente circostante.
Normalmente, riescono a venire contrastati da fattori endogeni (prodotti dall’organismo stesso), non solo a livello articolare ma in ogni distretto del corpo, che creano una bilancia ossidativa: un fenomeno che consente al corpo di avere un equilibrio biologico tra produzione di radicali liberi da una parte e difese antiossidanti dall’altra.

Questo equilibrio può venire interrotto da fattori patogeni o fisici (raggi uv, inquinamento, sostanze tossiche), tali per cui i radicali liberi non riescono più ad essere contrastati dalle difese antiossidanti.

E’ in questa situazione che si crea lo stress ossidativo.

I radicali liberi diventano tossine endogene, riuscendo così ad alterare la componente cellulare dei tessuti, fino a provocarne la morte.

In particolare nell’artrosi, e quindi a livello articolare, i radicali liberi provocano danni alla parte cellulare della cartilagine (matrice) disgregando di fatto la sua struttura, oltre a creare alterazioni anche a livello del liquido sinoviale.

Tutto questo concatenarsi di fattori, influenza in modo molto significativo la presenza di dolore articolare e ne è la prima causa.

Da queste considerazioni si può ben capire che le cause di artrosi nel cane possono essere ricercate in moltissimi fattori:

  • alimentazione troppo ricca di scorie (che aumentano notevolmente i radicali liberi), come avviene spesso nella nutrizione industriale dei nostri pet;
  • malattie congenite quali displasie e/o malformazioni ossee che provocano un non adeguato allineamento delle articolazioni. Queste quindi lavorano in modo non regolare, e subiscono una usura precoce;
  • obesità che provoca un maggiore ed eccessivo carico articolare;
  • carico di allenamento troppo pesante rispetto al periodo di accrescimento;
  • traumi sia articolari che ossei e/o tendinei.


Sintomi di artrosi nel cane

L’artrite nel cane si manifesta primariamente con dolore nell’articolazione colpita.

Se dovuta a traumi o patologie pregresse potrà essere monolaterale, mentre se si instaura a causa di obesità, ed usura articolare, potrà essere evidente su una o più articolazioni.

Il dolore potrà essere più o meno intenso a seconda dello stadio in cui si trova la malattia ed essere più o meno resistente alle terapie.

Non è raro purtroppo dover ricorrere all’eutanasia in casi particolarmente gravi, dove il cane non riesce più nemmeno ad alzarsi.


Diagnosi di artrosi nel cane: non tutte le zoppie sono osteoartrosi!

La diagnosi di artrosi nel cane necessita di una visita di un veterinario ortopedico che sappia valutare non soltanto lo stato algico (il dolore) dell’animale, a volte non manifesto in sede di visita.

I cani, soprattutto quelli di taglia grande, spesso sono o intimiditi dalla situazione, oppure per non mostrare la loro vulnerabilità si mostrano stoici, non evidenziando quindi alcun sintomo neanche alla palpazione.

Sarà la storia del paziente (l’anamnesi) che dovrà indirizzare il medico, oltre che ad una attenta osservazione del tono muscolare, anche ad una valutazione neurologica per escludere eventuali altre patologie.

Fondamentali risulteranno anche le indagini fatte attraverso la diagnostica per immagini (radiografie, TAC, risonanze ecc…).


Artrosi nel cane: la terapia

L’approccio terapeutico alla risoluzione dell’artrosi prevede sia la somministrazione di farmaci (antinfiammatori) volti alla riduzione del dolore, che l’introduzione di misure volte ad agevolare il recupero e/o il mantenimento della funzionalità delle articolazioni già affette dai processi degenerativi.

I trattamenti non farmacologici dovranno mirare a modificare e/o a tenere sotto controllo il peso dell’animale, che dovrà scendere drasticamente in caso sia troppo elevato.

Questo di per se è già un enorme aiuto nella riduzione del dolore al soggetto.

Inoltre si dovrà effettuare un piano fisioterapico con sedute di esercizio sia passivo (attraverso massaggi) che attivo, dapprima leggero, nell’acqua, poi aumentando il carico, man mano che la situazione migliora.

E’ vero infatti che il dolore provoca una diminuzione della mobilità, che tende ad aggravare ancor di più la situazione.


I famosi condroprotettori, funzionano davvero?

Come abbiamo visto precedentemente però, nell’Osteoartrosi non sono presenti solo dolore ed infiammazione, ma anche quel circolo vizioso di produzione di sostanze degenerative del tessuto cartilagineo, che tanto influiscono sul dolore e sull’infiammazione.

Spesso si sente parlare di condroprotettori come integratori che, miracolosamente dovrebbero proteggere le cartilagini (Condro, indica appunto cartilagine).

In realtà queste sostanze, meglio definite come nutraceutici, come sono ad esempio i GAG (GlicosAminoGlicani), se associate alle altre misure precedentemente descritte e somministrate il più precocemente possibile, sembra che possano determinare in tempi più o meno lunghi, una significativa modificazione dell’evoluzione clinica della malattia.

La loro azione potrebbe essere di riequilibrio metabolico della cartilagine con azione condroportettiva ma anche anti-infiammatoria ed antiossidante.

Perché sottolineo sembra? Perché in effetti, la reale efficacia di tali sostanze non è stata da tutti riconosciuta se non in vitro e su pochi studi sperimentali, dove in particolari condizioni ha effettivamente dato risultati. (Fonte)

Molti concordano però sul fatto che possano avere reale efficacia solo ed esclusivamente se associati ad altri mix di farmaci ed in condizioni di utilizzo molto precoce, nonché di una reale valutazione ortopedica fatta in modo preventivo.[4]

Quali terapie alternative nell’osteoartrosi del cane?

Oltre a farmaci antinfiammatori, fisioterapia e nutraceutici, esistono altre possibilità, se si prende in considerazione la medicina alternativa.

Vediamone alcune:

  • Agopuntura: dalla medicina tradizionale cinese, se applicata da medici esperti e di comprovata esperienza e titolo, si possono avere grandi risultati.
  • Impianto di grani d’oro: una branca dell’agopuntura che sfrutta le proprietà dell’oro, impiantato in modo permanente all’interno dell’articolazione. Ottimi risultati si sono ottenuti con questa tecnica, che rende permanenti gli effetti benefici dell’agopuntura.
  • PRP: l’impianto di gel piastrinici, è una tecnica applicata da pochi medici in veterinaria dei piccoli animali. Ottimi i risultati soprattutto in medicina equina, sfrutta la capacità rigenerativa dell’organismo attraverso cellule precursori del tessuto.
  • Ozonoterapia: da sola o in associazione con i grani e/o l’agopuntura, l’ozonoterapia sfrutta il potere fortemente antiossidante dell’ozono (legato a liquidi come il sangue). E’ una terapia che prevede applicazioni locali di una soluzione particolare di ozono e sangue del soggetto da trattare, oppure la somministrazione attraverso infusione (fleboclisi) da somministrare in più sedute, soprattutto se sono molte le articolazioni colpite.

(Per approfondimenti, questo articolo ne parla in modo dettagliato).

Tutte queste terapie, possono essere affrontate se si trova il professionista giusto, che sia in grado di applicarle in modo adeguato ed hanno ottimi risultati.

Artrosi nel cane: la prevenzione prima di tutto

E veniamo alla parte più importante: la prevenzione.

