Il tuo cane ha mal di schiena? Ecco come riconoscerlo e prevenirlo.

Il tuo cane ha mal di schiena? Ecco come riconoscerlo e prevenirlo.

Il mal di schiena nel cane è evenienza piuttosto frequente e non è sempre facile riconoscerlo.

In soggetti predisposti è importante fare la giusta prevenzione. Ecco allora come accorgersi della sua presenza e come prevenirne l’insorgenza.

Mal di schiena nel cane

Il mal di schiena nel cane è riscontro consueto, non soltanto in soggetti con schiena lunga (condrodistrofici), cioè il Bassotto Tedesco, ma anche Pechinese, Barboncino, Lhasa Apso, Shih-tzu, Bulldog francese, Cocker Spaniel, Beagles, cani meticci con corpo lungo e arti corti e in quelli non condrodistrofici, soprattutto nei cani di taglia medio grande, in particolare nel Boxer.

Come per il dolore articolare agli arti, quello alla schiena può essere provocato da fenomeni artrosici, soprattutto quando tra una vertebra e l’altra si creano degli osteofiti (piccole formazioni ossee) che infiammano la parte, oppure da ernie discali.

Esistono anche delle malformazioni congenite che possono coinvolgere la colonna vertebrale, ma di quelle non parleremo.

In questo articolo cercherò di passare in rassegna le più assidue cause che potrebbero provocare il mal di schiena nel cane, come accorgersi della presenza del problema ed infine indicazioni che potrebbero ridurre la loro incidenza.

Mal di schiena nel cane da ernie discali

Le ernie discali sono piuttosto frequenti, soprattutto in cani “lunghi” diciamo e con zampe piuttosto corte, i cosiddetti condrodistrofici visti nell’introduzione.

Ma cos’è esattamente un’ernia del disco?

Per capirlo dobbiamo avere in mente la spina dorsale.

Questa è composta dalle vertebre (7 cervicali, 13 toraciche,7 lombari e 3 sacrali, più le varie coccigee formanti la coda) che si articolano l’una di fronte all’altra e si possono muovere coerentemente grazie a dei dischetti intervertebrali, disposti tra un corpo vertebrale e l’altro.

Questi consentono alle porzioni ossee di rimanere insieme, ma allo stesso tempo staccate, potendosi muovere senza toccarsi e incontrarsi.

I dischi quindi fanno da ammortizzatori tra una vertebra e l’altra.
All’interno delle vertebre, al di sopra del disco invece, passa il midollo spinale, gelosamente protetto da queste parti ossee.

Il disco intervertebrale è composto da una parte centrale (nucleo polposo) ed una parte periferica, un anello fibroso.

Il nucleo è una parte molto importante e se degenera provoca una maggior instabilità anche della parte periferica, creando così i presupposti per far uscire il materiale al suo interno e lasciare che il disco riesca a dislocarsi, raggiungendo così il midollo.

Se noti, nell’immagine qui sopra, il disco intervertebrale è proprio aderente al midollo spinale (spinal cord nell’immagine) e se il contenuto del nucleo fuoriesce, andrà a comprimere proprio quella parte, dando problemi anche molto gravi.

Esistono diversi tipi di ernia, classificati in base alla lesione che provoca.

Ernia discale tipo Hansen 1

E’ tipica dei cani di piccola taglia, ma non solo. E’ provocata dalla degenerazione del disco intervertebrale che incomincia in modo asintomatico fin da cucciolo.

Si possono avere addirittura cani che a 1 anno, hanno già subito una degenerazione fino al 75% del nucleo.

La sintomatologia è tipicamente acuta, soprattutto in seguito ad un movimento improvviso, brusco, arrivando fino alla paralisi degli arti posteriori. Nei casi più gravi l’unica soluzione è l’intervento chirurgico.

Altre volte può essere provocata anche da un trauma.

La zona più colpita è quella toraco-lombare e cervicale.

Ernia discale tipo Hansen 2

Più frequente nei cani di taglia grande, può presentare sia sintomi a gravità progressiva, che forme acute ed è dovuto a uno spostamento graduale del disco intervertebrale.

Anche in questo caso, si può arrivare alla paralisi e l’intervento chirurgico diventa necessario.

Mal di schiena nel cane: i sintomi di ernia

I sintomi dell’ernia nel cane sono ovviamente legati al dolore più o meno intenso che il cane prova al momento dell’insorgenza, ma anche alla gravità del caso.

Quindi saranno inevitabilmente diversi anche e soprattutto per la localizzazione che può colpire una parte o un’altra della colonna.

Inoltre potrebbero essere confusi con dolorabilità ad altri distretti dell’organismo, a cause del cosiddetto dolore riferito cioè quel dolore che si manifesta in altra sede, perché le terminazioni nervose coinvolte nel danno arrivano altrove.

A volte, ad esempio, un dolore simile ad un mal di pancia può mascherare un dolore alla schiena: addome teso, schiena inarcata sono gli stessi sintomi di una colica.

I sintomi nell’ernia del disco sono quindi riferiti al dolore che si può manifestare in diversi modi ed intensità con:

  • schiena incurvata verso l’alto (cifosi);
  • riluttanza al movimento;
  • zoppia più o meno evidente di un arto posteriore;
  • trascinamento di un arto;
  • abbattimento;
  • tremori;
  • tiene sempre la testa bassa;
  • la groppa e i posteriori sono portati “sotto di sé” soprattutto quando mangia;
  • cambio di comportamento e riluttanza a fare cose che prima faceva volentieri (salire sul divano, sull’auto, salire le scale);
  • cani particolarmente stoici che non mostrano dolore alla visita, soprattutto quelli di grossa taglia e con carattere dominante;

A questi segni se ne possono aggiungere altri quali :

  • perdita della coordinazione muscolare (atassia),
  • sensibilità diminuita alle zampe posteriori (deficit propriocettivi),
  • diminuzione della capacità motoria (paraparesi) ma ancora capacità di deambulare,
  • incapacità di urinare in caso di danno neurologico grave,
  • dolore al collo (vertebre cervicali).

Gli arti coinvolti nella diminuzione della capacità di movimento, possono essere sia quelli anteriori che quelli posteriori, a seconda della zona colpita.

In caso di sintomi di questo genere è ovviamente importantissimo portare il soggetto nel più breve tempo possibile ad una visita. Prima si arriva a fare diagnosi, prima si potrà ridurre il danno e quindi avere un buon esito.

La diagnosi dovrà passare inevitabilmente anche attraverso una visita fisiatrica fatta da veterinario specialista che sarà quindi in grado di valutare la possibile terapia conservativa. Ma prima di tutto dovrà essere effettuata una diagnostica per immagini (TAC e/o risonanza magnetica) al fine di mettere ben in evidenza la lesione.

Una raccomandazione in questi casi va fatta.

Considerando il fatto che anche patologie neoplastiche (tumori) potrebbero dare una sintomatologia del tutto simile alle ernie discali, qualora colpissero la colonna, è sempre importante prima di dare farmaci che potrebbero peggiorare ed aggravare il tumore, effettuare indagini approfondite, come appunto le risonanze e/o TAC.

Qualora sia possibile una terapia alternativa alla chirurgia, questa potrà comprendere il riposo assoluto e un trattamento fisioterapico ad opera di professionisti veterinari specializzati.

Mal di schiena nel cane da discospondilite

La discospondilite è una patologia della colonna molto subdola. E’ una infezione dovuta a batteri o funghi che intaccano sia il disco intervertebrale che le faccette articolari delle vertebre.

Queste parti quindi vanno incontro a degenerazione con conseguenze, in caso di infezione micotica, anche mortali.

In pratica l’infezione batterica o fungina disgrega le parti ossee della colonna provocando seri problemi.

Cause di discospondilite: da cosa è provocata l’infezione?

Gli agenti patogeni possono essere presenti in circolo, oppure provenire da altri organi già infetti, oppure da un corpo estraneo, inalato o ingerito :

  • infezioni urinarie,
  • endocarditi batteriche (patologia del cuore),
  • infezioni cutanee,
  • infezioni dell’apparato respiratorio,
  • infezioni gastroenteriche,
  • ascessi dentari,
  • infezioni ai testicoli.

Se il sistema immunitario del soggetto non riesce a difendere l’organismo, perché depresso, l’agente può arrivare a livello vertebrale causandone la degenerazione.

E’ tipica dei cani di grossa taglia, nei quali si riscontra molto più frequentemente, rispetto invece ai piccoli, dove è molto rara; nei cani particolarmente attivi e più spesso soggetti a piccoli traumi, tipicamente femmine giovani (ma non è detto).

Attenzione particolare quindi a cani che sono stati contaminati da funghi penetrati attraverso le spighe o forasacchi, o che hanno subito un’infezione anche conseguente ad un trauma.

Anche lesioni della bocca sono da tenere sotto controllo, soprattutto se c’è un tartaro abbondante che, ricordati, è formato da batteri!

Quali i sintomi di discospondilite?

Sono piuttosto generici e molto aspecifici :

  • infezioni urinarie,
  • zoppia intermittente;
  • svogliatezza;
  • cambio del comportamento (non fa più cose che prima faceva);
  • febbre (non sempre);
  • inappetenza;
  • sembra dolente alla pancia (falsa cifosi);
  • a volte paralisi dietro la zona del disco colpita.

La diagnosi è complicata dalla genericità dei sintomi e può avvenire grazie ad una lastra che mette in evidenza le lesioni ossee, confermata poi da TAC ed esami del sangue e delle urine ed ancor di più attraverso coltura degli stessi.

La crescita batterica o fungina consentirà poi di affrontare una terapia antibiotica corretta che dovrà essere effettuata in tempi e modi specifici a seconda del tipo di batterio presente.

Sono rare le recidive nel caso si sia identificato il giusto farmaco, ma se invece la sintomatologia non dovesse migliorare, è da riconsiderare la causa.

Prognosi invece infausta in caso di infezione micotica, molto più difficile da curare.

Mal di schiena nel cane da spondilartrosi

La spondilartrosi è una patologia degenerativa della colonna che colpisce più facilmente i cani di grossa e media taglia, sportivi, in età adulta. Particolarmente soggetti sono i Boxer e i Pastori tedeschi.

In breve si tratta della formazione di osteofiti, cioè di escrescenze ossee che si creano a causa di piccoli traumi che il corpo vertebrale subisce e che cerca di riparare, formando altro osso.

La zona del rachide (della colonna vertebrale) che viene più spesso interessata è quella toraco-lombare, fulcro di molte leve che sono interessate durante il movimento. In particolare le ultime due toraciche e la prima lombare.

Quando si presentano, infiammano anche le parti circostanti, che sono terminazioni nervose e punti di inserzione di muscoli che diventano particolarmente dolenti.

Anche in questa circostanza si instaurano fenomeni di artrosi.

Gli osteofiti possono raggiungere con il tempo dimensioni ragguardevoli, fino ad arrivare a bloccare completamente le vertebre coinvolte (raramente).
Quando succede, normalmente il dolore non è presente, ma si limita la mobilità della parte.

I sintomi sono associati al dolore e gravità delle lesioni formatesi e la diagnosi è effettuabile tramite un esame radiografico, che metterà in evidenza le parti ossee.

La patologia è meno grave delle precedenti, in quanto non viene coinvolto il canale midollare, ma è da tenere monitorato il movimento del cane per ridurre l’infiammazione.

Il trattamento fisioterapico insieme all’agopuntura e trattamenti antidolorifici, anche omeopatici, possono dare risultati soddisfacenti, nell’aumentare la capacità di movimento e riduzione del dolore.

Prevenzione del mal di schiena nel cane

Prevenzione delle ernie discali nel cane

E veniamo a cosa possiamo fare per ridurre l’incidenza di questo problema nel cane.

Per prima cosa la prevenzione è fondamentale.

Già scegliere un cucciolo presso un allevamento serio che faccia selezione sulle caratteristiche morfologiche del cane e non solo sulla bellezza estetica, riduce il rischio di avere cani poco armonici ed estremi nelle caratteristiche di razza.

Una volta che hai portato a casa il tuo piccolo, dovrai avere le accortezze già elencate per la prevenzione della displasia delle anche:

  • evitare giochi troppo violenti,
  • salti,
  • pavimenti scivolosi,
  • scale,
  • gioco del tirare la corda.

Per le patologie della schiena inoltre sarà fondamentale utilizzare la pettorina al posto del collare.

A questo proposito però vorrei dire che è si importante usare la pettorina, ma ancora di più insegnare al cane a non tirare al guinzaglio.

Non esiste infatti un giusto mezzo di contenzione, perché qualunque sarà insufficiente e potenzialmente pericoloso se il cane non è abituato a non tirare.

In caso si presenti un problema del genere, non abbiate timore ad affidarvi ad un educatore che vi spieghi come comunicare con il vostro amico al guinzaglio.

Il bassotto in particolare non dovrà fare salti e, anche in età adulta, dovrebbe poter avere accesso a divani e letto attraverso degli scivoli (lo so che dormono insieme a te e decidono il canale del televisore…).

Sviluppo del core: il ruolo del gioco e della fisioterapia.

Il core è l’insieme di muscoli dell’addome, torace e tronco posteriore che hanno il ruolo fondamentale di mantenere in equilibrio il cane.

Non pensare solo a quando è fermo.
Immagina il tuo peloso mentre gioca, fa una virata brusca e riesce a rimanere in piedi in equilibrio perfetto, oppure quando salta in giro.

Ecco tutti i muscoli che gli consentono di rimanere in posizione eretta e correttamente, sono il core, un insieme di muscoli che ricevono informazioni dal cervello il quale registra la posizione in quel momento e dà ordine di fare una cosa o un’altra.

Questo sistema si chiama propriocettivo, se sviluppato e stimolato in modo adeguato fin da quando il cane è cucciolo, consente non soltanto uno sviluppo armonico della muscolatura, ma anche di insegnare al soggetto a fare la cosa giusta al momento giusto.

Una sorta di memoria muscolare.

Lo stretching e il mal di schiena nel cane.

mal di schiena nel cane stretch

Lo stretching è un metodo molto efficace di prevenzione di contratture e lesioni muscolari.

Praticato in modo regolare da tutti gli atleti bipedi, è molto utile anche ai quadrupedi, che però hanno bisogno di una attenzione particolare in quanto la loro soglia del dolore è diversa rispetto alla nostra.

Lo scopo di questa pratica è quello di mantenere elastica la muscolatura (in questo caso della schiena) aumentando o mantenendo l’ampiezza del movimento.

Dovrebbe far parte di ogni allenamento del cane atleta, effettuato sia come riscaldamento (e comunque mai a freddo) che dopo il lavoro per rilassare i muscoli e come decontratturante.