Considerando che in fin dei conti, i soggetti colpiti possono essere giovani o vecchi, grandi e piccoli, ciò che sembra essere fondamentale è prevenire la sua insorgenza.

Vediamo come fare in 4 punti fondamentali.

1) Prevenire l’artrite nel cane con una alimentazione corretta

Spesso, troppo spesso direi, ci si affida ad alimentazione industriale, soprattutto a base di crocchette estruse.

Questa dieta, apparentemente equilibrata è però purtroppo ricca di sostanze che non riescono ad essere assimilate completamente dall’organismo e che vi rimangono come scorie.

I processi di lavorazione delle materie prime provocano dei mutamenti negli ingredienti delle crocche, che non consentono di essere assimilate come le sostanze fresche e/o cotte in modo casalingo.

Le scorie si accumulano a livello di diversi organi (fegato e reni principalmente), creando una notevole quantità di radicali liberi (quelle sostanze che sono le principali cause dell’artrosi).

Se questo avviene fin dai primi mesi di vita del cucciolo è possibile che si possa instaurare una certa predisposizione all’artrosi, proprio grazie a sostanze nocive che si accumulano a livello articolare.

Il primo consiglio è quindi quello di scegliere una alimentazione il più possibile naturale.

2) Evitare carenze, ma anche eccessi, fin da quando il tuo cane è cucciolo.

E’ fin dall’inizio della vita del cane che si può fare prevenzione, soprattutto per una buona gestione del suo apparato scheletrico.

In questa fase è fondamentale il giusto equilibrio tra tutti i microelementi e macronutrienti.

Non solo carenze ma soprattutto eccessi, possono provocare patologie anche gravi.

Artrosi nel cane 3

Inoltre è in questa fase che si predispone una giusta quantità di grasso nel cane.

E’ noto infatti che le cellule adipose non crescono più in quantità dopo i 6 mesi di età del cucciolo, ma solo in dimensione.

Se quindi si iperalimenta un giovane soggetto si consente ad un numero maggiore di adipociti (cellule adipose) di essere presenti (per sempre) nell’organismo del soggetto che quindi avrà una maggior predisposizione ad essere un cane obeso.

E’ vero però, che l’eccessiva assunzione di energia non provoca un sostanziale incremento della deposizione di grasso, ma piuttosto un’accelerazione della crescita.

Con l’ipernutrizione si ha una crescita più rapida della lunghezza dell’osso ed un’accelerazione dell’aumento del peso corporeo, che però tende a sovraccaricare lo scheletro giovanile e il suo sistema di supporto.

Quindi è l’equilibrio che deve dominare l’alimentazione del cucciolo. Ci devono essere tutti i nutrienti, possibilmente di alta qualità e con il minimo quantitativo di scorie possibili.

3) Somministrare nutraceutici in soggetti predisposti

La somministrazione di “condroprotettori” in giovane età del cucciolo, può migliorare il processo nutrizionale delle cartilagini (trofismo), e predisporre una miglior crescita delle cartilagini articolari.

Queste indicazioni sono consigliate soprattutto in cani di grande o grandissima taglia, oppure in cani i cui genitori sono portatori di patologie articolari.

4) Somministrare sostanze antiossidanti

Se è vero che è lo stress ossidativo a causare infiammazioni, è anche vero che la somministrazione di sostanze antiossidanti può essere un valido aiuto nella prevenzione.

Molte sono le sostanze ed i principi nutritivi che possono avere questa azione, ma solo pochi hanno efficacia reale per il grande potere antiossidante, antinfiammatorio.

Vediamone due:

Ozono in colluttorio: è una soluzione di ozono in olio di semi.

Come abbiamo già detto l’ozono in soluzione ha un fortissimo potere antiossidante.

La conseguenza è quella di avere anche un ottimo potere antinfiammatorio, ma ha un grave difetto, ha un sapore tanto sgradevole da non essere ben tollerato dai cani e soprattutto dai gatti.

Questi ultimi a volte possono avere delle reazioni avverse che si mostrano con abbondante scialorrea (salivazione).

Quando succede, c’è la necessità di diminuire le dosi tanto da non essere più efficace, almeno per patologie articolari. Anche molti cani lo tollerano male, tanto da rifiutare l’assunzione dopo averla provata la prima volta.

Estratto di foglie di Ulivo: un fitocomplesso dalle fortissime proprietà antiossidanti che contiene idrossitirosolo, una molecola presente anche nell’olio di oliva, ma in concentrazioni molto inferiori.

E’ un polifenolo, le cui dimensioni molto ridotte, consentono di penetrare rapidamente nei tessuti.

Il suo effetto antiossidante è stato dimostrato essere associato anche a quello antinfiammatorio.

La sua azione è rapida, grazie ad un veloce assorbimento, anche se somministrato per via orale.

Inoltre il sapore gradevole per cani e gatti, non ne pregiudica l’assunzione.

La somministrazione preventiva di questo estratto, dato come integratore durante la crescita o nella fase acuta della malattia, ha svariati benefici.

Aiutando a disintossicare l’organismo, grazie alla dissoluzione dei radicali liberi, previene lo stato infiammatorio.

Inoltre, se la malattia è già conclamata, la sua azione antiossidante, riesce a bloccare il circolo vizioso che avviene a livello dell’articolazione, eliminando i radicali liberi e riducendo il dolore.

Controindicazioni ed effetti collaterali: 

  • il prodotto non va somministrato se l’animale soffre di gastrite in quanto le sostanze amare dell’infuso, possono essere leggermente irritanti.
  • la somministrazione è inoltre sconsigliata durante trattamento con anticoagulanti ed in gravidanza.
Questi sono gli effetti che hanno tutte le sostanze attive, quelle cioè che hanno un effetto sull’organismo e che, come tali, in alcune situazioni particolari, come durante la gestazione o in presenza di patologie che necessitano di assunzione di farmaci salvavita, come gli anticoagulanti, devono essere somministrate sotto stretto controllo medico.

Bene, per oggi abbiamo terminato. Non ti resta che acquistare l’Estratto di foglie di Ulivo per il tuo pet, cliccando sul pulsante qui sotto 

Acquista ora Verdepuro Vita

L’INFUSO DI FOGLIE DI ULIVO PRONTO ALL’USO

APPROFITTA SUBITO della GARANZIA PRIMO ACQUISTO
offerta in esclusiva da Sir Oliver Pet

oppure, se vuoi conoscere nel dettaglio tutte le proprietà e i benefici che il tuo cane potrebbe avere assumendo l’Estratto di foglie di Ulivo, scarica il report gratuito “Tutti i Segreti della Ulivoterapia” cliccando qui sotto.

Scarica Ora il Report Gratuito

“Tutti i Segreti della Ulivoterapia per Cani e Gatti”

Lo riceverai direttamente al tuo indirizzo Mail in formato PDF

Ciao, grazie di avermi letto e a presto !!!
Bibliografia:

1)Vaughan-Scott T, Taylor JH: The pathophysiology and medical management of canine osteoarthritis. J South Africa Vet Assoc 68(1): 21-25, 1997.

2) Attur MG, Dave M, Akamatsu M, Katoh M, Amin AR: Osteoarthritis or osteoarthrosis: the definition of inflammation becomes a semantic issue in the genomic era of molecular medicine. Osteoarthritis and Cartilage 10: 1-4, 2002.

3) Miolo A, Mortellaro CM: Artrosi del cane e stress ossidativo-infiammatorio: dalla clinica al meccanismo. Veterinaria 17(1): 17-33, 2003.

4) Approccio Medico Combinato nell’artrosi del cane (Carlo Maria Mortellaro articolo pubblicato su Veterinaria Agosto 2004)

P.S. Seguici anche nella Pagina Facebook

P.P.S. I contenuti di questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo; notizie e consigli in esso contenuti non vogliono sostituire in alcun modo il parere del tuo Veterinario ne le terapie da lui prescritte.

P.P.P.S. L’ Infuso di Foglie di Ulivo non è un medicinale, deve essere considerato un integratore alimentare e come tale può essere utilizzato a sostegno di terapie già in atto.

P.P.P.P.S. Facciamo il possibile per utilizzare nel Blog e sui Social, solo Foto e Immagini nel rispetto dei Diritto di Autore, ma non è sempre facile individuare chi detiene tali Diritti o se sono libere da licenza. Nel caso che qualcuno abbia motivo di ritenere che sono stati lesi i Diritti di Pubblicazione è pregato di comunicarcelo, le immagini irregolari saranno immediatamente rimosse. Grazie.

Vacanze con Cane e Gatto, vuoi conoscere tutte le regole e avere consigli utili ?

Vacanze con Cane e Gatto, vuoi conoscere tutte le regole e avere consigli utili ?

PRONTI… VIA !!! partire per le vacanze con cane e gatto non è poi così complicato.

Fare le vacanze con cane e gatto oppure no ? Potresti avere la tentazione di partire lasciando il tuo 4 zampe con i nonni, o peggio ancora in qualche pensione vicino casa, sarebbe forse utile per riposarti davvero, ma al posto tuo non lo farei.

E’ vero, quello che per te è un meritato periodo di riposo e relax potrebbe essere “condizionato” dalle necessità ed esigenze del tuo compagno di vita con la coda, che se non fossero ben gestite potrebbero essere fonte di forte stress per te e per lui, trasformando la vacanza in un incubo.

Niente paura, basterà sapersi organizzare bene, con attenzione e scrupolo, vedrai che sarà un’esperienza bellissima e divertente …e qui troverai alcune dritte che te le renderanno anche più semplici, credimi !!!

In fondo, se ci pensi un attimo le tue vacanze sono SEMPRE state condizionate dalle esigenze di chi è venuto con te, figli grandi o piccoli, amici o parenti di diverso grado, che non sempre sono stati “gradevoli compagnie”; non c’è niente di male se a “condizionarle” stavolta sarà il tuo cane o il tuo gatto,è uno di famiglia anche lui. O no?

Che tu abbia deciso di andare al mare o in montagna, all’estero o in Italia, sarà importante organizzare tutto nei minimi dettagli per rendere le tue vacanze con cane e gatto al seguito… a misura di “viaggiatore con la coda”.

Purtroppo, quando inizi a programmarle non puoi certo farti aiutare da lui; tocca a te decidere, tenendo ben presente le sue esigenze e necessità, ed io con questo articolo intendo aiutarti nel miglior modo possibile. Leggimi fino in fondo…

Hai prenotato l’albergo, hai preparato le valige, hai fatto il pieno all’auto: ecco finalmente le tanto attese vacanze ! Ma sei sicuro di aver pensato proprio a tutto? … e con Fido e Micio come la mettiamo ?

Immagino che tu non abbia intenzione di passare le vacanze visitando città d’arte e musei, perché in questo caso portarsi al seguito cane o gatto diventerebbe particolarmente complicato e stressante, e non solo per lui.

Purtroppo, almeno in Italia, i luoghi di “cultura” non sono esattamente organizzati e adatti per accogliere turisti con la coda !!!

Se invece, come spero, le tue vacanze con cane e gatto hanno come mèta il mare o la montagna, vedrai che saranno proprio loro a stimolare ritmi più rilassati che ti faranno gustare meglio i bellissimi paesaggi e ambienti naturali in cui vorrai immergerti.

La prima regola da tenere a mente, fin dal momento in cui inizierai a programmare le vacanze con cane o gatto, è che Fido e Micio non sanno di andare in vacanza, anzi forse gli interessa anche il giusto, e dobbiamo fare in modo diventi un’esperienza serena e rilassante anche per loro, non un momento di ansia e difficoltà.

Tranquillo, basteranno poche e semplici regole, dettate dal buon senso e dall’esperienza; basterà pianificare qualche dettaglio in più e capire di cosa hanno bisogno prima, durante e dopo il viaggio; a partire da quale mezzo di trasporto sarà più idoneo, dove andare, cosa fare.

Allora, sei pronto a partire per le vacanze con cane o gatto al seguito?

dopo aver letto questo articolo sicuramente si!

In vacanza, ma senza stravolgere le sue abitudini

PRIMA DI PARTIRE per le vacanze con cane e gatto:

Ricordati soprattutto che cani e gatti sono animali abitudinari, nuovi luoghi e nuovi ambienti non sono sempre graditi.

Sarà importante mantenere il più possibile invariati gli orari dei pasti e delle sue passeggiate, in modo da non sconvolgere la sua routine.

Per fargli “digerire” meglio le novità e i cambiamenti che saranno necessari, sarà bene associarli a cose per lui piacevoli; gioca con lui più a lungo del solito e raddoppia la sua dose di coccole giornaliera, vedrai che anche lui sarà felice di essere in vacanza.

Se vai in luoghi caldi fai attenzione alle lunghe esposizioni al sole, tieni sempre con te acqua per farlo bere e rinfrescarlo.

PRIMA DI PORTARLO IN VACANZA, UNA VISITA DAL VETERINARIO…

…è’ importante partire sapendo con certezza che il peloso sta bene.

Chiedi al veterinario un check–up generale del tuo compagno di avventura almeno due settimane prima della partenza;

🐾 per essere sicuro che non ci siano patologie in corso

🐾 per verificare che sia nelle condizioni di salute adatte per affrontare il viaggio, specie se sarà lungo;

🐾 per informarti sulle normative sanitarie del luogo che hai scelto (anche se resti in Italia);

🐾 per organizzare un piccolo kit di primo soccorso da portare con te e tenere sempre a portata di mano;

se il tuo amico peloso è caratterialmente ansioso o tende a stressarsi è meglio decidere prima, insieme al tuo veterinario, la terapia migliore per attenuare i sintomi di un possibile malessere; Mal d’Auto o Mal di Mare possono essere in agguato, e lui potrà consigliarti sui rimedi, anche naturali, da usare per prevenirli (… ma di questo ne parleremo più avanti).

COSA METTERE NELLA SUA VALIGIA ?

Oltre alle tue valige devi preparare anche la sua e per non dimenticare niente è meglio preparare una bella lista delle cose per lui indispensabili:
Libretto sanitario correttamente compilato e aggiornato dal veterinario.

Passaporto (se la meta di arrivo è al di fuori del territorio italiano).

Documenti e certificati sanitari richiesti dal paese che visiterai.

Le sue ciotole per acqua e cibo.

Farmaci abituali (se necessari) e un kit di pronto soccorso.