Di seguito alcuni esercizi che potrai far fare al tuo cane, sempre e solo a caldo, dopo aver fatto 5-10 minuti di passeggiata.

Lo stretching nel cane può essere fatto attraverso esercizi diversi.

Allungarsi in avanti: con il cane sdraiato a sfinge, puoi fargli annusare un premio in modo che porti in avanti il collo, parallelamente al terreno (non in alto).
Questo è un esercizio molto utile e praticamente per nulla pericoloso.

Aumentare la mobilità laterale: con il cane in piedi ti poni dietro di lui, tenendo fermo il posteriore.
Gli porgi un premio e ti fai seguire con la sola testa che ruota e arriva all’altezza della spalla, con movimenti molto lenti, prima a destra, poi a sinistra.

A seguire farai lo stesso esercizio, facendo ruotare il collo sempre più indietro, all’altezza del costato, arrivando alla fine (in qualche settimana) ad avere il cane che riuscirà a prendere il boccone all’altezza delle anche.

Questo esercizio, se fatto senza controllo può essere molto pericoloso, soprattutto per cani che possono avere la tendenza a ernie discali.
E’ quindi consigliato prima di effettuarlo, far fare una visita fisiatrica al fine di verificare che non siano già in corso forme degenerative del disco.

mal di schiena nel cane stretching

Allungare il collo e la schiena in basso: con il cane sempre in piedi e tu dietro di lui, fagli annusare un premio portandolo in mezzo alle sue zampe anteriori.

Anche questo esercizio deve essere fatto molto gradualmente e con calma in cani con degenerazione del disco.

Tutte queste manovre possono essere degli ottimi metodi di prevenzione a patologie della colonna, ma allo stesso tempo potrebbero, in caso di degenerazione già in corso essere scatenanti il problema.

Il consiglio è quindi quello di far valutare il cane per poter affrontare poi un adeguata terapia riabilitativa insieme al professionista.

In caso di malattia degenerativa della colonna, il trattamento antidolorifico è certamente utile ed obbligatorio in certe situazioni.

Il dolore è sempre provocato non soltanto dalla compressione del materiale erniato ( in caso di ernia discale) ma anche dalla osteoartrosi provocata dagli osteofiti, (in caso di spondilartrosi).

L’uso di antinfiammatori e antidolorifici nel cane non è sempre privo di effetti collaterali, considerando la più alta sensibilità dello stomaco a questi farmaci, rispetto all’uomo.

E’ utile pertanto, in queste situazioni poter utilizzare anche integratori che possano migliorare e ridurre lo stress ossidativo provocato dall’infiammazione.

Insieme a condroprotettori, certamente il consiglio è quello di utilizzare il nostro Estratto di Foglie di Ulivo che, totalmente naturale e ricco di sostanze fortemente antiossidanti, potrà potenziare gli effetti benefici dei farmaci, e ridurre così il loro dosaggio.

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Ringrazio per la consulenza e collaborazione la Dott.ssa Erica Giustetto, veterinaria fisiatra. Potrai chiedere una consulenza sullo stato di salute del tuo cane anche attraverso la sua pagina Animal Wellness Fisioterapie, inviandole un messaggio.

Bibliografia:

  1. Patologie-discali-ernia-del-disco
  2. Patologie-neurologiche/ernia-del-disco-nel-cane
  3. Ernia-del-disco-nel-cane
  4. Relazione ” Discospondylitis in dogs: state of the art ” Autori : C. M. Mortellaro, C. Alfieri, S. Boiocchi, D. Stefanello
  5. Artrosi nel cane

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Displasia dell’anca nel cane: cause, prevenzione e rimedi.

Displasia dell’anca nel cane: cause, prevenzione e rimedi.

Displasia dell'anca nel cane

La displasia dell’anca nel cane è patologia riconosciuta dal 1935.

Nonostante quasi subito si capì che era a causa ereditaria, siamo ancora qui a combatterla!

Cerchiamo di capire come fare (nel limite del possibile) a difenderci dalla sua insorgenza.

Displasia dell’anca nel cane

Oggi ti parlo di una patologia piuttosto odiosa, perché ha una forte componente ereditaria nella sua insorgenza, ma che può essere riconosciuta e corretta se vista in tempo.

In questo articolo vorrei cercare di fare chiarezza su un argomento, piuttosto complicato cercando di renderlo più semplice possibile.

Displasia dell’anca nel cane: cos’è?

Partiamo dall’inizio.

La displasia dell’anca è una patologia dello sviluppo che colpisce l’articolazione dell’anca appunto (la coxofemorale) composta dall’osso del bacino e il femore.

Il cucciolo quindi non nasce malato, ma sviluppa la malattia durante l’accrescimento.

In una articolazione sana la testa del femore, che ha forma rotonda si incastra nell’osso del bacino, in una sua insenatura chiamata acetabolo, che ha anch’essa forma rotonda ma incavata e si muove ruotando al suo interno, come una boccia all’interno di una coppa.

In un cucciolo affetto da displasia, queste due parti, crescendo non sono più perfettamente congruenti, soprattutto a causa di una eccessiva mobilità dell’articolazione stessa.

Questo fa sì che le due parti ossee si tocchino durante il movimento, provocando dei piccoli traumi che, a loro volta, saranno causa di artrosi.

Cause di displasia dell’anca nel cane.

Questa patologia è definita multifattoriale, cioè provocata da diversi fattori, tra i quali però quello genetico ha il ruolo più importante.

Sono diversi i geni implicati nella trasmissione e peggiora la situazione il fatto che anche cani sani, generati però da soggetti malati, sono portatori sani e quindi andrebbero anch’essi eliminati dalla riproduzione.

Il patrimonio genetico dei genitori può essere considerato libero da displasia non solo quando essi stessi non ne sono colpiti, ma quand’anche tutti i loro fratelli, sorelle, nonni e zii non sono risultati displasici.

 

Pertanto, per conoscere se un soggetto non affetto da displasia è anche un riproduttore che non trasmette questa malattia nella sua discendenza, bisogna conoscere il suo pool genetico, valutando quindi tutta la sua parentela. (Citazione FSA – Fondazione Salute Animale)

L’ereditarietà è nota da davvero tanti anni. Malgrado questo esistono ancora moltissimi cani displasici e nonostante la malattia sia considerata vizio redibitorio!

Cosa significa vizio redibitorio?

 

Vuole dire che la displasia dell’anca, quando diagnosticata, può essere soggetta a risoluzione del contratto o risarcimento qualora il proprietario ne faccia richiesta; è quindi qualcosa che vizia l’acquisto iniziale potendo rescindere il contratto.

Oltre a questa causa esistono fattori predisponenti che ne influenzano la gravità.

Una errata costruzione del treno posteriore ad esempio:

  • uno scorretto appiombo fa lavorare male l’articolazione;
  • una non corretta inclinazione della groppa, può spostare l’acetabolo, provocando la lussazione della testa del femore. Alcuni Bulldog Inglesi, sono particolarmente soggetti a questo. [1]

Fattori alimentari:

 

  • obesità nel cucciolo,
  • accrescimento troppo veloce,
  • carenze ma ancor di più eccessi di micro-nutrienti,
  • errato rapporto calcio/fosforo nella razione,
  • assunzione di relaxina durante l’allattamento (la relaxina è un ormone presente durante la gravidanza della femmina che consente una maggior lassità dei tessuti e pare che possa passare dal latte materno).[2]

Fattori ambientali:

 

  • traumi,
  • esagerata attività e gioco troppo forte del cucciolo,
  • crescita su pavimentazioni scivolose ed altro.