I suoi giochi preferiti.

La sua copertina e i suoi cuscini.

Le sue spazzole.

La sua lettiera, se hai un gatto.

Guinzaglio e museruola, se hai un cane.

Sacchetti igienici e la paletta.

Se lo alimenti con cibo industriale (spero di no !!!!) portane una scorta consistente; nel luogo di destinazione potresti non trovare la marca o qualità alla quale è abituato, …e questo non è il momento migliore per cambiare alimentazione

Questo è più o meno tutto quello che devi ricordare di mettere in valigia, ma se la valigia è del gatto, prima di chiuderla, controlla che non ci sia dentro anche lui, è giusto il posto in cui andrà a pisolare!

Questo elenco è il bagaglio BASE, poi è ovvio che dovrai aggiungere tutto quello che potrà servirti in base alle sue specifiche abitudini e necessità e in base alle condizioni ambientali del luogo in cui lo porterai, anche di questo parlane con il tuo veterinario.

Quale mezzo di trasporto hai scelto per trascorrere le vacanze con cane e gatto?

Le possibilità e le opzioni per viaggiare con cane e gatto al seguito sono tante e molte diverse fra loro.

In genere si sceglie di partire in macchina, che permette di mantenere un clima più familiare per il tuo 4 zampe, ma non sono da escludere altri mezzi di trasporto come aerei, navi o traghetti o il più “romantico” treno.

In generale, se decidi di usare uno di questi mezzi, diciamo alternativi, devi sapere che ci sono regole precise da rispettare e che non sono standard.

Le regole di viaggio cambiano di Paese in Paese e, all’interno di ogni singolo Paese, possono essere dettate dalle singole Compagnie aeree, navali o ferroviarie.

Ci sono siti internet specializzati in “viaggi con cani e gatti” sui quali potrai trovare notizie importanti e regole da seguire, continua a leggermi e più avanti ne troverai un breve elenco…

La mia esperienza però mi insegna che i siti internet potrebbero non essere aggiornatissimi e che le regole, almeno in parte, possono cambiare;

ti consiglio di verificare sempre le notizie sui siti istituzionali, delle Regioni o del Ministero della Salute, italiano se resti in Italia, o del Paese in cui desideri andare, se invece la tua méta è all’estero.

Partiamo per le vacanze con cane e gatto e… 

SALIAMO TUTTI IN MACCHINA

L’auto è un’ottima soluzione per andare in vacanza con cane o gatto, è comoda per loro e offre a noi la possibilità di gestire il viaggio, le soste, i bisogni con l’attenzione necessaria.

Prima di affrontare un lungo viaggio in auto abitua il tuo cane o il tuo gatto a percorrere brevi tratti per poi aumentare progressivamente tempi e durata del tragitto, soprattutto se per lui è il suo primo viaggio.

Viaggiare in macchina non è sempre facile, dal momento che un cane su sei soffre di cinetosi (e i gatti anche di più), il cosiddetto “mal d’auto” che si manifesta con nausea, salivazione abbondante e possibile vomito; fallo mangiare almeno 6 ore prima della partenza e soprattutto non dargli nessun cibo solido durante il viaggio.

Guida con prudenza ed evita accelerazioni e frenate, anche questo attenua il rischio del mal d’auto.

Se il problema persiste prova ad usare qualche rimedio naturale per eliminare la cinetosi o almeno attenuarla, e se non dovesse essere sufficiente, parlane col veterinario, che ti saprà indicare qualche farmaco, ma di questo ne parleremo più avanti.

Se viaggiamo in macchina evitiamo di far soffrire stress e ansia al nostro peloso lasciandogli il giusto spazio; lascialo sdraiare sulla sua copertina abituale e mettigli qualche giocattolo a disposizione, come si fa per i bambini.

Se il viaggio è molto lungo programma delle frequenti soste per farlo bere, fargli fare i suoi bisogni e per fargli sgranchire le zampe; ogni 2 ore dovrebbe essere sufficiente, ma se vedi che diventa sofferente e si muove molto, fermati più spesso. Ciotola, acqua e salviette inumidite e rinfrescanti non devono mai mancare.

I bruschi sbalzi termici sono pericolosi per i nostri animali, evita di partire nelle ore più assolate della giornata, anche per scongiurare il pericolo di un colpo di calore e preferisci un finestrino parzialmente aperto all’aria condizionata, può bastare per favorire il ricambio d’aria e la ventilazione all’interno della vettura.

A proposito di Colpo di Calore hai già letto il mio articolo su come combattere il caldo eccessivo ? Vale anche quando sei in vacanza con cane e gatto e lo trovi qua.

E non fa mai male ricordare che il trasporto di animali sui veicoli a motore è regolamentato dall’Art. 169 comma 6 del nuovo Codice della Strada:

“…È consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore, purché custoditi in apposita gabbia o contenitore o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete od altro analogo mezzo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente ufficio provinciale della Direzione generale della M.C.T.C. “.

Partiamo per le vacanze con cane e gatto e…

SI VIAGGIA IN TRENO
Viaggiare in treno per fare le vacanze con cane e gatto è uno delle soluzioni più comode e facili.

In Italia Cani e Gatti possono viaggiare su tutti i treni, ma fai attenzione perché nel caso in cui rechino disturbo ai passeggeri possono essere invitati a scendere insieme al padrone, usalo solo se il tuo compagno con la coda è un tipo tranquillo.

🚂 I cani devono essere muniti di libretto sanitario e del certificato di iscrizione all’anagrafe canina; ai gatti invece, sarà sufficiente il libretto sanitario.

 

🚂 E’ permesso il trasporto di un solo animale per ogni viaggiatore, quindi se vuoi portare in treno 1 cane e 1 gatto… devono essere accompagnati da 2 umani, e lo stesso vale se vuoi far viaggiare 2 cani o 2 gatti.

 

🚂 Se vuoi far salire in treno un animale che pesa meno di 10 Kg deve viaggiare negli appositi trasportini, dai quali non potrà uscire per tutta la durata del viaggio; ma se il trasportino non è più grande di 70 x 50 x 30 cm, almeno non dovrà pagare il biglietto, il suo viaggio sarà gratis.

 

🚂 Fai attenzione agli orari, perché per i viaggi notturni potrebbe essere necessario riservare l’intero scompartimento.

 

🚂 I cani più grandi devono viaggiare con guinzaglio e museruola; non possono entrare nelle carrozze Bar e Ristorante, a meno che non siano cani da accompagnamento per non vedenti che invece hanno libero accesso ovunque.

Questo è quanto stabiliscono i regolamenti di Trenitalia e Italo, almeno nel momento in cui scrivo questo articolo, ma è meglio che tu controlli sui siti ufficiali per evitare cambiamenti di regole e per conoscere disposizioni specifiche che riguardano i treni regionali, ecco i link:

REGOLAMENTO TRENITALIA

REGOLAMENTO ITALO

Se invece hai deciso di viaggiare in Europa, come già ho detto sopra, troverai regole diverse da Paese a Paese, controlla sempre, prima di partire, sui siti delle compagnie ferroviarie con cui intendi viaggiare.

Partiamo per le vacanze con cane e gatto e…

PROVIAMO A VOLARE
Il viaggio in aereo per cani e gatti è una esperienza molto stressante e te la sconsiglio vivamente, da utilizzare solo se è indispensabile e solo dopo avere informato il suo veterinario, che all’occorrenza saprà indicarti tutte le precauzioni necessarie.

Non esiste una regolamentazione unica per tutte le compagnie aeree, ma scordati di poter usare borsette fashion o cestini di vimini…, ogni compagnia ha le proprie regole per stabilire la tipologia del trasportino, il numero di animali accettati in cabina o la possibilità di farli uscire o meno dalla gabbietta.

E non tutte le Compagnie offrono il servizio di trasporto animali, Easy Jet e Ryan Air per esempio non permettono animali a bordo; dovrai informarti, prima di scegliere con chi volare.

GENERALMENTE:

per ogni volo, è ammesso in cabina un certo numero di animali che varia da compagnia a compagnia e dal tipo di aereo utilizzato;

i cani che pesano meno di 10 kg e i gatti, quando sono accettati, devono viaggiare nel trasportino, ma alcune compagnie ne richiedono di particolari; Alitalia e Air One ad esempio consentono trasportini di dimensione ridottissima, 40x20x24 centimetri, sufficiente a malapena per un cucciolo;

gli animali chiusi nel trasportino non devono avere né guinzaglio né museruola, che non possono essere lasciati all’interno;

i cani di media o grossa taglia, invece, viaggiano nella stiva pressurizzata, in apposite gabbie rinforzate, ed è per loro che questo tipo di viaggio diventa particolarmente stressante, si ritrovano da soli in uno spazio piccolissimo e circondati da rumori assordanti, con conseguenze che possono essere anche fatali;

alcune compagnie garantiscono l’assistenza di personale specializzato, centri di assistenza e di ristoro, per gli animali duranti gli scali, ma mai in volo;

il trasporto di cani guida o di assistenza per passeggeri disabili è sempre gratuito e viaggiano in cabina muniti di museruola e guinzaglio, fatto salvo per alcuni aerei che per motivi di spazio ne prevedono la sistemazione in stiva.

Come vedi il viaggio in aereo è tutt’altro che semplice e ad alto rischio di stress per lui e per te, io lo sconsiglio, soprattutto per i cani anziani o con qualche patologia che, per via della loro stazza, dovrebbero viaggiare in stiva.

Comunque, se proprio devi, prima di partire in aereo, consulta il medico veterinario per valutare l’uso di rimedi, possibilmente naturali, che possano in qualche modo alleviare i disagi legati al mal d’aria e allo stress da viaggio.

Partiamo per le vacanze con cane e gatto e…

FACCIAMO UNA TRAVERSATA IN MARE
Se stai pensando a una crociera sarà meglio che tu non ti faccia troppe illusioni, perché è praticamente impossibile (… e sconsigliabile).

Nella maggior parte dei casi gli animali non sono ammessi sulle navi da crociera, e se anche lo fossero ti dovresti preparare a molte restrizioni, senza contare i problemi connessi con il mal di mare.

Ma è possibile che per raggiungere la mèta delle tue vacanze sia necessario usare navi o traghetti, indipendentemente che la destinazione sia la mitica Sicilia, la bellissima Sardegna, qualcuna delle nostre fantastiche isole minori, oppure qualche Paese confinante con i nostri mari.

Di solito, sui traghetti, si può viaggiare con animali di ogni taglia, ma i costi e le regole di trasporto variano molto da Compagnia a Compagnia e anche in questo caso dovrai informarti direttamente presso i loro uffici, o sui loro Siti, soprattutto se la nave/traghetto che vuoi usare appartiene a qualche Compagnia straniera.

In linea GENERALE dovrai avere sempre con te:

🚢 Guinzaglio e museruola per i cani oltre i 10 Kg di peso.

🚢 Trasportino per i gatti e per i cani di piccola taglia

🚢 Paletta e sacchetti igienici per pulire i loro bisogni.

🚢 Libretto Sanitario contenente le vaccinazioni ( …che deve sempre accompagnare l’animale nei suoi spostamenti).

🚢 Passaporto Europeo, sembrerà strano anche a te, ma alcune compagnie come la Grimaldi Lines, lo chiedono anche per gli spostamenti in ambito nazionale.

🚢 Iscrizione all’anagrafe canina, ovviamente solo per i cani.

🚢 E, sempre per i cani, è obbligatorio il microchip o tatuaggio.

Alcune compagnie pretendono, sia per i cani che per i gatti, anche un certificato di buona salute firmato dal medico veterinario della ASL.

Ci sono compagnie che richiedono vaccinazioni specifiche e che l’animale abbia fatto la profilassi per i parassiti esterni, informati prima o rischi di non riuscire a farlo salire a bordo.

Solitamente ai cani è consentito di sostare e passeggiare sul Ponte, ovviamente muniti di guinzaglio e museruola, che del resto sono sempre obbligatori durante le operazioni di imbarco e sbarco; può sembrare una restrizione, ma almeno permette al cane di sgranchire le zampe, respirare aria fresca e sentire meno gli effetti del mal di mare.

Gli animali di qualsiasi razza e taglia non sono quasi mai ammessi negli ambienti chiusi come i bar, i ristoranti ed altre aree pubbliche, al massimo puoi trovare qualche linea in cui questo è consentito ai cani di piccola taglia, ma devono comunque avere sempre museruola e guinzaglio.

Non tutte le Compagnie consentono di portarli in Cabina, ma qualora fosse permesso è decisamente meglio prenotare una cabina ad uso esclusivo e non quelle in comune con altri passeggeri, perché altrimenti dovresti chiedere a loro il permesso e incontrare spiacevoli dinieghi.

Se la traversata è breve possono capitare traghetti in cui è proibito l’accesso agli animali anche sul Ponte e sarà necessario lasciare l’animale in auto; se dovesse capitarti non parcheggiare l’auto nelle stive chiuse, ma solo nei parcheggi a cielo scoperto, nel caso stai attento a lasciare i finestrini aperti e a fare una zona d’ombra all’interno dell’auto.

Su alcune navi/traghetto c’è il gattile e il canile di bordo e, quando c’è, è obbligatorio far stazionare lì gli animali in transito.

Nel caso in cui il tuo 4 zampe dovesse stazionare nel gattile o nel canile, organizzati per non fargli mancare acqua e cibo e, se possibile, qualche breve passeggiata sul ponte; vallo a trovare spesso per rassicurarlo e ridurre quanto più possibile il disagio che sicuramente gli procurerà la novità del viaggio in mare.

E’ davvero sconsigliabile, anzi è da evitare, far viaggiare in canile o gattile animali anziani o con patologie di tipo cardiovascolare.

Attenzione al mal di mare, soprattutto se hai un cane di piccola taglia o un gatto, che lo possono soffrire maggiormente; leggi, alla fine di questo articolo, i possibili rimedi naturali che puoi usare per prevenirlo e parlane con il tuo veterinario, che saprà senz’altro indicarti la soluzione migliore.

Importante !!! prendersi cura degli animali che viaggiano in nave è sempre a carico e rischio del proprietario, MAI del personale di bordo, ricordalo.

Qui di seguito alcuni Link delle maggiori Compagnie di trasporto navale, alle quali puoi chiedere informazioni specifiche sulle loro condizioni di viaggio per il tuo compagno peloso:

Tirrenia

Moby lines

Grandi Navi Veloci

Sardinia e Corsica Ferries.