Displasia dell’anca nel cane: i sintomi

A meno che non ci sia una manifestazione patologica particolarmente grave, il cucciolo difficilmente manifesterà alcun segno evidente di displasia.

Quando presenti, questi sono:

  • andatura a coniglio, con le zampe posteriori che si muovono insieme,
  • riluttanza al movimento,
  • riluttanza a saltare,
  • non si solleva sulle zampe posteriori,
  • durante il gioco si siede frequentemente,
  • atteggiamento antalgico, con postura larga o stretta delle zampe posteriori.

displasia dell'anca nel cane

Immagine: Salvaggio A. DVM, libero professionista, ANUBI Ospedale Animali da compagnia, Moncalieri (To).

E se la displasia si manifesta nel cane anziano, come riconoscerla?

In realtà è proprio nel cane adulto e anziano che la patologia può manifestarsi con maggiore gravità.

Il segno più importante e indicativo di displasia è l’ondeggiamento nell’andatura del treno posteriore.

Se il tuo cane sculetta come una modella con tacco dodici… c’è grande possibilità che le sue anche ballino la samba!

Gli altri segni sono del tutto simili a quelli descritti per il cucciolo con grave displasia, con però la possibilità di avere sintomi di dolore molto più evidenti.

Esistono diversi gradi e livelli di gravità di displasia di cui non parlerò perché non è questo il luogo giusto per farlo.

Vorrei invece soffermarmi su come prevenire la displasia dell’anca, partendo dalla sua individuazione precoce.

La diagnosi precoce di displasia dell’anca nel cucciolo.

I segni radiografici possono essere visibili già a partire dal 3° mese di età, mentre la malattia è diagnosticabile in modo definitivo e preciso, solo alla fine dello sviluppo, per cui dopo l’anno nei cani piccoli, dopo l’anno e mezzo/due, nei cani di grossa taglia.

Ho spesso letto commenti e perplessità circa la necessità di effettuare un accertamento radiografico precoce per la displasia.

Certo, è da fare in anestesia, ma è anche vero che, nel momento in cui si dovesse manifestare una forma sub-clinica saresti in grado di mettere in atto tutti quegli accorgimenti che potrebbero ridurre drasticamente le complicanze della malattia.

Cosa fare quindi? Un controllo preventivo.

I cani per cui è consigliato un controllo ortopedico sono tutti i soggetti predisposti per parenti non esenti da displasia, o esenti ma di razze altamente probabili e cioè tutte le razze di cani di taglia media, grande e grandissima.

Soggetti con lassità articolare particolare (Border) e cani che crescono molto velocemente.

Cos’è la lassità articolare?

 

Tutti quei cani che hanno articolazioni particolarmente mobili, con grande ampiezza di apertura e legamenti molto elastici sono più soggetti a displasia.

 

Le ossa in questa condizione all’interno dell’articolazione, sono troppo libere di muoversi e di scontrarsi le une contro le altre.

A mio avviso è certamente consigliato effettuare un controllo ortopedico precoce dal 3°-4° mese di età in poi, tramite una visita di un medico veterinario specialista ortopedico.

Questo farà manovre particolari che, in base al risultato ottenuto potrebbero far ritenere necessaria anche una valutazione radiografica.

Io consiglio anche una visita di una fisiatra. Quella del fisiatra è una nuova figura professionale molto importante per le patologie articolari del cane!

Perché farlo così presto? Il motivo è nei tempi di accrescimento e di chiusura delle parti ossee.
A quell’età è ancora presente una fase di crescita che consente di effettuare terapie non invasive e ben correttive.
Se la diagnosi precoce viene effettuata dopo quel momento, l’efficacia sarà decisamente inferiore.

La Dott.ssa Erica Giustetto fisiatra, in questa situazione infatti ricorda che:

una visita fisiatrica correttamente effettuata, è in grado di mettere in evidenza punti muscolari dolorosi, che non verrebbero valutati dall’ortopedico che spesso si concentra solo sull’articolazione.

 

Il fisiatra poi sarà in grado di predisporre un programma terapeutico che potrà potenziare la muscolatura del treno posteriore, rafforzandola.

 

Inoltre darà indicazioni sull’attività da far fare al cucciolo durante la delicata fase di accrescimento.

 

Visite successive saranno necessarie per tenere sotto controllo l’andamento della situazione.

Sia chiaro: a questa età, non si affermare che il cane è displasico, da un punto di vista giuridico, ma solo che la situazione può aggravarsi senza un corretto protocollo terapeutico.
Il certificato di displasia può essere ottenuto solo con un controllo dopo i 12/18 mesi di età.

E arriviamo quindi al punto più importante.

Displasia dell’anca nel cane, come prevenirla nel cane giovane.

Abbiamo detto che fino all’anno di età o poco più non si può parlare di displasia ma solo di maggior lassità, in quanto la diagnosi definitiva non può arrivare prima dello sviluppo completo del cane.

In questa parte metterò in evidenza solo le terapie definite conservative, quelle cioè che non comprendono casi tanto gravi da vedere necessità di un intervento chirurgico.

La prevenzione della displasia dell’anca ha come focus 3 obiettivi principali: diminuire il doloremantenere l’ampiezza di movimento dell’articolazione (che diminuisce nei soggetti con forte dolore) soprattutto durante l’estensione, mantenere e rafforzare la muscolatura pelvica e del tronco posteriore.

Il dolore proveniente da un articolazione anche solo leggermente lussata, potrebbe non essere immediatamente manifesto nel cucciolo che per esuberanza si muove lo stesso.

Questo può portare a peggiorare lo stato infiammatorio dell’articolazione che quindi andrà certamente incontro ad osteoartrosi, malattia di cui abbiamo già ampiamente parlato.

Prevenzione della displasia dell’anca nel cane: il ruolo dell’alimentazione

  • Non somministrare una quantità di cibo superiore a quella necessaria significa non farlo crescere troppo in fretta, oltre a non farlo aumentare di peso.
  • Somministrare cibo di alta qualità, non soltanto valutando la quantità di proteine e grassi (fra le altre cose) ma anche la qualità degli ingredienti.
  • Proteine di alta qualità significa provenienti da carne e non derivati, possibilmente da una dieta commerciale umida o da una dieta casalinga (ma fatta solo ed esclusivamente sotto stretto controllo di un nutrizionista).
  • Somministrazione di integratori a base di omega 3 che sono degli antiossidanti naturali con azione antinfiammatoria.
  • A questo scopo ottimo è l’ausilio che può provenire dalla somministrazione dell’estratto di foglie d’ulivo che ha un forte potere antiossidante con quindi anche un conseguente effetto antinfiammatorio.
  • E’ noto infatti che è lo stress ossidativo a provocare il dolore nell’articolazione infiammata. (Puoi approfondire da qui).
  • Anche la somministrazione di nutraceutici (condroprotettori) è certamente consigliata, a patto che abbiano componenti ad altrettanto effetto antinfiammatorio.

Come prevenire la displasia dell’anca nel cucciolo: la fisioterapia

Oltre alla riduzione del peso, fondamentale nella prevenzione della displasia, anche il corretto movimento gioca un ruolo primario.

Non basta però limitare il gioco al cucciolo, bisogna invece indirizzarlo nel modo più corretto e soprattutto farglielo sfogare in tempi e modi precisi.