Per organizzare bene le vacanze con cane e gatto scegliere come viaggiare è importante, ma scegliere dove andare lo è anche di più

Partiamo per le vacanze con cane e gatto e…

SCEGLIAMO DOVE ANDARE
Che tu scelga di andare in montagna, al mare o al lago, quello di cui dovrai maggiormente preoccuparti sarà quello di trovare una struttura adeguata, e disposta, ad accogliere in modo adeguato il tuo 4zampe.

Se ad accompagnarti è un cane potrai scegliere qualsiasi destinazione perché le sue capacità di adattamento sono maggiori ed è più semplice la sua gestione;

se invece il tuo compagno di viaggio è un gatto sarà più complicato, forse è meglio non scegliere il mare, portarlo in spiaggia potrebbe essere complicato e lasciarlo da solo in un appartamento potrebbe essere stressante per lui e pericoloso per la mobilia.

Sono sempre più numerose, in tutta Europa, le strutture che accolgono animali di piccola taglia e non avrai grosse difficoltà a farlo accettare anche negli alberghi o nei residence, anche se può capitare che accettino solo un animale per famiglia (o per stanza), ma vedrai che non sarà complicato neanche trovare strutture che accettano animali di taglia maggiore.

Esistono ormai alberghi e residence attrezzati per l’accoglienza di cani e gatti, che mettono a disposizione degli ospiti spazi appositi, anche cucce dove farli dormire, o che offrono la possibilità di tenere gli animali in camera e che forniscono apposite brandine.

Negli agriturismi è più facile trovare un’accoglienza adeguata, soprattutto in quelli situati in zone di campagna o montagna, dove l’ambiente circostante è più adatto sia per i cani, che potrete portare sempre con voi, sia per i gatti che potranno restare nell’area della struttura, durante le vostre brevi assenze.

Normalmente negli agriturismi cani e gatti sono ammessi anche nelle camere e nei ristoranti, dove però si dovrà tenere il cane sempre al guinzaglio.

Un’ottima soluzione, dove gli animali di solito sono ben accetti, può essere il campeggio.

Nel caso che tu viaggi in compagnia di un gatto e decidessi di andare in campeggio è preferibile usare un camper o uno chalet perché la tenda è poco adatta e lo costringerebbe a stare sempre nel trasportino.

Se invece il tuo compagno di vacanze è un cane, magari di grossa taglia, potresti incontrare dei vicini che non lo amano o ne hanno paura e potresti essere costretto a tenerlo sempre al guinzaglio, che non è proprio il massimo.

In ogni caso esistono regole precise dettate da ogni singola struttura, delle quali è bene informarsi al momento della prenotazione, come regola generale bisogna prestare attenzione che l’animale non rechi alcun danno o disagio ai vicini o alla struttura.

Non vale solo per i campeggi, qualunque sia la struttura che ti dovrà ospitare è sempre meglio informarsi sulle regole di soggiorno, su possibili costi ulteriori per cane o gatto, e sui servizi a loro riservati.

Ricorda che nel caso in cui viaggi insieme ad un cane è importante comunicare la sua razza al momento della prenotazione.

In linea generale le regole di accoglienza e ospitalità devono tenere presente sia il benessere degli animali che la serena convivenza con gli altri ospiti:

non lasciare mai il cane da solo per evitare che causi disastri, e presta attenzione anche al gatto, che non deve farsi le unghie sui mobili;

se il cane soffre di ansia da separazione e abbaia quando viene lasciato solo, è meglio portarlo sempre con sé o lasciare qualcuno con lui;

se vai in albergo verifica che ci siano camere sufficientemente ampie e con balcone, per farlo muovere più liberamente; e se hai un gatto assicurati che non ci siano rischi di fuga;

 durante le tue brevi assenze non chiuderlo mai sul balcone, potrebbe arrivarci il sole e provocargli un pericoloso colpo di calore;

prima di portarlo in giro liberamente verifica che le Aree Comuni siano accessibili anche a lui e ricorda che se anche fosse consentito, i cani devono essere portati al guinzaglio e devi avere la museruola a disposizione;

pulisci sempre i bisogni del tuo peloso! Ricorda che lui non è nel suo ambiente abituale e può capitare che faccia un po’ di confusione nello scegliere dove fare i propri bisogni. Che sia in camera, nelle aree comuni o fuori dalla struttura, non è per niente civile lasciarli a terra, tieni sempre a portata di mano la paletta e il sacchetto per raccoglierli;

se il tuo peloso è abituato a salire su divani e letti è meglio coprirli con teli, lenzuoli o coperte, per evitare che possa sporcarli con saliva, peli o altro;

se lo lasci da solo in stanza, anche per brevi periodi, lasciagli sempre a disposizione acqua fresca e cibo.

In Italia la regione dove sono più numerose le strutture pet-friendly, in grado di ospitare anche cani di grossa taglia e che offrono numerose attività da fare insieme, è l’Alto Adige, ma ci sono ottime strutture anche sul Lago Maggiore e sul Lago di Garda.

Per scegliere dove trascorrere le vacanze con cane e gatto, che sia al mare o in montagna, in albergo, agriturismo o in campeggio, ti consiglio di consultare siti specializzati in viaggi pet-friendly, in molti di questi troverai anche indicazioni precise per scoprire itinerari turistici adatti ad essere percorsi in compagnia del tuo 4 zampe, ecco alcuni esempi (non farti tradire dal nome, si occupano anche di vacanze con gatti…) :

Dogwelcome

Tripfordog

Tripdoggy

Vacanzebestiali, gestito dall’ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali). 

Partiamo per le vacanze con cane e gatto e…

ANDIAMO IN SPIAGGIA
Le spiagge pet-friendly sono ormai disponibili lungo tutto il litorale italiano e sono in continuo aumento anche all’estero.

Nella maggior parte dei casi queste strutture sono particolarmente attrezzate per garantire un soggiorno adeguato agli amici pelosi e dove possono anche usufruire di tanti servizi riservati a loro come ad esempio le docce e addirittura il servizio veterinario.

In generale, nelle spiagge pet-friendly sono ammessi gatti e cani di ogni taglia, ma le regole per l’accesso possono essere diverse in base alle località e al tipo di struttura (spiagge libere o private, stabilimenti balneari, ecc.).

Nelle spiagge private e negli stabilimenti attrezzati sono davvero poche le limitazioni per i gatti, ma se vuoi portarci un cane, è necessario:

il tatuaggio o microchip;

il certificato di iscrizione canina e il libretto sanitario, ma potrebbero richiedere anche un certificato di buona salute sottoscritto dal veterinario;

guinzaglio, museruola, paletta e sacchetti per raccogliere i bisogni sono obbligatori nelle spiagge private e negli stabilimenti, ma sono buona regola, indice di civiltà e di serena convivenza con “gli altri”, anche nelle spiagge libere.