Vediamo prima cosa non fare !

  • Le superfici lisce devono essere limitate il più possibile ed il gioco non dovrebbe mai essere svolto su questi materiali che sono davvero pericolosi per le articolazioni dei nostri cuccioli.
  • Quindi quando sei in casa, non giocare a correre con il tuo piccolo, fallo su un tappeto, o fuori sull’erba o sabbia o terra.
  • Sono da evitare le scale ed i salti, oltre al gioco di tirare la corda che stressa le articolazioni.
  • Fondamentale tenere sempre sotto controllo il peso: un cucciolo ha il peso corretto se, accarezzandogli il costato, le costole sono ben percepibili sotto le dita.

Il gioco fisioterapico.

Il ruolo del movimento preventivo allo sviluppo di displasia dell’anca è quello di rafforzare la muscolatura di tronco e arti posteriori, al fine di migliorare non soltanto la stabilità dell’articolazione, ma anche dell’equilibrio del cane.

Questo obiettivo potrà essere raggiunto grazie ad esercizi mirati e ad una serie di controlli periodici che valutano lo stadio dell’accrescimento, dello sviluppo osseo in rapporto alla muscolatura ed alla chiusura delle cartilagini di accrescimento.

La dottoressa Erica Giustetto ad esempio ha studiato un percorso formativo per il proprietario insieme al cucciolo, volto a raggiungere proprio questo scopo. E’ un progetto molto interessante, chiamato “Anche felici!” (Se vuoi puoi contrattarla da qui).

Consiste in un programma di esercizi a step successivi che vedono il cucciolo muoversi in tempi e modi diversi:

  • dai 3 ai 6 mesi: con brevi sessioni di gioco a basso impatto e attraverso l’esplorazione di superfici diverse che aiutano il cucciolo a capire meglio come raggiungere l’equilibrio sulle 4 zampe;
  • dai 6 mesi ai 12: in cui si aggiungono anche giochi di coordinazione ed equilibrio camminando su superfici rialzate da terra (pochi centimetri);
  • dai 12 mesi fino ai 2 anni: in cui si aggiunge attività di rinforzo muscolare.

Il programma comprende anche controlli fisiatrici regolari.

Infine un’ultima considerazione sulla displasia dell’anca nel cane adulto.

Anche il cane adulto affetto da displasia può avere benefici dalla terapia conservativa.

Questa sarà mirata prima di tutto alla diminuzione del dolore, che consentirà di ripristinare il corretto movimento per poter rinforzare la muscolatura del treno posteriore.

Una corretta riabilitazione fisica, con sessioni di movimento in piscina, esercizi specifici, e movimenti passivi e attivi potranno certamente dare beneficio al cane.

Anche in questo caso però l’ausilio di integratori con attività sia antinfiammatoria che antiossidante potrà certamente aiutare.

Se vuoi avere maggiori informazioni su l’Estratto di Foglie di Ulivo, puoi contattare Giulia.

Al prossimo articolo…

Bibliografia:

1. Volta A., Gnudi G., Morgan J.P., Bonazzi M., Manfredi S., Bottarelli E., Zanichelli S., Bertoni G.: Radiographic features of pealvis and hip joint development of English Bulldogs. Veterinary and Comparative Orthopaedics and Traumatology. 2010, 23, 19-27

2. https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/18167088

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Il tuo cane ha la lingua pendula? Ecco come puoi curarla.

Il tuo cane ha la lingua pendula? Ecco come puoi curarla.

Se il tuo cane ha la lingua pendula e la tiene sempre fuori, può incorrere in piccole lesioni anche dolorose.

Secchezza della mucosa, ferite di lieve entità possono essere curate e prevenute con semplici rimedi.

Cane con lingua pendula: quali sono le cause?

 

Capita spesso di vedere cani, soprattutto di piccola taglia con la lingua penzoloni, anche quando la bocca è chiusa.

Questa è una condizione, che coinvolge soprattutto cani di piccola taglia quali Chihuahua, Cavalier King Charles Spaniel e alcune razze brachicefale, come i Carlini.

Le cause della sindrome della lingua pendente possono essere di diversa natura, sia congenita che traumatica :

  • frattura della mascella,
  • anomalia nella dentizione,
  • patologie dentali gravi (perdita di denti),
  • problemi neurologici,
  • tumori,
  • mal conformazione congenita della bocca.

 

Sindrome della lingua pendente nel cane, in cosa consiste davvero?

 

La sindrome della lingua pendente è una condizione patologica in cui il cane resta con la lingua fuori, senza riuscire a ritrarla, anche se viene stimolato a farlo (ad esempio toccandogliela).

Questa è una condizione piuttosto rara ed implica problemi anche nella deglutizione ed assunzione di acqua.

Una condizione del genere è certamente più grave e va valutata da un neurologo in quanto è verosimile che ci possa essere una lesione a livello neuronale.

Si può presentare in modo improvviso a seguito di traumi, rotture della mascella o forme tumorali.

Se risolvibili, una volta eliminata la causa, l’organo torna nella sua funzionalità normale.

Nei casi più gravi può essere necessario l’intervento chirurgico.

Più spesso invece è proprio la forma della lingua ad essere troppo sviluppata per stare all’interno della cavità boccale agevolmente, soprattutto in cani brachicefali.

In questa situazione il cane tenderà a portarla sporgente, anche quando non sta utilizzandola per una maggiore ventilazione.

Una condizione del genere può avvenire se il cane ha perso degli incisivi inferiori che non fanno più da barriera e quindi la lingua scivola fuori, oppure se ha subito una frattura ossea.

In queste circostanze però il cane è perfettamente in grado di mangiare, bere ed anche di ritrarre la lingua di quando in quando per inumidirla.

 

Lingua pendente nel cane: quali conseguenze?

Le conseguenze in un cane con lingua pendula, non sono gravi, ma possono esitare in una fastidiosa secchezza, un po’ come per noi, quando abbiamo le labbra screpolate

La lingua è ricoperta da una mucosa che si disidrata facilmente, essendo costituita da papille che non hanno una adeguata protezione per l’ambiente esterno.

Aria secca, vento, oppure il freddo, potrebbero facilmente irritare, e creare delle screpolature che potrebbero addirittura esitare in piccole ferite.

Se queste si infettano per la presenza di batteri, la lingua potrebbe gonfiarsi e la necessità di terapia antibiotica diventerebbe necessaria.

Ricordo infatti che la saliva che dovrebbe bagnare costantemente la lingua, ha anche un potere antibatterico naturale che la protegge.

E’ quindi fondamentale tenere sempre sotto controllo lo stato della lingua che non dovrebbe cambiare di colore, diventare più opaca, ne essere troppo raggrinzita.

 

Cane con lingua pendente: quali rimedi?

 

Una cane con lingua pendente ha un costante fastidio, dovuto alla secchezza dell’organo che quindi dovrebbe essere mantenuto idratato ed umido il più possibile.

La semplice idratazione però può essere complicata da raggiungere in quanto non si riesce a stabilire una adeguata barriera fisica sulla parte, che certamente non può essere fasciata.

Il consiglio più semplice quindi è quello di utilizzare del semplice olio di oliva, che dovrebbe essere applicato un paio di volte al giorno sulla superficie della lingua.

Un altro rimedio che però ritengo essere ancora più efficace è l’estratto di foglie d’ulivo.