Indipendentemente da quale spiaggia deciderai di frequentare, ci sono regole importanti da seguire per il loro benessere, che riguardano prevalentemente i cani:

🐶 se non vuole entrare in acqua non forzarlo, non tutti i cani amano fare il bagno in mare;

🐶 fai attenzione alle meduse e ai ricci di mare, sono pericolosi anche per loro;

🐶 🐱 anche cani e gatti a pelo corto possono scottarsi e rischiare un eritema solare; usa una crema protettiva per pancia e orecchie soprattutto se ha il mantello chiaro;

🐶 infine, una volta rientrati a casa, non esitare a fargli un bagno in acqua dolce, in modo da eliminare ogni traccia di sabbia e sale che potrebbero danneggiare la loro cute;

🐱 nel caso tu abbia un gatto, al quale non potrai certo fare il bagno, ricorda di spazzolarlo a lungo e con attenzione.

La regione che ha il maggior numero di spiagge è l’Emilia Romagna, seguono le Marche e la Toscana e un po’ distanziata la Sardegna, a seguire Liguria, Abruzzo, Lazio, Veneto, Puglia e Calabria.

In Abruzzo il Consiglio regionale ha addirittura approvato una legge che prevede l’ingresso di cani e gatti su tutte le spiagge con norme di sicurezza specifiche diverse a seconda del comune, la struttura che ti ospiterà ti saprà dare informazioni più specifiche.

In Sicilia e in Friuli sono pochissime le spiagge aperte ai cani, ma la regione d’Italia fanalino di coda è la Campania con un paio di parchi acquatici apposta per loro e un solo lido privato seguito da un istruttore cinofilo dove bisogna prenotare con largo anticipo.

Se hai scelto invece di passare le vacanze con cane e gatto in spiaggie pet-friendly fuori dall’Italia, è meglio andare in Corsica.

In questa splendida isola francese non solo abbondano alberghi, hotels e strutture che permettono di tenere un animale domestico, ma soprattutto sono numerose le spiagge in cui è permesso l’accesso ai cani.

L’unica regola da rispettare è tenere sempre il cane al guinzaglio e, in alcune località, lontano dal bagnasciuga.

In Francia le aree pet-friendly consigliate sono Saintes Maries de la Mer nella Camargue, St. Raphael (nelle spiagge libere) e St. Tropez in Costa Azzurra.

Se la tua mèta è la Spagna, la Costa Brava è quella più accogliente nei confronti dei cani. Tra i lidi più belli che accolgono i cani ci sono la spiaggia di Sant Pere Pescador (ideale per gli amanti del campeggio) e Calella de Palafrugell, antico villaggio di pescatori.

In Grecia, in Croazia, in Albania (e in generale in molti Paesi dell’Est Europeo), c’è rischio che i cani non siano ben accetti e, detto fra noi, è alto il rischio di “incontri indesiderati”; è infatti diffusissimo il fenomeno del randagismo, sono frequenti gli incontri con veri e propri branchi semi selvaggi.

Per Grecia e Croazia esistono eccezioni come le isole di Corfù e Lefkada, dove ci sono appartamenti e spiagge libere aperte ai nostri 4 zampe.

Partiamo per le vacanze con cane e gatto e…

ANDIAMO ALL’ESTERO
Se per viaggiare in Italia i cani e i gatti devono avere il libretto sanitario e il microchip, per viaggiare negli stati dell’Unione Europea, devono essere muniti anche di:

un tatuaggio leggibile o microchip;

un Passaporto Europeo, che va richiesto al veterinario della ASL di zona, che riporti il numero del microchip o del tatuaggio, le vaccinazioni e lo stato di salute dell’animale; il costo dovrebbe aggirarsi intorno ai 35€ e i tempi di rilascio sono diversi a seconda della ASL di competenza, quindi informati per tempo e non all’ultimo momento;

gli animali di età inferiore ai 3 mesi o che non hanno il vaccino antirabbico fatto almeno 21 giorni prima della partenza, non possono viaggiare in Europa;

per i viaggi verso Finlandia, Regno Unito, Irlanda, Malta e Norvegia è necessario il trattamento dei cani contro l’echinococco, secondo le modalità e i tempi descritti dal Regolamento UE 1152/2011, deve essere somministrato da un veterinario in un lasso di tempo compreso tra le 120 ore e le 24 ore prima dell’arrivo previsto e deve essere certificato nell’apposita sezione del passaporto.

Fai attenzione, le regole cambiano spesso e non sono uguali per tutti i Paesi, per i cani che volessero andare in Marocco o in Irlanda, ad esempio, è obbligatorio avere anche l’esame del sangue (test immunologico) che verifichi gli anticorpi della rabbia e di solito ci vuole circa un mese per ottenerlo.

Nel Regno Unito e in Irlanda non è consentito il trasporto in aereo e anche per Svezia e Malta ci sono regole particolari.

Fanno sempre eccezione i cani da accompagnamento dei non vedenti o di assistenza per i disabili, che almeno in Unione Europea hanno libero accesso dappertutto.

Prima di scegliere la tua destinazione prendi le dovute informazioni presso le Ambasciate e i Consolati o, se viaggi in aereo, consultando il Travel Information Manual della IATA; fai comunque riferimento alle seguenti normative in vigore fra i Paesi membri dell’Unione Europea:

ATTENZIONE, uno degli errori più frequenti che si fanno nel caso di viaggio all’estero, è quello di informarsi SOLO sulle regole del Paese di destinazione, ma sono altrettanto importanti le regole di trasporto animali dei Paesi in cui dovrai transitare per arrivarci.

Se, per fare solo un esempio, vuoi passare le vacanze con cane e gatto in Spagna, e ci vuoi arrivare in auto o in treno, devi essere in regola anche con le normative previste in Francia, perché è da lì che devi passare, mi spiego ?

E questo vale ovviamente anche nel caso tu debba fare qualche scalo aereo, sarebbe spiacevole se l’animale finisse in quarantena.

Bene, credo di averti detto quasi tutto, o quanto meno di averti dato sufficienti spunti di riflessione e di ricerca per organizzare AL MEGLIO le tue vacanze con cane o gatto al seguito.

Ma prima di lasciarci, consentimi ancora

  • qualche consiglio in merito all’uso del trasportino;
  • qualche raccomandazione in più, che ti sarà utile se viaggi accompagnato da un gatto;
  • qualche informazione sui Rimedi Naturali utili ad attenuare o risolvere i possibili disagi che abbiamo elencato fin qui.

Lo abbiamo citato spesso, in questo articolo, il trasportino per i gatti e i cani di piccola taglia e a questo proposito lasciami fare qualche piccola raccomandazione :

Il trasportino deve consentire all’animale di stare in una posizione comoda, di potersi girare e accucciarsi, deve essere ben aerato, impermeabile e resistente, con il fondo rivestito di materiale assorbente per i suoi bisogni e dotato di chiusure di sicurezza.

Se il tuo 4 zampe non è abituato all’uso del trasportino, un viaggio lungo può trasformarsi in un vero incubo e diventare un evento fortemente traumatico per lui.

Meglio prima farlo familiarizzare con il trasportino per un po’ di tempo, lasciandolo aperto in casa e inserendo all’interno giochi, biscotti, indumenti o copertine con il suo odore.

Quando il problema è soprattutto psicologico, la soluzione è quella di abituare gradualmente l’animale ai viaggi nel trasportino, sempre accompagnato dai suoi giochi e dalla sua coperta preferita, con tragitti via via più lunghi che si concludano sempre con situazioni gradevoli.

In questo modo il nostro amico a quattro zampe non assocerà il trasportino a qualcosa di negativo.