I motivi sono soprattutto legati alle molteplici proprietà in più, rispetto al semplice olio:

  • potere altamente idratante ed emolliente;
  • potere antibatterico ed antivirale;
  • potere antiossidante e quindi per questo, antiinfiammatorio.

Quindi a livello preventivo, mettere una o due gocce di estratto sulla lingua del cane un paio di volte al giorno consentirà alla lingua di rimanere morbida ed idratata, senza alcun effetto collaterale (anzi con effetti benefici) sul cane.

Ma se il tuo cane presenta delle lesioni, sappi che questo estratto risulterà ugualmente efficace.

Come puoi notare a sinistra la lesione come si presentava. Dopo soli due giorni di trattamento questa era già ridotta della metà e dopo soli 4 giorni, la guarigione.

Questo risultato è dovuto all’azione riparativa e cicatrizzante dell’estratto di foglie (per acquistarlo, registrati da qui) che quindi oltre a prevenire, cura!

In conclusione: se il tuo cane improvvisamente non riesce più a ritrarre la lingua, portalo immediatamente dal veterinario per un controllo.

Ma se invece hai un cane con lingua pendula che frequentemente presenta sintomi di secchezza, potrai facilmente curarla, in modo efficace con il nostro estratto di foglie di ulivo!

Ringrazio per la testimonianza Carmen Parente e Filippo che ha consentito di fotografare la sua lingua, qui sotto ritratto in un momento di meditazione!

Alla prossima puntata con un nuovo articolo!

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Alimentazione per cani e gatti, cosa rende appetitosi croccantini e bocconcini

Alimentazione per cani e gatti, cosa rende appetitosi croccantini e bocconcini

Alimentazione per cani e gatti croccantini
Dall’alimentazione per cani e gatti non ci aspettavamo certo di trovare piatti degni di Master Chef, ma neanche così tanta roba chimica.

L’alimentazione per cani e gatti è una cosa molto seria, ciò che mangiano è quasi sempre all’origine del loro stato di salute.

Del resto non fumano, non bevono e non si drogano, cos’altro vuoi che ci sia, di diverso da ciò che mangiano, che può farli ammalare ?

Questo è il quarto e per ora ultimo capitolo di quella che ho chiamato la “Saga del Cibo per Cani e Gatti“, non so se hai letto tutti gli articoli che ho scritto sull’argomento, ma se lo hai fatto credo di averti dato una enorme quantità di informazioni e notizie che ti saranno certamente utili per scegliere in modo più consapevole la giusta alimentazione per il tuo amico peloso, cane o gatto che sia.

Concludiamo con i grassi animali e con i cosiddetti “additivi, le altre schifezze che permettono al Pet Food industriale, protagonista indiscusso nell’alimentazione per cani e gatti, di avere delle date di scadenza che Matusalemme gli fa un baffo.

I Grassi Animali nell’alimentazione per cani e gatti

Tutto ciò che viene sgrassato durante la cottura delle carni di macellazione diventano “Grassi Animali”.

Anche questi vengono prelevati dagli scarti di lavorazione delle carni destinate all’alimentazione umana e si usano soluzioni chimiche per conservarli a lungo ed evitare che prosegua il processo di deterioramento, ma di questo te ne parlerò meglio nel paragrafo dedicato agli Additivi.

Grassi Animali si trovano in abbondanza nell’alimentazione per cani e gatti, in tutte le variabili di Cibo industriale sia secco che umido, e la loro presenza è facilmente riconoscibile quando si aprono le confezioni di cibo.

SI è proprio quella puzza inconfondibile che senti quando apri le scatolette di bocconcini o le buste di croccantini, per te è così sgradevole, ma molto “appetitosa” per il tuo amico a 4 zampe.

Servono prevalentemente a fornire quegli olii essenziali per la cura del pelo e della cute e per stabilizzare gli ingredienti, ma soprattutto servono a “insaporire” gli alimenti.

I Grassi animali agiscono anche come coagulanti, per evitare la scissione dell’acqua dagli ingredienti.

Sono utilizzati anche come intensificatori di sapore, anche se non sono gli unici ingredienti usati a questo scopo, nell’alimentazione per cani e gatti infatti sono consentiti i Digest (tessuti animali come piume, becchi, ossa triturati usando sostanze chimiche e/o idrolisi enzimatica).

I grassi rancidi, ripieni di conservanti chimici sono difficili da digerire e possono causare problemi digestivi, in particolare vomito (anche di bile), diarrea, gas intestinali e respiro affannoso.

In particolare nei cuccioli possono causare problemi gravi, talvolta cronici, a tutto il tratto digestivo e possono compromettere il sistema di assimilazione degli alimenti.

Anche il grasso avanzato dalla ristorazione industriale è sempre più utilizzato nell’alimentazione per cani e gatti, soprattutto per la produzione di Pet Food secco (croccantini e simili); di solito viene conservato all’aperto per settimane, senza tenere conto delle temperature a cui viene sottoposto.

Aziende specializzate in “mescolatura di grassi” lo ritirano e lo mischiano con altri grassi, stabilizzano tutto con degli antiossidanti per fermare il loro deterioramento e vendono poi queste miscele ai produttori di cibo per animali domestici.

Con i grassi animali così prodotti vengono spruzzate quelle assurde palline dal nome così simpatico e divertente, le famigerate crocchette, crocche o croccantini che dir si voglia.

Pare sia l’unico modo per dargli un sapore e un odore appetibili e per fargli  sembrare buonissimo un composto di robaccia che se lui sapesse cosa contiene, schiferebbe anche te che gliela propini.

L’odore che producono e che rende appetibili quei prodotti al tuo amico a 4 Zampe, è talmente forte che rimane anche nelle feci.

Ti è mai capitato di sentire di Cani che mangiano le loro feci (o quelle di altri cani) ? Magari lo fa anche il tuo, adesso SAI perché lo fanno.

“Ma noooo Giulia che dici, si mangiano le feci perché hanno bisogno di minerali !!!” SI, CREDICI.

Sono quei grassi ad essere i maggiori responsabili del colesterolo che danneggia il sistema circolatorio con possibili gravi danni cardiocircolatori, ma non solo; generano anche tossine che appesantiscono il lavoro degli organi predisposti al loro smaltimento come fegato, reni, pancreas.

Passiamo ora ai Coloranti, agli Additivi e ai Conservanti presenti in dosi massicce nell’alimentazione per cani e gatti.

Queste tre schifezze le mettiamo tutte assieme perché il motivo per cui sono presenti nel Cibo per Cani e Gatti, alla fine, è la stessa:
  • ripulire,
  • conservare,
  • sbiancare,
  • colorare,
  • ammorbidire,
  • amalgamare,
  • aromatizzare,

il cibo insalubre, prodotto con metodiche di dubbio gusto, che altrimenti il tuo amico a 4 Zampe si rifiuterebbe di mangiare.

E’ ormai chiaro che la componente carne presente nei prodotti destinati all’alimentazione per cani e gatti è prodotta con gli scarti della macellazione destinata al consumo umano.

Per evitare un eccessivo deterioramento di quegli scarti, che come puoi immaginare non vengono conservati in frigoriferi sterilizzati, si usano soluzioni chimiche;

tutta roba dal nome impronunciabile, e che non sempre puoi trovare nell’elenco degli ingredienti, e che quando sono dichiarati sono indicati con sigle incomprensibili come ad esempio BHA e BHT.

Sono “Ingredienti” che, se utilizzati per alimenti ad uso umano, sono presenti in piccolissime quantità regolate per Legge, ma che per gli alimenti ad uso animale invece non sono regolamentati.

A dicembre 2015, è andata in onda un’inchiesta diReportche puoi rivedere cliccando QUI e che ha provato ad approfondire l’argomento della qualità del cibo per cani e gatti; una puntata che destò scalpore e che demoliva sostanzialmente tutte le industrie produttrici di Pet Food e i loro prodotti.

A quel che mi risulta nessuno ha provato a querelare la RAI e Milena Gabbanelli, che ancora conduceva la trasmissione, il che significa che quanto detto in quella inchiesta era tutto vero e corretto; verso la fine della puntata si parla anche di BHA e BHT, ti consiglio di rivederla !!!

Quanta robaccia chimica di questo genere viene utilizzata per conservare il Pet Food ?

Non lo so, ma le date di scadenza dei “golosissimi” bocconcini e croccantini, un po’ mi insospettisce.

Solo la presenza di tutta quella roba dovrebbe essere sufficiente a suggerirti il rifiuto del Pet Food Industriale, che ormai ne contiene di ogni tipo.

Sostanze che nell’alimentazione per cani e gatti sono “consentite” e quindi lecite, ma sulle quali nessuno finora ha fatto chiarezza in modo definitivo, non sappiamo se e quanto fanno davvero male alla salute.

Sono sostanze per le quali è un continuo “consentire” e “ritirare” dal mercato.

Tenersi aggiornati su cosa è lecito e su cosa è proibito diventa quasi un lavoro, e poi non esiste una regolamentazione univoca e universale, ci sono sostanze consentite in certi Paesi, che diventano vietate in altri, e viceversa, insomma, il Far West.

Molte di queste sono proibite per il consumo umano e logica vorrebbe che in assenza di certificazioni scientifiche sulla loro innocuità, si evitasse di utilizzarle anche nell’alimentazione per cani e gatti.

NO, non bastano le ricerche finora svolte, perché sono state sempre finanziate da chi quelle sostanze le produce, non vale.

Per Ricerche Scientifiche io intendo quelle svolte da organismi al di sopra delle parti, senza conflitti d’interesse, e quel genere di ricerche, su questi argomenti, non esistono, almeno che io sappia.

La cosa peggiore è che, anche volendo, probabilmente non potremmo fare a meno di consumare quella robaccia, che è ormai dappertutto; l’unica difesa possibile è quella di consumarne meno possibile.

Nell’alimentazione per cani e gatti ad esempio potremmo benissimo fare a meno dei coloranti, sai quanto gliene frega al tuo 4 zampe se i croccantini sono gialli, rossi o bluette, e almeno questi i produttori potrebbero evitarceli. (Si esatto, stai pensando giusto, i colori sono lì per attirare la TUA attenzione non quella del tuo amico peloso, perché chi paga sei tu).

Riguardo i conservanti potrebbero tranquillamente utilizzare quelli naturali, Vitamina C, Vitamina E, l’olio di rosmarino, l’essenza di garofano e altre spezie utili a conservare i grassi contenuti nei loro prodotti, ma forse le croccchette non riuscirebbero ad arrivare al 2022…

Esistono le alternative possibili, naturali e innocue per l’organismo, ed è questo che mi fa arrabbiare moltissimo; fino a qualche decennio fa i conservanti chimici non esistevano e il cibo doveva essere conservato lo stesso, come facevamo ?

A dire il vero qualche produttore ha già cominciato a sostituire, almeno in parte, gli additivi chimici con quelli naturali, soprattutto nei prodotti Bio, speriamo che si continui in questa direzione.

Non si capisce quanto siano dannosi, e forse in modica quantità non lo sono neanche tanto, ma il consiglio è quello di starne alla larga quanto più possibile, anche perché se il tuo Cane o il tuo Gatto ne mangiano TUTTI i giorni, e magari anche più volte al giorno, la modica quantità va a farsi benedire.

Si calcola che un Cane di taglia media, che si nutre di Pet Food Industriale, ingerisce almeno 6 Kg di Conservanti, Coloranti e Additivi, all’anno.

Gli Additivi sono sostanze di origine naturale o sintetica, ossia riprodotta in laboratorio, usati per il confezionamento di cibi destinati all’alimentazione umana e/o animale, che…

…“si aggiungono intenzionalmente ai prodotti alimentari per un fine tecnologico, per favorirne la conservazione o per renderli più appetibili, migliorandone l’aspetto, il sapore e la consistenza” (Decreto Ministeriale n° 209 del 27/2/1996)

Gli Additivi sono tutte quelle sostanze che FORSE avvelenano il cibo che mangiamo e che mangia il tuo Cane o il tuo Gatto, che lentamente danneggiano il nostro e il loro organismo e che si possono riconoscere solo perché nelle Etichette Nutrizionali dei prodotti alimentari che compriamo sono indicati da una E seguita da un numero (E101 – E 102 – E155 ecc) che serve solo a non farci capire che roba è. (Questo il Decreto non lo dice, ma è quello che penso 😔)

La presenza di Additivi Chimici nell’alimentazione per Cani e Gatti non è sempre riconoscibile, i produttori non sono obbligati a scriverli tutti in etichetta e, quando lo sono, hanno l’obbligo per le sostanze che aggiungono loro, ma non sono tenuti ad indicare quelli che sono stati aggiunti dai loro fornitori di materie prime, la “tracciabilità” degli ingredienti, in ambito veterinario non è obbligatoria.

Solo a titolo di esempio ecco una serie di possibili “effetti collaterali” che possono derivare dal consumo continuativo di alcuni Additivi presenti nella normale alimentazione per cani e gatti:

  • Effetti Lassativi e Diarrea Cronica
  • Accumulo nella tiroide con disturbi a livello ormonale
  • Cancro allo Stomaco, al Fegato, alla Milza e alla Prostata
  • Allergie ai componenti specifici
  • Aumento di Lipidi Totali, Colesterolo, Trigliceridi
  • Diminuzione di Emoglobina e Globuli Rossi
  • Avvelenamento da Pesticidi
  • Distruzione di alcune vitamine, nel cibo, ma anche nell’organismo che li assume
  • Disturbi al Fegato
  • Alterazioni del metabolismo
  • Aumento della sensibilità al Parvovirus
  • Problemi cutanei
  • Infertilità
  • Cecità
  • Leucemia
  • Anormalità fetali
  • Perdita del Pelo
  • Diminuzione dell’umidità nel tratto digestivo, blocchi intestinali e possibili lesioni cancerogene (Il tuo Cane o il tuo Gatto espelle feci piccole e secche ? Comincia a preoccuparti 😰)

La “Soil Association” e la “London Food Commission” sostengono che l’azione degli Additivi nei confronti del tuo Cane o del tuo Gatto può essere cancerogena o teratogena, (vuol dire alterazione nello sviluppo dei feti).

Non è finita qui, in quei bocconcini o in quelle crocchette che gli hai appena dato, o che stai per dargli, c’è dell’altro:

  • dolcificanti che stimolano la produzione di glicemia e che possono generare il Diabete,
  • pesticidi, con i quali vengono coltivati cereali e vegetali,
  • solventi che vengono impiegati per sterilizzare le carni putride e grassi rancidi,

chi più ne ha più ne metta, che tanto difficilmente ti sbagli…

In conclusione, è davvero raccapricciante pensare che i tuoi sforzi per tutelare la salute e il benessere del tuo amico peloso, siano resi vani da interessi economici “superiori”, ma è anche più deprimente capire che potresti essere tu l’artefice inconsapevole delle sue malattie.