Durante il viaggio il trasportino non va MAI aperto tranne che per consentire all’animale di muoversi un po’, ma in condizione di massima sicurezza, badando bene che non vi siano vie di fuga accessibili.

Sai quanti animali, frastornati da luoghi e ambienti non familiari, tendono a scappare appena apri il trasportino? La prudenza non è mai troppa, non mettere a rischio il tuo animale per una disattenzione.

Un piccolo paragrafo a parte, per quanto riguarda viaggi e vacanze con il gatto, che è notoriamente più legato al suo territorio e meno incline ai cambiamenti.

Trovare un albergo o un agriturismo che accetti i gatti, lo abbiamo già detto, non sarà facilissimo, il problema è la loro abitudine a farsi le unghie su poltrone e divani, e certo non potete portarvi il gatto in vacanza per tenerlo perennemente chiuso nel suo trasportino.

In campeggio il problema è la folla di persone, che potrebbe spaventarlo, ma se lo hai abituato a stare in camper o in tenda fin da piccolo saprà lui scegliere gli orari per le sue uscite.

Probabilmente la vacanza più facile col gatto è in una casa in affitto, e in questo caso la presenza dei suoi giochi, delle sue copertine o di qualche oggetto che appartiene alla sua quotidianità, grazie agli odori familiari, sarà particolarmente indicato per aiutarlo ad ambientarsi.

Arrivati nella nuova casa, può essere utile limitargli il territorio, consentendogli di muoversi in un ambiente ristretto e, in un secondo tempo, permettergli gradualmente di circolare in tutte le zone della casa.

La limitazione iniziale non è una crudeltà, serve a farlo abituare pian piano al nuovo ambiente e per aiutare il piccolo felino a non sentirsi disorientato.

Sarà utile passargli delicatamente una garza sulle guance, ricche di feromoni, e strofinarla sugli stipiti delle porte e negli angoli, in modo da diffondere il suo odore per la casa.

L’aiuto naturale per mal d’auto, mal di mare e stress da viaggio

Per aiutare il cane o il gatto a superare il disagio provocato da mal d’auto, mal di mare o anche lo stress da viaggio, esistono diversi tipi di farmaci efficaci, ma spesso possono creare all’animale uno stato di sonnolenza e intontimento che permane anche per diverse ore dopo l’arrivo a destinazione.

Prima di somministrare tranquillanti, antiemetici o comunque farmaci di qualsiasi genere si può ricorrere a qualche RIMEDIO NATURALE, che va comunque concordato con il medico veterinario che potrà consigliarti in merito al dosaggio, alcuni esempi:

🌾 Lo Zenzero, conosciuto anche come Ginger, è una pianta medicinale, molto apprezzata in veterinaria, conosciuta da sempre per le sue proprietà antiemetiche.

Viene consigliata la somministrazione prima dei viaggi per combattere il mal d’auto, per prevenire l’ipersalivazione, lo stato di irrequietezza associato alla nausea e come regolatore del tratto gastroenterico in presenza di diarrea e vomito.

🌸 Ottimo rimedio contro il mal d’auto sono anche i fiori di Bach, come ad esempio il Rescue Remedy, consigliato per i cani e i gatti che possono avere uno stress psico-fisico o attacchi di ansia causati da un viaggio o anche l’Elm e lo Scleranthus, utili per superare la sofferenza data dagli spazi stretti e per la nausea legata al movimento.

E poi c’è l’“Infuso di Foglie di Ulivo”

Se mi segui da un po’ di tempo sai già che l’estratto fitoterapico dalle foglie di Ulivo, presenta lo spettro più ampio del cosiddetto “fitocomplesso”.

L’infuso a freddo ottenuto dall’idrolisi delle foglie contiene principi attivi che forniscono molteplici benefici che ci saranno utili anche in occasione delle nostre vacanze con cane e gatto.

L’Estratto di foglie di Ulivo, assunto per via orale:

🌿 combatte la stanchezza cronica, l’astenia e la sonnolenza; 

grazie alla presenza di Tirosolo che protegge i livelli di dopamina, adrenalina, norepinefrina e serotonina, provoca un miglioramento delle attività metaboliche di fegato, muscoli e cuore a tutto beneficio dell’energia vitale.

Per gli stessi motivi è utile al miglioramento del benessere mentale combattendo ad esempio lo stress da viaggio, che vuoi o non vuoi è destinato a cambiare l’umore del nostro peloso.

🌿 regola il processo digestivo e migliora la funzione intestinale;

l’azione astringente dei Tannini, presenti nell’estratto, è utile per curare le infiammazioni dell’intero tratto digestivo, gastriti, stitichezza e diarrea.

Utile soprattutto nel caso di vacanze con cane e gatto all’estero o, comunque in situazioni ambientali molto diverse da quelle in cui vive abitualmente, durante le quali potrebbe incontrare batteri e virus che non è abituato a contrastare e che può trovare tranquillamente nell’acqua che beve e nell’aria che respira.

Ti ricordo infatti che l’Infuso di foglie di Ulivo è un potente antibatterico, antivirale ed antimicotico.

Usato sotto forma di crema spalmabile:

🌿 protegge la cute dalle radiazioni UVA e UVB e da eventuali scottature, disinfetta e cicatrizza più velocemente le piccole ferite, per via delle sue eccezionali capacità di rigenerazione delle cellule, grazie alla forte presenza di Idrossitirosolo.

Per ottenere una maggiore efficaciadell’Infuso di foglie di Ulivo è raccomandabile iniziare la somministrazione almeno una settimana prima della partenza, proseguirla per tutta la durata delle vacanze e per almeno una settimana dopo il ritorno.

Sei pronto a dare il massimo per proteggere il tuo 4 zampe da ogni possibile disagio e regalargli una vacanza protetta dall’Infuso di Foglie di Ulivo ???

Acquista ora Verdepuro Vita

L’INFUSO DI FOGLIE DI ULIVO PRONTO ALL’USO

 

APPROFITTA SUBITO della GARANZIA PRIMO ACQUISTO
offerta in esclusiva da Sir Oliver Pet


Se invece vuoi approfondire la tua conoscenza sugli estratti di Foglie di Ulivo e vuoi conoscere nel dettaglio gli straordinari benefici che possono portare al tuo compagno di vita con la coda, clicca qui sotto e scarica subito il Report Gratuito in PDF

Scarica Ora il Report Gratuito


“Tutti i Segreti della Ulivoterapia per Cani e Gatti”

Lo riceverai direttamente al tuo indirizzo Mail in formato PDF

Ora non ti resta che preparare le valige e goderti le tanto attese vacanze con cane o gatto al seguito.

Prenditi cura di lui come lui se ne prende di te.

P.S. Se ti è piaciuto questo articolo e pensi che ti sia stato utile, metti un “mi piace“, condividilo con gli amici e lascia un commento qui sotto, GRAZIE.

P.P.S. Seguimi anche nella Pagina Facebook

P.P.P.S. I contenuti di questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo; notizie e consigli in esso contenuti non vogliono sostituire in alcun modo il parere del Veterinario ne le terapie da lui prescritte.

P.P.P.P.S. L’Infuso di Foglie di Ulivo non è un medicinale, deve essere considerato un integratore alimentare e come tale può essere utilizzato a sostegno di terapie già in atto.