La somministrazione di Cibo Industriale è la causa Primaria delle malattie, dei disturbi anche comportamentali, della depressione e della morte forse prematura di moltissimi Cani e Gatti e non lo dico io…

Da quando mi sono laureato in veterinaria nel 1965, ho notato un deterioramento generale nella salute degli animali domestici. Sono convinto che gli additivi chimici nel mangime per animali domestici siano la causa numero uno in tale declino.” Richard Pitcaim, veterinario, USA

Quando vennero fuori i cibi umidi, immaginammo che dovessero avere conservanti molto forti dato che non necessitavano di refrigerazione. Molti di essi hanno un conservante molto forte, la formalina. La formalina è un conservante talmente buono che gli imprenditori ne usano tanta.” Thomas A.Chew Newland, veterinario, USA

Ogni qualvolta un animale domestico mangia un’altra ciotola di alimento per cani ad alto contenuto di zuccheri, viene portato di quel tanto più vicino all’iperglicemia da diabete, al sovrappeso, al nervosismo, alla cataratta, all’allergia e alla morte.” R. Geoffrey Broderick, veterinario, USA

Sapete cosa è contenuto nella farina di carne, il principale costituente del cibo secco per cani? …. Urina, materia fecale, capelli, pus, carne di animali malati di cancro e tubercolosi” Wendell O. Belfield. veterinario, USA

L’alimentazione per cani e gatti è un pilastro centrale per la loro salute, cerca sempre di offrirgli il meglio

Da più parti si legge che fargli mangiare gli avanzi di Cucina, quello che mangi tu, non sia indicato per la loro alimentazione, ed è vero.

Per quanto anche i cani e i gatti siano mammiferi come noi, e per quanto si siano potuti adattare al nostro sistema di vita regolando il loro organismo sui nostri gusti e sulle nostre abitudini, il loro apparato digestivo è diverso dal nostro e diverso è il loro metabolismo.

Ma francamente, alimentarli con gli avanzi della tua tavola è meno peggio che dargli quella robaccia che trovi sugli scaffali del supermercato e dei negozi specializzati.

In fondo i Cani e i Gatti dei nostri nonni e molti altri prima di loro si sono nutriti con i papponi fatti dei rimasugli di tavole anche molto povere (queste affermazioni mi procureranno gli insulti dei miei amici nutrizionisti, lo so).

Ma non è quella la soluzione ideale, se gli vuoi davvero bene e ci tieni davvero alla loro salute, se vuoi che ti accompagnino il più a lungo possibile nel corso della tua vita, devi fargli fare una dieta adatta a loro, basandoti su prodotti naturali, possibilmente biologici (che ti consiglio anche per la tua alimentazione e per quella dei tuoi figli senza coda).

Sarà meno comodo, ma alla fine è solo questione di organizzazione; basta farsi consigliare da un buon nutrizionista sulla dieta più adatta alla sua razza e alla sua età e mettere quegli ingredienti nella lista della spesa; sarà sufficiente cucinare per lui una volta a settimana e congelare le singole razioni, farai di lui il peloso più felice del mondo.

“Si Giulia, ho letto tutto e sono d’accordo su tutto, ma dove lo trovo io il tempo per cucinare anche per lui ?”

Se proprio non ce la fai, se proprio non ti fosse possibile organizzarti in questo modo… beh, dovresti intanto interrogarti sul tuo stile di vita che forse è un tantino stressante, e non ti fa certo bene.

Se proprio i tuoi ritmi di vita, il lavoro, i figli, ti obbligano a non poter fare a meno di crocchette e bocconcini, allora scegli almeno quelli delle linee Bio; sono prodotti sempre dalle stesse aziende, ma che almeno in teoria, dovrebbero essere fatti con ingredienti e con procedimenti industriali un po’ meno dannosi.

… Ma fatti una domanda. Se le multinazionali che producono cibo industriale, fanno le linee Bio che hanno un costo mediamente doppio delle razioni “normali”, non è come ammettere di fatto che il cibo “normale” che producono è pieno di schifezze ?

Si lo so, il costo di mantenimento raddoppia e nessuno ti garantisce che raddoppi anche la qualità del cibo, ma se proprio non ce la fai a “cucinare per lui” non c’è molta alternativa.

E per stare un po’ più tranquilla aggiungi al suo Pet Food Biologico degli integratori naturali detossinanti, soprattutto quelli con elementi fitoterapici.

Del resto, come insegnano gli animali allo stato brado, la soluzione per restare in salute è nella natura che ci circonda.

Ci sono piante ed erbe che possono favorire il benessere dei nostri amici a 4 zampe, ne cito alcune :

Cicoria selvatica

La Cicoria selvatica (Cichorium intybus)

I suoi principi attivi contenuti soprattutto nella radice e nelle foglie favoriscono buone proprietà disintossicanti dell’organismo in quanto stimola le funzioni di intestino, fegato e reni. E’ ricco di vitamina A, calcio e potassio.

L’estratto di cicoria contiene anche ferro, niacina, fosforo e inulina (oligosaccaride) che nei cani e gatti diabetici aiuta a ridurre i livelli di zucchero.

Favorisce la depurazione del sangue, del fegato e dell’apparato circolatorio dalle tossine nocive.

Nei miei consigli non può mancare l’Estratto di Foglie di Ulivo.

… e grazie Giulia, lo vendi tu !!!

Si, ma non lo vendo solo perché ci guadagno qualcosa, lo vendo perché è un buon prodotto che funziona e perché altrimenti tu non sapresti dove trovarlo (ammesso che te lo meriti 😄).

Foglie Ulivo

Ti ricordo, dato che lo avrai già certamente letto in qualche altro articolo che l’Infuso di Foglie di Ulivo, a differenza di altre erbe salutari, NON HA controindicazioni accertate (fatto salvo intolleranze specifiche) e può essere assunto quotidianamente anche per lunghi periodi.

E’ un ottimo antiossidante e svolge un’importante azione disintossicante dell’intero organismo, riducendo l’eccesso di acidi urici, grassi e zuccheri nel sangue.

L’estratto di Foglie di Ulivo contiene Polifenoli in grado di contrastare in modo efficace l’insorgere del Diabete, del Colesterolo, delle malattie del sistema Circolatorio, di quelle dell’apparato Gastrointestinale e di molte altre patologie che spesso si manifestano in conseguenza di una cattiva alimentazione.

Se sei pronto per passare all’azione e iniziare SUBITO a proteggere l’organismo del tuo 4 Zampe senza usare medicinali, clicca sul pulsante qui sotto e acquista l’unico Infuso di Foglie di Ulivo presente sul mercato REALIZZATO APPOSITAMENTE per Cani e Gatti.

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Come già detto all’inizio questo articolo è l’ultimo dei quattro capitoli che termina, almeno per ora, quella che ho chiamato la “Saga del Cibo per Cani e Gatti” e se vuoi approfondire meglio l’argomento, qui di seguito trovi i Link degli altri “capitoli” :

1) Il Pet Food industriale è pericoloso, perché continui a sceglierlo

2) Cibo per cani e gatti, ecco come leggere le etichette nutrizionali

3) Mangimi per cani e gatti, cosa contengono davvero crocchette e bocconcini

Ciao, a presto e… continua a leggere i miei articoli.

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